Spinazzola a Ti Sento (Rai2) “Mancini, l’infortunio, il bullismo”

Ospite della prima puntata di “Ti Sento”, Leonardo Spinazzola si racconta in esclusiva tv a Pierluigi Diaco e parla dell’infortunio avuto durante i Campionati Europei con la Nazionale di Calcio.


Nell’intervista, in onda questa sermartedì 14 settembre alle 23.05 su Rai2, il Campione d’Europa ha risposto alla domanda di Diaco sull’infortunio: “Te lo saresti mai aspettato?”, Spinazzola fortemente emozionato con la voce rotta ha risposto “No. No, anche perché stavo da dio, stavo proprio da dio, volavo: mi sentivo volare in campo”. E a proposito del futuro:  “Quando rientro? Io ho detto a fine novembre rientro in squadra in gruppo, questo non significa giocare nella partita ma che rientro in gruppo che respiro la squadra… È già una grande cosa! …è una cosa mia, è una scaletta mentale, l’equilibrio! È quello, perché io tutti i giorni punto quel giorno”

PD: “Però possiamo dire che a fine novembre, diciamo che nel clima torni…” LS: “No, non lo so”.PD: “Me lo auguro!”, LS: “Anch’io me lo auguro… Perché significa che va tutto alla grande, che io tra un tot corro, che esco fuori, prendo la palla e scatto dopo… io eh, ho doti che devo allenare tanto”.

Un video messaggio di Roberto Mancini esorta il campione a tornare presto in campo: “ti aspettiamo presto, abbiamo bisogno di te hai un gran fisico, recupererai in fretta” e a proposito dell’affetto che lo lega al Mister, Spinazzola ha raccontato “Penso che me ne voglia tanto (di bene)… mi stuzzicava sempre – non fare questo non fare quello… E’ un bene quando un mister, quando una persona ti sta sempre addosso, significa che prova qualcosa no? E quello me l’ha fatto sempre capire ma anche prima dell’europeo. Io mi sono sempre sentito parte di quella squadra e mi sono sempre sentito la stima che il mister aveva nei miei confronti”.

Spinazzola si è poi lasciato andare anche a delle confessioni e ha rivelato quando da ragazzo lo bullizzavano per il suo sorriso.  Pierluigi Diaco: “Ti è capitato in passato, magari in gioventù, per motivi che esulano dal calcio, per motivi personali di rapporti sentimentali amicali di avere delle ferite profonde?” LS: “No ferite profonde no, mi portavano un pochino in giro perché mi dicevano castoro perché avevo i denti grandi all’infuori…”

PD: “È mai stato un complesso per te questo?” LS: “Eh abbastanza, sì”, PD: “Ti ha ferito all’epoca?”, LS: “Sì ero piccolo, ero alle medie avevo 12, poi fino anche 14 anni, anche in convitto o simili. ‘Siamo tre papà castoro’ mi cantavano quello! Eh sì m’arrabbiavo, però dopo crescendo penso che è la cosa più bella che ho questo sorriso”. PD: “Se in questo momento all’ascolto ci fossero dei ragazzi di 14, 15 anni, che cosa ti senti di dire a chi vive questo complesso a chi non sa come difendersi di fronte a un certo tipo di bullismo?” LS: “Che sono migliori di loro senza dubbio. Perché chi parla tanto degli altri non è molto sicuro di sé stesso penso”.

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