Nanotecnologie per tutelare i palazzi storici di Venezia

“Il focus del nostra ricerca oggi è incentrato sulle nuove tecnologie ovvero sui nanomateriali applicati alla conservazione dei beni culturali e all’elettrofisica per abbattere l’umidità di risalita capillare negli edifici. Il nostro obiettivo è un maggiore tutela e salvaguardia delle meraviglie artistiche e architettoniche del nostro Paese, molte delle quali sono concentrate a Venezia”. A dirlo Sabrina Zuccalà, presidente di un Laboratorio di Nanotecnologia internazionale, riconosciuta recentemente come Eccellenza Italiana ed Internazionale, che illustrerà questo argomento alla conferenza stampa su “Salvaguardia dei Beni Culturali con le nuove tecnologie”, che si terrà il prossimo 16 settembre alle 11 nella sala consiliare del Comune di Venezia. 


All’incontro, patrocinato dal Comune di Venezia. oltre a Sabrina Zuccalà saranno presenti l’assessore comunale all’urbanistica e ambiente Massimiliamo De Martin, Antonio Sabatella, coordinatore ufficio Dipartimento politiche europee della Presidenza del consiglio, Roberto Litta, scrittore ed esperto di politiche industriali. 

“Dobbiamo tutelare -ha aggiunto Zuccalà- le nostre città che meritano maggiori attenzioni. Le nuove tecnologie offrono innumerevoli vantaggi per prenderci cura del nostro patrimonio culturale e artistico e per dare un futuro alla nostra storia. Nello specifico spiegheremo come attuare il PNRR rendendolo utilizzabile per la società, sfruttando le potenzialità dei nanomateriali come volano di sviluppo imprenditoriale per il territorio, evidenziandone gli aspetti di eco-compatibilità, la capacità di preservazione dei beni culturali e le possibili altre applicazioni nel settore scientifico, medico e ingegneristico. 

Durante la conferenza ci saranno accenni sulla parte tecnico/scientifica relativa all’uso dei formulati nanotecnologici e sul potenziale sviluppo delle sue applicazioni ad ampio spettro, con valutazioni riguardo alla ricaduta socio economica dell’uso di tale tecnologia. 

Spiegheremo i successi applicativi già ottenuti in altri territori per poi arrivare all’analisi di quanti beni artistici, culturali, archeologici o strutturali nel nostro paese hanno bisogno di essere tutelati da fattori corrosivi e usuranti. Inoltre, spiegheremo come l’elettrofisica abbatta l’umidità di risalita capillare, annullando definitivamente l’acqua assorbita dalle murature, ipotesi molto interessante per Venezia. L’analisi procederà nella valutazione di un’eventuale perdita per incuria di tali beni, sia dal punto di vista finanziario che sociologico e culturale. 

Parlermo infine di transizione tecnologica ed ecologica, di impatto ambientale degli interventi di applicazione delle nanotecnologie e della preservazione dei beni collettivi dalla devastazione di incendi, polveri sottili, intemperie, anchanche a causa dei cambiamenti climatici”. 

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