Nicola Santini alla conduzione di We love design su Mediaset Infinity

Nicola Santini conduce We love design su Mediaset Infinity. Grande esperto di galateo e bon ton, Santini è una personalità dalle mille doti: giornalista, scrittore, docente, collezionista d’arte. Ma anche un volto amato del piccolo schermo con i suoi consigli, tutorial.


Adesso è pronto per una nuova sfida di cui ne parla a Lifestyleblog.it

• Ti rivediamo con piacere in Tv, in una nuova e inedita veste. Raccontaci qualcosa a riguardo…

We Love Design nasce da un’idea di Aldo Dalla Vecchia che vede come protagonisti Marzia e Leonardo di Dainelli studio, il duo del design scelto per rappresentare il vivere in casa contemporaneo.

L’uscita coincide con il salone del Mobile di Milano che è la vetrina internazionale più autorevole sul tema. I contenuti sono sulla piattaforma Mediaset Infinity on demand ma gratuiti. 

• Mancava un programma dedicato a questo settore. Come è nata questa scelta pionieristica?

Come tutte le scelte vincenti è nata da una chiacchierata dove tutto si pensava tranne che di partorire un nuovo programma.

A gennaio ho cambiato casa a Milano, avevo voglia di creare degli ambienti non troppo formali, estremamente vivibili, che potessero contenere tante delle cose raccolte negli anni ma anche avere tocco contemporaneo, così, quando i giochi sembravano ormai fatti, ho incontrato sul mio cammino Marzia e Leonardo Dainelli grazie a Deborah Romeo, che è un’amica comune. Il primo ospite a varcare la soglia di casa è stato proprio Aldo Dalla Vecchia, poi autore del programma, che ha subito voluto conoscere questi due architetti visionari ma allo stesso tempo concreti.

Si è da subito aperta una finestra grazie a Quadrio TV, per creare un formato di 15 minuti dedicato a case da sogno ma anche e soprattutto vivibili. Molto di quello che si vede sui giornali e in alcuni programmi TV è molto bello dal punto di vista scenico, ma poi non ha una traduzione nella vita concreta. Così il design diventa molto lontano dalle persone.

Ciò che rende speciali Marzia e Leonardo è proprio questa capacità di creare un anello di congiunzione tra il design con le sue regole estetiche e la funzionalità del vivere quotidiano.

• Ti abbiamo ammirato come esperto di bon ton. Anche nel design di una casa è sempre consigliabile averlo? 

Ho sempre tradotto il concetto moderno di bon ton come l’arte di essere e mettere a proprio agio chiunque in qualsiasi circostanza.

Quando si entra in una casa bella ma manca il senso dell’accoglienza, oppure gli ambienti sono studiati con il solo scopo di sorprendere ma non di accogliere, c’è qualcosa che manca. 

In questo senso, il programma mi somiglia.

• Quali sono, a tuo avviso, gli “orrori” da evitare in casa? 

Una delle cose che dovremmo imparare tutti è che se abbiamo una sola stanza da bagno e prevediamo ospiti in arrivo, asciugamani personali, spazzolini, e qualsiasi altro genere di oggetto privato dovrebbero essere lontani dalla vista.

Poi ogni luogo ha un suo stile, le forzature sono terribili.

La casa in stile provenzale all’interno di una palazzina anni 60, i mobili in stile antico dichiaratamente farlocchi, ma anche tutti quegli stratagemmi che dichiarano le ossessioni dei padroni di casa: è inutile comprare un divano bianco se poi lo si deve vedere sempre e solo ricoperto da lenzuola a fiori riciclate per non farlo sporcare. 

• Quali, invece, i trend in voga soprattutto per chi vuole dare un nuovo look alla propria abitazione? 

Io amo da sempre le case che rispettano la propria natura ma anche la personalità di chi ci vive dentro e l’epoca nella quale ci si trova ad abitarle.

Il total look direi che è finalmente passato: la casa tutta bianca, il modernariato anni 50, la casa dell’antiquario così come il finto industriale ce li siamo lasciati alle spalle.

Il trend attuale vuole che si mescolino elementi in modo armonico. 

• Parlando di Nicola Santini, invece, quali sono le tue prossime avventure professionali?

Stiamo già pensando a una prossima edizione di We Love Design, visto che la mia passione per le case è grande e di materiale sul quale lavorare con lo studio Dainelli ce n’è molto,  probabilmente i prossimi mesi saranno da dedicarsi interamente alla selezione e al racconto di nuovi interni.

I lockdown, che spero ci siamo lasciati nel file del passato, hanno avuto come risvolto positivo quello di riaccendere l’attenzione sulla vita che si fa all’interno delle pareti domestiche quando molto, spesso nelle città come Milano, era orientato a ciò che si faceva nei locali. Abbiamo quindi molte storie da raccontare.

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