I contatori della luce registrano valori più alti del reale? Revoluce chiede una verifica alle autorità competenti

La spesa media per l’energia elettrica di una famiglia aumenterà di ben 145 euro. E come se non bastasse un’anomalia sembrerebbe penalizzare i contatori italiani. Revoluce si fa portavoce dei consumatori e chiede massima trasparenza 


Roma, 23 novembre 2021 – Revoluce, startup di fornitura di luce e gas naturale, si fa portavoce dei consumatori, presentando un’istanza presso le Autorità competenti e agli Organi di Governo affinché vengano avviate verifiche su hardware e software dei contatori che, a quanto pare, rileverebbero consumi maggiori rispetto a quelli realmente fatti. 

In un momento già delicato per la famiglia-tipo italiana, in cui si prevede una spesa annuale per l’elettricità di circa 631 euro con un aumento del 30% rispetto al 2020 (circa 145 euro su base annua), questa possibile irregolarità si traduce in un danno ulteriore enorme a carico dei consumatori.
 

L’iniziativa nasce dopo la segnalazione fatta proprio da un “revoluzionario”, un cliente di Revoluce, ideatore di un dispositivo in grado di leggere i consumi domestici, che si è rivolto alla trasmissione “Le Iene” per avere una risposta. Per legge, infatti, né Revoluce né gli altri fornitori possono produrre una verifica metrologica terza e neutrale come richiesta dal volenteroso ingegnere. L’azienda salernitana ha quindi deciso di mettersi a disposizione al fine di fare chiarezza e tutelare sempre di più i consumatori. Del resto, la trasparenza è sempre stata alla base dell’attività di Revoluce, operatore del settore energetico che vanta anche la certificazione ZeroTruffe.
 

Tutto inizia con l’esperimento fatto da Maurizio, ingegnere elettronico e docente in un istituto professionale. L’insegnante, per un progetto scolastico, crea un apparecchio capace di leggere i consumi domestici e lo collega a un contatore. Fino al 2019, i consumi rilevati dai dispositivi sono gli stessi. Dopo, però, la “brutta sorpresa”: i dati del contatore diventano più alti. Specializzato in microelettronica, Maurizio, analizzando e studiando l’anomalia, presume che la divergenza possa essere causata da un download del software del contatore che, periodicamente, si aggiorna in automatico. 

La stima è quella di un consumo maggiorato di circa 1 € al mese. «La Metrologia legale – spiega Giovanni Riccobono, blogger, consulente e divulgatore energetico, noto per la sua attenzione verso la tutela dei consumatori di energia elettrica e gas – è il settore della scienza della misura che si occupa delle unità, dei metodi e degli strumenti di misura, anche dei contatori di energia elettrica. La sua finalità è quella di garantire la correttezza delle misure utilizzate per le transazioni commerciali». 

L’ingegnere ha presentato istanza presso tutti gli enti e gli organismi competenti in materia, chiedendo i controlli necessari, così da confermare o smentire le sue affermazioni. «Prima di essere immessi sul mercato – continua Giovanni Riccobono, che collabora da tempo con Revoluce per la tutela di tutti i revoluzionari – tutti gli strumenti metrici devono risultare conformi alla direttiva europea di pertinenza; quindi sottoposti a test e verifiche, inoltre ogni produttore o suo delegato deve firmare la dichiarazione di conformità UE, ovvero un documento obbligatorio che attesti che il prodotto rispetta i requisiti dell’UE». 

L’ing. Recca, non ricevendo risposte concrete, ha infine segnalato la problematica alla trasmissione televisiva “Le Iene”, che ha subito mandato un inviato per avere chiarimenti. Revoluce sta seguendo la vicenda, con l’intenzione di andare fino in fondo alla storia. 

«Lo scorso 19 Ottobre 2021, nel programma televisivo “Le Iene”, è andato in onda un servizio dove né la Camera di Commercio né il Ministero dello Sviluppo Economico sono in possesso della documentazione relativa al funzionamento e alla misurazione dei contatori elettronici di seconda generazione: gli “Open meter”. – Aggiunge Giovanni Riccobono – Ciò sta a significare che se oggi un cittadino vorrebbe un parere terzo per avere la conferma che il suo contatore di energia elettrica stia misurando correttamente non può, in quanto sembrerebbero mancare sia le competenze, sia la strumentazione atta a questo tipo di verifiche. Tuttavia sulla carta c’è una procedura ben definita di chi e come può verificare questi dispositivi e poter dare certezza e risposte, agli oltre 30 milioni di consumatori finali, che i contatori installati funzionino correttamente e non sono in alcun modo alterati con la comunicazione da remoto o con gli aggiornamenti del software». 

Maurizio ha ovviamente contattato anche Revoluce che, a differenza di altri, si è resa immediatamente disponibile. Purtroppo però, in quanto fornitori, la società di Salerno non ha la possibilità di fare il tipo di verifica richiesta ma crede che il professore abbia ragione, decidendo così di non “lasciarlo solo”, alleandosi ufficialmente al suo fianco e a quello di tutti i consumatori.
 

«Vogliamo vederci chiaro e comprendere meglio per poter tutelare i nostri revoluzionari – conclude Riccobono, consulente per Revoluce come Tutor Conciliatore – Non stiamo insinuando che il funzionamento dei contatori non sia corretto, ma ci sono dei punti bui che meritano approfondimento. L’energia è un bene comune di primaria importanza è pertanto la sua vendita va trattata con il massimo della trasparenza per i consumatori finali, uno dei valori imprescindibili dell’offerta commerciale di Revoluce». 

Total
0
Shares
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

E.ON investirà 27 miliardi di euro nella transizione energetica da qui al 2026

Articolo successivo

Una “libellula” per combattere discriminazione, violenza di genere e body shaming

Articoli correlati
P