Covid oggi Europa, nuova ondata: pandemia “trainata da no vax”

Coronavirus in Europa, non si placa la quarta ondata di contagi nel continente che sembra essere trainata, sottolinea la commissaria europea alla Salute Stella Kyriakides, “principalmente dai non vaccinati” contro il Covid 19. Una situazione particolarmente evidente in Austria, già in lockdown totale, e in Germania dove ancora ieri sono intervenuti cancelliera uscente e ministro della Salute per invitare alla vaccinazione la popolazione attraverso un drammatico appello. In Grecia, intanto, da ieri potranno accedere ai luoghi pubblici solo vaccinati e guariti. Nel pieno di una nuova emergenza, l’Ue si prepara ad aggiornare le raccomandazioni sui viaggi nei Paesi membri dal resto del mondo e a ‘promuovere’ l’utilizzo del Green pass.  


L’Ue sta fronteggiando “un’altra ondata” della pandemia di Covid-19, “trainata principalmente dai non vaccinati”, ha spiegato ieri Kyriakides parlando davanti alla plenaria del Parlamento Europeo, a Strasburgo. Assistiamo, ha detto, “ad un aumento rapido in modo preoccupante” dei casi positivi al Sars-CoV.2 “in tutta Europa. Sappiamo tutti che l’Europa è di nuovo nel mezzo di un’altra ondata”, cosa che è “chiaramente motivo di grande preoccupazione per tutti”.  

Sul ruolo dei vaccini anti Covid, prosegue Kyriakides, “le evidenze sono chiare: la vaccinazione funziona e rimane lo strumento più efficace che abbiamo per mantenere al sicuro le persone”. I vaccini “sono efficaci, senza dubbio, contro la malattia grave, il ricovero in ospedale e il decesso. Anche con la variante Delta dominante”, che è più contagiosa, “i decessi continuano ad essere prevenuti grazie alla vaccinazione. Tutto questo è basato su evidenze scientifiche”.  

“Numerose persone in tutta Europa – prosegue Kyriakides – si troverebbero in una situazione molto peggiore se non ci fossero i vaccini, dispiegati” in tutta l’Unione rapidamente, grazie all’acquisto congiunto da parte della Commissione per conto degli Stati. “Ora fronteggiamo una pandemia trainata principalmente dai non vaccinati. I numeri in crescita stanno purtroppo alimentando l’esitazione a vaccinarsi. E tutti dobbiamo adottare un atteggiamento saldo”, le parole della commissaria. 

La vaccinazione, ha quindi aggiunto, “continua ad essere l’arma fondamentale nel nostro arsenale, ma nello stesso tempo, finché non verranno raggiunti livelli di vaccinazione elevati e la situazione non sarà sotto controllo, è importante che rimangano in vigore le misure non farmaceutiche” come le mascherine e il distanziamento, “quando necessarie”.  

“Bisogna vaccinarsi – continua Kyriakides – mascherine e distanziamento sono importanti, ma la vaccinazione sta salvando migliaia di vite. La vaccinazione è necessaria, ma non sufficiente. Servono anche le terapie: per questo stiamo anche assicurando la fornitura di terapie” contro la Covid-19, con una “strategia ambiziosa”, basata su di un “portafoglio di 10 terapie, le più promettenti”. Ma non è tutto: “Stiamo preparando – ha annunciato – un aggiornamento delle raccomandazioni del Consiglio sulla libertà di movimento nell’Ue. La proposta, che verrà adottata questa settimana, promuoverà e riconoscerà il ruolo importante del certificato digitale Covid”, o Green Pass, “che i viaggiatori portano con sé”. “Aggiorneremo anche le raccomandazioni sui viaggi nell’Ue dal resto del mondo. Sono essenziali coordinamento e collaborazione”, ha quindi sottolineato. 

Il quadro dell’epidemia covid in Germania “è drammatico” e Angela Merkel non considera sufficienti le attuali misure in vigore per contenere l’ondata di contagi covid. “Abbiamo una situazione altamente drammatica. Ciò che è in vigore attualmente, non basta”, ha dichiarato la cancelliera citata da alcuni partecipanti alle consultazioni interne ai vertici della Cdu cui Merkel ha partecipato ieri in collegamento dalla sede della cancelleria. “Abbiamo una situazione – ha aggiunto – che andrà oltre ciò che abbiamo avuto finora. La vaccinazione è importante e giusta ma non aiuta a fermare la diffusione se non su un più lungo periodo”. 

“Vaccinati, guariti o morti” entro la fine dell’inverno, la formula che ha usato il ministro della Sanità tedesco, Jens Spahn, per riassumere il quadro dell’emergenza nel paese. A fronte di una variante, la Delta, altamente contagiosa, il ministro ha ribadito l’appello a vaccinarsi, ricordando che la questione del vaccino non è puramente personale. “C’è un dovere di solidarietà”, ha dichiarato, ricordando l’aumento dei casi e la situazione degli ospedali nel paese.
 

“La situazione del Coronavirus è molto preoccupante e non è sotto controllo al momento”, il quadro del presidente dell’Associazione Interdisciplinaria di Medicina Intensiva e di Emergenza in Germania (Divi), Gernot Marx, che ha allertato la classe politica tedesca esortandola a prepararsi alla possibilità che la circolazione del virus sfugga completamente al controllo. Attualmente oltre 3.670 pazienti affetti da Covid-19 sono curati nelle unità di terapia intensiva in Germania, 1.200 dei quali ricoverati la settimana scorsa. 

In alcune regioni, quali la Baviera, la Turingia e la Sassonia ci sono situazioni di sovraccarico acuto nelle unità di terapia intensiva che costringono a trasferire i pazienti e rinviare gli interventi programmati. Marx ha avvertito che se le nuove norme approvate per contenere la pandemia non daranno risultati, bisognerà programmare misure aggiuntive il 9 dicembre, quando i premier dei 16 Laender si riuniranno per valutare se le misure in atto sono sufficienti. 

L’Austria è tornata ieri in lockdown, il quarto dall’inizio della pandemia deciso per cercare di contenere la diffusione del coronavirus dopo che il numero dei morti è triplicato nelle ultime settimane. Si tratta del primo Paese dell’Europa occidentale a ripristinarlo. Le nuove misure resteranno in vigore almeno dieci giorni, ma potrebbero essere anche venti se la situazione dei contagi non migliorare e se i reparti di terapia intensiva, ora al limite della capacità, non riusciranno a liberare letti. 

Il governo austriaco ha inoltre deciso che renderà obbligatorie le vaccinazioni contro il Covid-19 a partire dal primo febbraio. Solo circa il 66 per cento degli 8,9 milioni di austriaci è completamente vaccinato, uno dei tassi più bassi dell’Europa occidentale. 

In lockdown, le persone potranno uscire di casa solo per recarsi al lavoro, praticare sport all’aperto o per recarsi in negozi per acquistare beni essenziali. La maggior parte dei ristoranti e dei bar potranno fornire solo pranzi takeaway, mentre gli eventi culturali sono sospesi. Per quanto riguarda gli eventi sportivi, si terranno solo a porte chiuse. Restano invece aperte le scuole, con la facoltà dei genitori di decidere se mandare in classe o meno i loro figli. 

A partire da ieri intanto in Grecia bisognerà essere vaccinati o guariti dal covid 19 per accedere a luoghi pubblici come bar, ristoranti, cinema, teatri, musei e palestre. Le misure imposte dal governo di Kyriakos Mitsotakis comprendono anche turni scaglionati per i dipendenti pubblici, con l’obbligo di indossare la mascherine al lavoro.  

Le nuove restrizioni puntano a frenare i contagi e incoraggiare la vaccinazione, a livelli più bassi rispetto alla media europea. In questo paese di 10,7 milioni di abitanti, ieri si sono registrati 7.287 nuovi contagi e 105 morti. Negli ospedali sono 608 i pazienti attaccati ai respiratori, dei quali 503 non immunizzati o con una sola dose di vaccino.
 

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