Dalla chiamata attiva alla vaccinazione all’obbligo per i sanitari: 7 proposte HappyAgeing

HappyAgeing – Alleanza italiana per l’invecchiamento attivo, ha presentato oggi le proposte contenute nel Position Paper ‘Vaccinazioni dell’adulto – anziano nella stagione 2021/2022’, in occasione anche della Festa dei nonni del 2 ottobre. Al centro del dibattito la difesa dell’adulto-anziano non solo da Covid-19, ma anche da influenza, pneumococco, Herpes zoster, pertosse e difterite. Dalla chiamata attiva all’implementazione di un’anagrafe vaccinale nazionale, fino all’obbligo di vaccinazione per i sanitari, l’associazione ha illustrato una ‘ricetta’ in 7 punti.  


“L’Italia è uno dei Paesi più longevi: nel 2019, secondo Eurostat, eravamo al secondo posto dopo la Spagna per speranza di vita (83,6 anni, +2,3 anni rispetto alla media Ue), tuttavia proprio questa struttura demografica ha fatto sì che con la pandemia si verificasse una significativa inversione di tendenza. E’ stato perso quasi un anno di aspettativa di vita alla nascita, con alcune regioni che hanno registrato una perdita anche maggiore”, ha ricordato Michele Conversano, presidente del Comitato tecnico-scientifico di HappyAgeing, introducendo la II Assise nazionale dell’associazione sull’immunizzazione dell’adulto e dell’anziano, tenutasi in modalità ‘phygital’ al Centro congressi Frentani di Roma, grazie al contributo non condizionante di Gsk, Msd, Pfizer, Sanofi Pasteur e Seqirus. 

“In una società che invecchia – ha sottolineato – si verifica un fenomeno di immunosenescenza, cioè una minore risposta fisiologica alle malattie infettive, una riduzione dell’immunità acquisita nell’infanzia, e dunque un maggior rischio di complicanze: per questo occorre dare una particolare attenzione alle politiche di immunizzazione puntando sulle vaccinazioni contro l’influenza, lo pneumococco e l’Herpes zoster, ma senza dimenticare la pertosse e la difterite che stanno tornando a circolare in Europa, e il tetano, la cui copertura diminuisce nel tempo. Per questo HappyAgeing intende dare il proprio contributo attraverso una produzione costante di documenti di analisi, ma anche, e soprattutto, proposte estremamente concrete”. 

“Occorre continuare a promuovere la vaccinazione contro lo pneumococco e l’influenza che colpiscono l’apparato respiratorio particolarmente a rischio anche nell’infezione da Covid – ha spiegato Conversano – ma occorre anche prestare attenzione ai pericoli rappresentanti dall’Herpes zoster che, pur non colpendo questo apparato, comprometterebbe sicuramente le condizioni dell’anziano rendendolo più vulnerabile”. 

Nel documento di HappyAgeing viene anche evidenziato come le coperture vaccinali attuali siano lontane dagli obiettivi previsti e come i rischi di influenza, Herpes zoster, pertosse, difterite, tetano e infezioni da pneumococco siano sottovalutati dagli over 50. L’influenza, terza causa di morte per patologia infettiva in Italia, è nota a tutti, ma solo il 4,4% ammette di averne molta paura (dati Censis), mentre il 25,8% dei più anziani con più di 75 anni non la teme affatto. Allo stesso modo è opinione pubblica tra gli adulti-anziani che “lo pneumococco si possa curare con gli antibiotici”, mentre relativamente all’Herpes zoster in pochi conoscono la gravità delle conseguenze di un’infezione. Da queste premesse, e da “una rigorosa analisi scientifica”, nascono le 7 proposte di HappyAgeing per la stagione 2021/22. Eccole: 

1) Chiamata attiva alla vaccinazione. L’invito alle persone, obiettivo dei programmi vaccinali, fa parte dei nuovi Livelli essenziali di assistenza. La mancata chiamata attiva alla vaccinazione per un avente diritto, come lo è appunto l’anziano – ma anche il ‘fragile adulto’ – costituisce un diritto negato al cittadino di cui tutta la filiera del Servizio sanitario nazionale del Servizio sanitario regionale è responsabile. E’ importante che tutte le Regioni possano individuare il proprio modello organizzativo e applicarlo al più presto, partendo con la campagna vaccinale antinfluenzale, ed estendendolo a tutte le vaccinazioni previste dal Pnpv-Piano nazionale di prevenzione vaccinale (influenza, pneumococco, Herpes zoster e Dtpa-difterite tetano pertosse). 

2) Obbligatorietà per tutti gli operatori sanitari. Il Covid ha dimostrato come gli operatori sanitari siano stati purtroppo in molte realtà il veicolo di ingresso del virus nelle strutture sanitarie ed assistenziali. Servono iniziative forti di promozione in tutte le occasioni possibili in quanto ancora oggi la copertura vaccinale dell’antinfluenzale degli operatori sanitari è molto bassa. Sarebbe fondamentale rendere obbligatorie tutte le vaccinazioni per gli operatori sanitari, così come già previsto da alcune Regioni italiane. 

3) Avviare in anticipo i percorsi vaccinali antinfluenzali. E’ opportuno che le indicazioni circa la campagna vaccinale antinfluenzale, da parte delle istituzioni, giungano tempestivamente alle Regioni in modo che le stesse abbiano il tempo di organizzare una campagna vaccinale ad hoc. 

4) Varcare le porte degli ambulatori. L’esperienza della campagna vaccinale anti-Covid ha permesso che venisse finalmente accettata l’idea di vaccinare al di fuori dell’ambulatorio vaccinale. Durante la pandemia i vaccini sono stati eseguiti non solo nell’ambulatorio del medico, ma anche negli ospedali, nelle Rsa e negli hub (palazzetti dello sport, palestre, centri polivalenti), fino ad arrivare alla modalità drive-in ampi parcheggi. Si è così rinsaldata la collaborazione tra la medicina generale, gli ospedali, gli specialisti e i Dipartimenti di prevenzione. Sarebbe utile, quindi, che tutto questo venisse ora applicato sia per la campagna vaccinale antinfluenzale sia per le altre vaccinazioni previste dal Pnpv, sfruttando innanzitutto le infrastrutture messe in piedi per la vaccinazione anti-Covid. 

5) Anagrafe vaccinale nazionale (Avn). Oggi i dati di copertura vaccinale anti-Covid si hanno in tempo reale soprattutto grazie al potere mediatico che la campagna vaccinale ha ricoperto. Il Covid ha quindi dimostrato che è possibile ottenere dei dati di copertura vaccinale per tutta la popolazione. Adesso, quindi, questo sistema va mantenuto ed allargato a tutte le vaccinazioni previste dal Pnpv per l’adulto-anziano. Serve qualcosa di più della somma di 21 anagrafi regionali: occorre un sistema nazionale, informatizzato, che permetta anche di monitorare l’offerta e le coperture vaccinali previste dai Lea e dai Pnpv. Questo va fatto non solo per l’influenza, ma anche per le immunizzazioni verso lo pneumococco, l’Herpers zoster, la difterite e la pertosse. 

6) Continuare a sostenere l’innovazione. Dobbiamo essere in grado di recepire le innovazioni da diversi punti di vista: organizzativo, cercando sempre nuove soluzioni organizzative più idonee ai vari contesti per rendere sempre più fruibile la vaccinazione alla popolazione; tecnologico, attraverso l’introduzione e il sostegno di nuovi vaccini sempre più efficaci e di vaccini verso malattie per le quali non esiste possibilità di immunizzazione. E’ fondamentale che gli interventi di sanità pubblica a tutela della salute siano basati sulle migliori evidenze di efficacia e siano implementati in tutte le regioni, in modo equo per ridurre le diseguaglianze. Va premiata l’innovazione trovando forme per promuoverla, quando i dati ne certifichino il valore. Infine da un punto di vista scientifico, auspicando le valutazioni sulle possibili co-somministrabilità dei vaccini destinati all’adulto-anziano. 

7) Promuovere una comunicazione corretta ed efficace. Una comunicazione poco efficace e spesso mal condotta ha creato difficoltà e incomprensioni nella campagna vaccinale anti-Covid. Si è visto, quindi, come una comunicazione sbagliata può ostacolare anche vaccini sicuri ed efficaci. Alla luce di ciò, dunque, è necessario ribadire che ogni intervento comunicativo in ambito vaccinale deve essere attuato nell’ottica della centralità dell’interlocutore e di una complessiva integrazione tra i diversi mezzi di comunicazione e tra i differenti attori che compongono la rete territoriale. Per cui resta un punto cardine quello della comunicazione che deve essere semplice, efficace e diretta alla popolazione target.  

A questo proposito, nel corso dell’Assise è stata presentata anche la nuova campagna di comunicazione e sensibilizzazione ideata da HappyAgeing per il 2021, ‘L’età non conta, il vaccino sì!’, allo scopo proprio di spingere i soggetti adulti, gli over 65 e i pazienti fragili a vaccinarsi contro influenza, pneumococco ed Herpes zoster. La campagna sarà articolata in 4 video, short-doc della durata di 2 minuti, nei quali si racconterà, attraverso storie vere, l’importanza dei vaccini. Ciascuna clip, la cui pubblicazione avrà cadenza mensile a partire da oggi, sarà diffusa attraverso i canali social e il sito di HappyAgeing. 

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