Expo Dubai, Hannappel (Philip Morris): “In Italia progetto importante grazie a ecosistema vincente”

“In Italia abbiamo costruito un progetto importante grazie a un ecosistema vincente: oggi rappresentiamo non solo un’azienda ma una filiera italiana che dalla foglia di tabacco arriva fino al consumatore”. Lo afferma Marco Hannappel, presidente e amministratore delegato di Philip Morris Italia, spiegando i motivi dietro i traguardi raggiunti da un’azienda oggi portata come esempio di investitore estero di successo al workshop ‘Italy is Back on Track: Recovery, Resilience and Attractiveness’, organizzato al Padiglione Italia in occasione della giornata nazionale italiana all’Expo di Dubai.  


In un’intervista all’Adnkronos, Hannappel ricorda che Philip Morris International è un importante investitore in Italia fin dagli anni Sessanta, evidenziando come nel tempo il ruolo strategico delle affiliate italiane dell’azienda sia cresciuto “esponenzialmente” e di pari passo con i continui investimenti sul territorio.  

“Siamo i principali acquirenti di tabacco in foglia, in un Paese che è il primo produttore di tabacco greggio in Europa – spiega – abbiamo  realizzato in Italia il più grande investimento Greenfield degli ultimi venti anni per creare da zero, a Bologna, il primo e più importante stabilimento produttivo al mondo per prodotti innovativi senza combustione e continuiamo a investire centinaia di milioni di euro ogni anno in agricoltura, industria e servizi, alimentando una filiera integrata che nel nostro Paese dà lavoro a oltre 30mila persone”.  

Tutto ciò, sottolinea l’ad di Philip Morris Italia, contribuisce all’obiettivo dell’azienda che è “costruire un futuro senza fumo”, eliminando le sigarette nel più breve tempo possibile grazie a prodotti innovativi frutto di innovazione e ricerca scientifica. 

Hannappel ricorda quindi che nel settore agricolo dai primi anni duemila l’azienda ha sottoscritto accordi pluriennali con Coldiretti e con il ministero delle Politiche Agricole che hanno permesso una visione di lungo periodo ed investimenti complessivi di oltre 2 miliardi di euro per l’acquisto di tabacco in foglia e sulla sostenibilità dei processi produttivi. “Ma oggi la nostra rete di partner si estende ben al di là della tabacchicoltura, e coinvolge oltre 7mila imprese italiane che in molti casi vantano competenze riconosciute in tutto il mondo – precisa – E’ il caso ad esempio della filiera del packaging e delle meccatronica, le cui competenze di alto livello hanno contribuito a portare proprio in Italia investimenti industriali di oltre un miliardo di euro in pochi anni sviluppando macchine che non esistevano per produrre prodotti altamente innovativi”. 

L’ad di Philip Morris Italia parla poi dei progetti futuri, confermando che l’azienda continuerà sulla strada degli investimenti. Poche settimane fa, prosegue l’ad, “abbiamo inaugurato a Bologna il nostro Centro per l’Eccellenza Industriale, il più grande al mondo di Philip Morris per industrializzazione, innovazione di processo, ingegnerizzazione e sostenibilità”. Si tratta, aggiunge, della prima parte di un più ampio piano di investimenti per l’Italia pari a circa 600 milioni di euro in tre anni, collegati ai nuovi prodotti senza combustione, con un impatto occupazionale stimato diretto, indiretto e indotto di circa 8mila posti di lavoro lungo la filiera.  

“Sarà pronto a breve anche il Philip Morris Institute for Manufacturing Competences (Imc), una struttura pensata per ridurre il gap che persiste fra università e imprese, che vedrà coinvolti partner di alto profilo come l’Università di Bologna, il Politecnico di Bari, ma anche istituti tecnico-scientifici – conclude – Infine, dopo gli investimenti in servizi realizzati a Taranto alla fine del 2020 per la creazione del Philip Morris Disc (Digital Information Service Center), puntiamo ad accrescere la nostra presenza anche nel Mezzogiorno”. 

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