Vintage, usato e scambio: ecco che è il fast fashion passa in seconda posizione

Oggigiorno temi come la sostenibilità ambientale, il riciclo e il riutilizzo sono sempre più al centro dell’attenzione dei media e delle persone. Questo soprattutto a causa del consumismo sconsiderato che ha caratterizzato gli anni passati lasciando un impronta di carbonio in costante crescita ed un eccessivo sfruttamento delle risorse del pianeta.


Un settore che ha inciso in modo particolare in questo senso è quello della moda e dell’abbigliamento, oggi considerato una tra le industrie più inquinanti al mondo. Infatti, ogni anno sono circa 100 miliardi gli articoli di abbigliamento venduti, con una crescita del 50% rispetto al 2006. Il motivo? Il fast fashion, cioè capi di abbigliamento all’ultima moda, a basso costo e altrettanta bassa qualità, realizzati per cavalcare la moda del momento, ed essere buttati alla stagione successiva.

Ad oggi il settore della moda emette addirittura più CO2 dell’industria aeronautica e di quella navale insieme, con un utilizzo di 79 miliardi di metri cubi di acqua dolce all’anno. Tutto questo senza contare l’inquinamento idrico causato dalla realizzazione delle materie prime e dei tessuti.

Al momento solo una piccolissima parte di questo prodotto è riciclato e riutilizzato, mentre la stragrande maggioranza finisce nelle discariche o negli inceneritori, senza neanche essere utilizzato. Per fortuna una sempre più maggiore consapevolezza da parte del grande pubblico, sta cercando di direzionare il mercato attuale verso il senso opposto. In un’ottica che preveda prima di tutto il riutilizzo dell’usato, lo scambio ed una produzione di prodotti nuovi, emessi sul mercato, nella maniera più sostenibile possibile.

Con il termine upcycling si fa riferimento a quella pratica che consiste nel riutilizzare gli oggetti, trasformandoli, con lo scopo di creare infine un prodotto di maggiore qualità, reale o percepita. Quindi vengono trasformati quei materiali solitamente scartati, per ottenere invece nuovi prodotti o, perché no, anche opere artistiche. In tanti, che spesso non sono a conoscenza del nome, lo chiamano semplicemente riutilizzo creativo. 

Cos’è Upcycling e come ci può aiutare a riutilizzare

È un fenomeno che ha preso sempre più piede negli ultimi anni e coinvolge tantissimi settori differenti, dall’abbigliamento sino all’arredamento. Ogni giorno, nei social media come Instagram e Facebook, vediamo video di persone che restaurano mobili, modificandoli e rendendoli “moderni”; oppure artigiani che propongono degli oggetti realizzati da prodotti non più inutilizzati. L’Upcycling è un mondo molto vasto, dove non ci sono regole e l’oggetto può subire semplici modifiche, o modifiche radicali, in base al gusto e all’utilità che se ne vuole ricavare. 

Sempre più persone si interessano a questo tipo di riciclo, che si dimostra essere meno impattante a livello ambientale – infatti tutti i materiali utilizzati sono di seconda mano, e nulla è prodotto a nuovo – e anche più economico.

Vintage e usato

La moda vintage va sempre più per la maggiore grazie ai mercatini delle pulci, mercatini solidali, scambio e riutilizzo, ma soprattutto alle nuove piattaforme online come Armadioverde o Vinted che promuovo la circolarità dei prodotti in un ottica di riduzione degli sprechi, legati alla produzione massiccia del fast fashion. 

Questo fenomeno, infatti, ha trovato un grande sviluppo proprio grazie ad applicazioni digitali, che ora rendono il vintage e l’usato più accessibile e alla portata di tutti, una trasformazione, che è confermata da numerosi settori che grazie a internet sono riusciti a propagare i propri servizi in maniera efficiente e veloce.

I casino digitali, come quelli consigliati dal portale Vegas Slots Online, danno per esempio la possibilità di giocare a slot gratis grazie ad un’esperienza online che nulla toglie a quella in presenza, con un alto tasso di coinvolgimento e tante modalità di gioco. La scelta tra numerose slot gratuite è la modalità migliore per provare i propri giochi preferiti, senza mettere mano al portafoglio, grazie ad una selezione con oltre 7780 slot gratuite online.Queste modalità adottate da diverse piattaforme, tutte diverse tra loro, continuano ad espandersi sempre di più, permettendo la creazione di community interessate ad una determinata macro-area, come nel caso dell’usato e del riutilizzo, che ha permesso la nascita di una nuova moda: la moda vintage. Questa si è sviluppata in modo veloce proprio grazie alla nascita di applicazioni o portali dedicati, in modo da permettere a chiunque di poter allo stesso tempo liberare spazio nel proprio armadio vendendo i propri vestiti, e acquistare a prezzi inferiori abbigliamento di seconda mano in ottime condizioni.

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