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lunedì 26 Luglio 2021

Sempre più Comuni Ricicloni, balzo in avanti del Sud Italia

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Sempre più Comuni ‘liberi’ dai rifiuti: passano dai 598 dell’edizione 2020 a 623 nel 2021 quelli insigniti del premio di Legambiente, attribuito ai Comuni che annualmente producono meno di 75 kg di rifiuti per abitante da avviare a smaltimento e hanno una percentuale di differenziata superiore al 65%. E’ quanto emerge dalla 28esima edizione di Comuni Ricicloni, il dossier realizzato nell’ambito del concorso con cui, fin dal 1994, Legambiente premia i migliori risultati nella gestione dei rifiuti, e che dal 2016 vede il suo principale focus nei Comuni Rifiuti Free, ossia i centri a bassa produzione di indifferenziato destinato a smaltimento.  


Sia il dossier che il concorso Comuni Ricicloni 2021 godono del patrocinio del ministero della Transizione Ecologica e sono organizzati da Legambiente in collaborazione con Conai, Comieco, Coreve, Corepla, Cial, Ricrea, Rilegno, Cic – Consorzio Italiano Compostatori, Assobioplastiche e i partner FaterSmart ed Eurosintex.  

Secondo il dossier, mentre il numero dei Comuni virtuosi cresce, cala quello dei cittadini: 3.542.624 (circa 110mila in meno rispetto allo scorso anno), un dato che indica come si sia fatto bene e meglio nei piccoli centri, mentre in quelli più grandi si sia prodotta una maggiore quantità di indifferenziato. Anche per il 2021, poi, si conferma la tendenza positiva del Sud Italia che, a fronte di un Centro in lenta discesa, erode punti percentuali al Nord. Dal 2019 a oggi, infatti, i Comuni Rifiuti Free nel Meridione sono quasi raddoppiati, mentre al Nord si è assistito a un progressivo calo. Nessun nuovo ingresso registrato nella categoria delle città capoluogo, mentre circa il 70% dei Comuni Rifiuti Free 2021 fa parte di un consorzio.  

“I risultati di Comuni Ricicloni 2021 ci confermano come il passaggio da un’economia di tipo lineare a una di tipo circolare da Nord a Sud sia possibile, a partire dal lavoro di amministrazioni virtuose e sindaci attenti: è chiaro che, oltre all’impegno dei Comuni sulla raccolta differenziata, servono però altri interventi incisivi, come l’applicazione della tariffazione puntuale, in nome del principio ‘chi inquina paga’, e la realizzazione degli impianti di riciclo e riuso, a partire dal Meridione, senza i quali l’economia circolare non esiste. Ancora, occorre una nuova norma nazionale per tartassare economicamente lo smaltimento dei rifiuti in discarica, tramite la revisione del relativo tributo speciale e la previsione di un pagamento in base ai kg pro-capite annui avviati a smaltimento”, osserva il presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani. 

“Interessante notare, inoltre, come il 70% dei Comuni premiati faccia parte di un consorzio: a conferma che risultati d’eccellenza si riscontrano in gestioni collettive in grado di garantire uniformità del servizio di raccolta, economia di scala e la possibilità d’introdurre su tanti Comuni un sistema di tariffazione basato sulle quantità di rifiuto indifferenziato prodotto. Un approccio che auspichiamo possa diffondersi presto in tutto il Paese”, aggiunge Ciafani.  

Nella lista dei Comuni Rifiuti Free 2021, il 67,9% è rappresentato da centri del Nord Italia, in calo rispetto al 73,1% del 2020 e al 77% del 2019; crescono, invece, quelli premiati al Sud che rappresentano il 26% dei Comuni in classifica (nel 2020 costituivano il 20,4%, nel 2019 il 15,3%); mentre i Comuni del Centro rappresentano appena il 6,1%, in calo rispetto ai due anni precedenti (6,5% nel 2020, 7,7% nel 2019).  

Sono soltanto quattro, nessuna new entry nella categoria, i capoluoghi di provincia a ottenere il premio Rifiuti Free: Trento, Pordenone, Treviso e Belluno.  

Guardando alle Regioni, quelle dove si osserva il maggiore calo di Comuni Rifiuti Free sono Trentino-Alto Adige (-18), Lombardia (-16) e Veneto (-6). Grande incremento, invece, per la Sardegna (+39) che con l’Abruzzo (+8) contribuisce all’impennata del Sud. Interessanti incrementi si segnalano anche in Piemonte (+11) e in Emilia Romagna (+10). Per la prima volta, tutte e venti le Regioni Italiane contano dei Comuni Rifiuti Free, compresa la Valle d’Aosta finalmente rappresentata. In testa alla classifica delle Regioni che ne contano il maggior numero resta comunque il Veneto (con 162 Comuni, il 28,8% del totale della Regione), seguito da Lombardia (91 Comuni, 6%), Trentino-Alto Adige (60 Comuni, 21,3%) Sardegna (48 Comuni, 12,7%), Friuli-Venezia Giulia (47, 21,9%) e Abruzzo (46 Comuni, 15,1%). Fanalino di coda, invece, sia per numero di Comuni che in termini percentuali la Puglia (con soli 2 Comuni Rifiuti Free, lo 0,8% di quelli dell’intera Regione), preceduta per numero di centri Rifiuti Free dall’Umbria (2 Comuni, il 2,2%) e dalla Valle d’Aosta (3 Comuni, il 4,1%). 

La maggior parte dei Comuni Rifiuti Free 2021 sono quelli nelle categorie sotto i 5mila abitanti e tra i 5mila e i 15mila. Nel dettaglio, tutte e venti le Regioni italiane si trovano rappresentate nella categoria Comuni sotto i 5mila abitanti, 16 Regioni su 20 in quella dei Comuni tra i 5mila e i 15mila abitanti. Vincitori assoluti nella categoria dei Comuni sopra i 15mila abitanti i centri di Baronissi (SA), Castelfranco Emilia (MO), Porcia (PN), Fonte Nuova (RM), Porto Mantovano (MN), Certaldo (FI), Pergine Valsugana (TN).  

Per la categoria ‘Cento di questi Consorzi’ sul gradino più alto del podio delle esperienze consortili sotto i 100mila abitanti si posiziona la Amnu Spa (Trentino-Alto Adige), seguita dalla Comunità Montana del Sarcidano Barbagia di Seulo (Sardegna, provincia di Cagliari) e da Asia Azienda Speciale per l’Igiene Ambientale (ancora Trentino-Alto Adige). Tra i consorzi sopra i 100mila abitanti, il primo e secondo posto sono occupati ambedue dal Veneto, rispettivamente dal Consiglio di Bacino Priula e dal Consiglio di Bacino Sinistra Piave (provincia di Treviso), mentre al terzo posto si piazza Alia Servizi Ambientali Spa (Toscana, provincia di Firenze). 

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