Roby Facchinetti: “Come è nato il singolo L’ultima parola”

L’ultima parola è il singolo tratto dall’album di Roby Facchinetti Inseguendo la mia musica.


Un brano firmato dallo stesso Facchinetti insieme a Stefano D’Orazio che aveva dedicato queste parole all’amico Valerio Negrini.

Ascolta il brano

Un’estate ricca di impegni quella di Roby Facchinetti: dall’uscita dell’ultimo brano, alla partenza di un tour estivo fino agli incontri con i lettori per la presentazione del suo romanzo “Katy per sempre”.

Un’estate piena di impegni per te, tra cui il nuovo singolo. Una scelta coraggiosa tra l’altro, in controtendenza che abbiamo apprezzato perché di solito è un’estate a ritmo di reggaeton e sound latino americani. Invece Roby ci regala una perla di musica...

Questo è un brano devo dire che ha una storia veramente molto particolare, perché io scrissi la musica e chiamai Stefano. Disse: “Guarda questo è un brano che vorrei che avesse un titolo particolare “L’ultima parola”. Però farei, se tu sei d’accordo, dissi a Stefano, un pezzo d’amore, di questi rapporti importanti che spesso finiscono senza un’ultima parola. No? Parlerei di questi rapporti strani che finiscono male”.

Mi richiamò Stefano dopo un giorno, o forse neanche. Mi disse: “guarda ho tenuto il titolo e questo brano, questo testo, lo voglio dedicare a Valerio perché penso sia dovuto e anche giusto”.

Risposi subito: “guarda Stefano, hai avuto un’idea fantastica. Dai leggimelo, perché questo noi facciamo, no?”.

Ha cominciato a leggerlo e non è arrivato alla seconda riga, perché si commosse. Poi chiaramente io come lui.

Certo è un testo particolare, la parte di Stefano soprattutto, è un gesto di grande, grande generosità.

Ma quello che, la cosa che devo dire che mi fa male, mi si stringe il cuore ogni volta che penso al brano come è nato, a quello che disse Stefano, a quello che ha scritto poi su questa mia musica.

Stefano purtroppo inconsapevolmente non sapeva che scrivendo questo testo, lo stava scrivendo in parte anche per lui, perché questo è avvenuto.

Adesso mi ritrovo a cantarlo. Di fatto l’altra sera ci fu il debutto del tour a Massa Marittima e l’ho cantato per la prima volta davanti al pubblico, credimi non è stato assolutamente facile.

Non è facile neanche cantarlo questo brano per i significati che ha in sé, quello che ha scritto Stefano, come dicevo appunto prima, pensando a Valerio. E’ comunque una grande dedica, è per loro, per loro due.

Hai parlato del ritorno sul palco. Che emozione è stata nonostante le emozioni provate nel cantare questo brano?

L’emozione è sempre tanta perché tutto questo tour l’ho desiderato, ho voluto dare anche un segnale di ripresa, perché di questo abbiamo bisogno psicologicamente.

Ma c’è anche un bisogno vero di riprenderci le nostre cose, le nostre abitudini, le nostre passioni, i nostri valori, il nostro lavoro.

L’ho fatto soprattutto anche per le persone che lavorano con me, sono circa 40 famiglie e sono fermi da quindici mesi.

Sono dei liberi professionisti che se lavorano guadagnano, se non lavorano non mangiano, per cui c’è bisogno, c’è bisogno realmente di ricominciare.

Certo il debutto è stato a dir poco emozionante, perché salire sul palco e trovarmi il pubblico davanti, questa immagine che avevo veramente immaginato e sognato per mesi, è realmente una doppia emozione.

E poi a parte noi, ma anche la gente, la gente in comune ha bisogno di risentire musica dal vivo, come dicevo prima e di guardare soprattutto avanti senza dimenticare.

E ancora, per ora, di mantenere le attenzioni perché guai: questa bestia non scherza. Con le dovute precauzioni, certo: siamo vaccinati sempre di più e questo ci tranquillizza in parte. Però insomma per ora dobbiamo avere ancora tante attenzioni.

Tour che prosegue non soltanto musicalmente ma anche con il tuo libro. Come non menzionare Il Libro Possibile a Polignano a Mare, con il tuo romanzo “Katy per sempre”

Si, venerdì sera ho presentato questo mio romanzo che è “Katy per sempre” nella cornice di Polignano a Mare, insomma un angolo di paradiso.

E poi questa tournée che per me è molto particolare perché ho concerti con la band e altre presentazioni del libro.

Poi ci sono tre concerti con l’orchestra sinfonica, che devo dire mi piacciono in modo particolare e che amo perché c’è una chiave sinfonica.

Insomma è per me tornare un po’ a casa. Per cui saranno dei concerti che farò con una un’emozione particolarissima.

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