Clima, verso la Cop26: il ruolo dell’energia idroelettrica

Conto alla rovescia per la Cop26 di Glasgow, la Conferenza Onu sui cambiamenti climatici (dal 31 ottobre al 12 novembre), e la Pre-Cop di Milano già a fine settembre. Eventi che rimettono al centro il tema della crisi climatica: sfida che si gioca anche sul fronte dell’energia idroelettrica dal momento che l’acqua assicura il 71% di tutta l’elettricità rinnovabile globale.  


In questo quadro, i costruttori di dighe giocano un ruolo fondamentale. Ѐ il caso di Webuild, tra i principali player del settore: i progetti in corso di realizzazione permetteranno di generare oltre 14.000 MW di potenza e garantiranno energia pulita e a basso costo per decine di milioni di persone nel mondo, con un abbattimento delle emissioni stimato in 14,5 milioni di tonnellate di CO2 annue.  

Con queste opere, Webuild persegue l’obiettivo di sostenibilità numero 7 (‘Energia pulita ed accessibile’) dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, un obiettivo che è stato anche inserito nel Piano Esg 2021-2023.  

Webuild ha già realizzato oltre 300 impianti, dal Cile, con l’Impianto Idroelettrico di Chacayes, primo impianto totalmente eco-compatibile realizzato nel Paese, alla Namibia (Neckertal), dalla Malesia, con l’impianto idroelettrico di Ulu Jelai, alla diga cinese di Xiaolangdi sul Fiume Giallo, nella provincia dello Henan.  

In Etiopia, dove il Gruppo ha già costruito numerose dighe che oggi costituiscono l’asse portante del sistema elettrico del Paese, impegnato a diventare carbon neutral già nel 2025, Webuild sta realizzando la Grand Ethiopian Renaissance Dam, che una volta conclusa sarà la più grande del continente africano e permetterà di evitare l’immissione in atmosfera di oltre due milioni di tonnellate di CO2 l’anno e consentirà di espandere l’accesso all’energia a milioni di persone.  

Non solo. Webuild realizza opere anche in alcuni tra i Paesi più avanzati del mondo come in Islanda, il Paese con la più alta quota di energia ricavata da fonti rinnovabili, dove il 99% dell’elettricità è green e per l’80% è generata da fonti idroelettriche. A 300 chilometri dalla capitale Reykjavik e a meno di 200 dal Circolo Polare Artico, Webuild ha realizzato il progetto idroelettrico di Karahnjukar con una potenza installata di 690 MW, utilizzata per alimentare il più importante sito di produzione di alluminio del Paese.  

Nell’Australia meridionale, Webuild lavora all’ampliamento di una rete d’impianti idroelettrici, chiamata Snowy Mountains Hydro-electric Scheme, che ha già una capacità di 4.100 MW e che arriverà a più di 6.000 MW di potenza una volta che entrerà in funzione il nuovo impianto Snowy 2.0 che servirà 500mila case nei periodi di picco della domanda di energia. 

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