“SALUTE MENTALE tra diritti e pregiudizi”

"SALUTE MENTALE tra diritti e pregiudizi"
“SALUTE MENTALE tra diritti e pregiudizi”

In occasione della promozione del mese benessere psicologico, ricordo un grande classico del cinema tutt’ora attuale per gli spunti di riflessione sulla storia della sanità mentale.


Nel 1962 esce “Qualcuno Volò Sul Nido Del Cuculo” un romanzo scritto da Ken Kasey che nel 1975 diventa la versione cinematografica diretta da Miloš Forman.

“Cuckoo’s Nest” in americano significa “manicomio” e “cuckoo” sta per “pazzo”.

Ed è in questa cornice che si intrecciano le storie di persone rese afone nei loro sentimenti, costrette al gelo della contenzione fisica e morale.

Il film

Il protagonista è un giovane uomo di nome Randle Patrick McMurphy (Jack Nicholson), già in carcere per condotta antisociale e per aggressioni plurime, che arriva in manicomio affinché venga stabilito dagli esperti se le sue azioni possono dipendere da una malattia mentale o da simulazione della stessa.

McMurphy si fa subito notare per l’atteggiamento stravagante e anticonformista, elude le dure regole del manicomio, imposte dalla caporeparto Signora Ratched ( seguirà una serie netflix su di lei) diventa amico degli altri degenti che, trascinati da lui, escono dal torpore della rassegnazione.

Il suo è un grido di libertà: più i ricoverati, però, gli si stringono fiduciosi intorno, contagiati dal suo spirito di disubbidienza, più la Ratched stringe la vite del sistema repressivo.
Il tragico epilogo rappresenta la celebrazione della vitalità costretta in una gabbia di pregiudizio sociale.

Il film racconta dei crimini sanitari autorizzati agiti su persone indifese private dei loro diritti civili.

Sembra una storia lontana ma basti pensare che in Italia solo dopo la Legge Basaglia del 1978 si è sancita la chiusura delle strutture manicomiali e si è cercato, con l’assistenza sul territorio, di dare una risposta alternativa alla segregazione e alla repressione di quegli istituti.

Tuttavia permane una certa difficoltà ancora oggi ad accettare la convivenza e la non esclusione di chi ha una diagnosi di malattia mentale.

Il pregiudizio sulla pericolosità sociale è infatti leggibile nel grado di accessibilità ai servizi, nelle opportunità di recupero e trattamento oltre che nell’educazione civica nei confronti della diversità…

La strada è ancora lunga per l’integrazione psicosociale ed è per questo che è importante la sensibilizzazione rispetto queste tematiche.

#ottobremesedelbenesserepsicologico

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