Mottura (Atac): ”Rinnovata metà flotta, serve altra spallata per eliminare bus vecchi”

”L’episodio di martedì avvenuto nel deposito bus di Tor Sapienza è stato drammatico anche se fortunatamente non ci sono stati danni a persone. Dal punto di vista economico l’impatto è stato piuttosto modesto perché parliamo di circa 30 autobus, tutti a metano, che avevano 13-14 anni. Certo sono 30 bus in meno che circolano”. Così in un’intervista all’Adnkronos l’amministratore unico di Atac, Giovanni Mottura, sottolineando che ”saranno le indagini a chiarire se si sia trattato di un incendio doloso”.  


Al momento, spiega Mottura, ”non si esclude nessuna ipotesi ma se a provocare il rogo è stata una scintilla elettrica che ha fatto partire un innesco questo non può che essere correlato purtroppo alla vetustà del parco mezzi. Un problema che ha radici antiche”. E aggiunge: ”Se teniamo vetture che hanno più di dieci anni il rischio è che possano succedere cose come quella accaduta martedì”. 

”Il nostro personale che era in servizio è intervenuto per spostare alcuni autobus, un’operazione molto rischiosa – continua – Ho già detto che incontrerò questi autisti per ringraziarli, molto spesso ci sono persone che in Atac fanno cose che vanno oltre il loro lavoro. Lo dico perché spesso sono bistrattati”. 

Sull’ipotesi che qualcuno si possa essere introdotto nel deposito per mettere in opera un sabotaggio, Mottura chiarisce che ”non possiamo, allo stato, dire che le regole di sicurezza siano state violate, ci sono una serie di telecamere che saranno visionate. Noi faremo comunque un’inchiesta interna con l’ausilio delle forze in campo che stavano già facendo approfondimenti sul fenomeno conosciuto in gergo come ‘flambus’, anche se l’episodio di martedì non è detto sia strettamente correlato. C’è la procura che ha indagini in corso e stiamo cercando di agevolare al massimo il lavoro di accertamento di quanto accaduto”. 

Tornando al problema di una flotta di autobus vecchia, l’amministratore unico di Atac sottolinea che ”negli ultimi anni sono stati immessi complessivamente nella flotta cica 900 autobus nuovi, gli ultimi 650 forniti in usufrutto da Roma Capitale in esecuzione del piano industriale stabilito dal concordato: un’iniezione straordinaria se si considera che il parco è di circa 1.900 mezzi, di cui ne circolano circa 1.500 ogni giorno – dice – Ciò significa che la metà dei mezzi che circola ha un’età media veramente bassa, da 0 a tre anni. Il problema vero è che a fronte di una media matematica di 6-7 anni del parco mezzi ci sono autobus che superano di gran lunga il decennio e hanno 13-14 anni. Per questo ho sottolineato la necessità di fare una politica di mantenimento dell’età media del parco ”. 

”L’alta correlazione che c’è tra i fenomeno di incendio dei mezzi e la loro vetustà denota che non si può pensare a una diversa soluzione se non mantenere il parco dentro il decennio – spiega – ci vuole una programmazione fatta bene, con l’ausilio di tutte le istituzioni coinvolte nel processo ”. 

”Serve una spallata ulteriore nei prossimi uno-due anni per togliere di torno i mezzi che sono già troppo vecchi e poi il problema sarà mantenere questa ciclicità decennale, il che significa programmare bene magari comprandone 50 ogni anno per i primi anni e poi al ritmo di 150 l’anno – spiega Mottura – Mantenere nel decennio la possibilità di completare l’ammortamento e radiare i mezzi al compimento del decennio. Questo è politica sana. Se vogliamo parlare di trasporto sicuro dobbiamo avere mezzi che abbiano quell’età, al di sopra il rischio è che succedano cose come quella accaduta ieri. Poi magari qualcuno ci dirà che è stato un incendio doloso”. 

Quanto al nuovo sindaco, Mottura aggiunge: ”Avrà già sul tavolo la tematica del rinnovo del parco mezzi (in ottica green, a metano o ibridi) nel più breve tempo possibile e poi c’è il programma di elettrificazione della flotta, che è un’operazione parallela varata negli ultimi mesi grazie ai finanziamenti del Pnrr, che però vanno acquisiti dalla municipalità. Un questione che andrà seguita da vicino perché si dovranno convertire o costruire i depositi. Non si tratta solo di acquistare gli autobus, che lavorando sodo in un anno e mezzo o due possono arrivare, ma di definire il piano delle infrastrutture di ricarica. Ora abbiamo 35 bus elettrici in servizio ma dovranno diventare almeno 3-400. Quindi ci sarà da decidere se fare ricariche solo nei depositi, ovvero anche ai capolinea o durante il tragitto. Le due rimesse Ragusa (riacquisita da Roma Capitale) e Bainsizza (attualmente all’asta nel concordato) sono le più consone alla tipologia di infrastruttura a supporto dell’elettrico perché sono centrali ma andranno completamente riconvertite”. 

”Sul fronte dell’evasione del pagamento dei biglietti stiamo lavorando per arrivare a sistemi di monitoraggio digitalizzato in tempo reale – spiega Mottura – Inoltre abbiamo introdotto il pagamento tramite sms e siamo alle soglie di una campagna di cambiamento delle macchine a bordo per l’obliterazione, che diventeranno smart, per pagare si potranno utilizzare anche le carte elettroniche, come avviene già in metropolitana. Con questo sistema di monitoraggio con telecamere e contapersone potremmo controllare quanti a bordo dell’autobus avranno realmente pagato il biglietto e quindi orientare le verifiche. Perché questo piano sia efficace la categoria dei verificatori andrà chiaramente implementata”. 

Mottura infine ricorda che ”qualche giorno fa abbiamo annunciato che i verificatori avranno un rafforzamento, le squadre saranno composte da due controllori e una guardia giurata. Ciò aumenterà la sicurezza a bordo ed è un segnale per rasserenare le persone che vogliono viaggiare tranquille e in regola”. 

(di Giorgia Sodaro) 

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