Draghi al carcere di Santa Maria Capua Vetere: “Non c’è giustizia dove c’è abuso”

“Draghi, Draghi”. Lo hanno urlato i detenuti del carcere di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) durante la visita del presidente del Consiglio Mario Draghi e della ministra della Giustizia Marta Cartabia. Già al suo arrivo il premier era stato accolto da un fragoroso applauso da parte dei detenuti e dalle urla “fuori fuori”.  


Draghi ha visitato i reparti del carcere dove sono avvenute le violenze sui detenuti oggetto dell’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere culminata nell’esecuzione di 52 misure cautelari nei confronti di altrettanti appartenenti al corpo di polizia penitenziaria. 

“Oggi non siamo qui a celebrare trionfi o successi ma piuttosto ad affrontare le conseguenze della nostre sconfitte” ha detto Draghi dopo al visita al carcere. “Non può esserci giustizia dove c’è abuso. E non può esserci rieducazione dove c’è sopruso” ha scandito il premier.  

“Venire in questo luogo oggi significa guardare da vicino per iniziare a capire. Quello che abbiamo visto negli scorsi giorni ha scosso nel profondo le coscienze degli italiani. E, come ho appreso poco fa, ha scosso nel profondo la coscienza dei colleghi della polizia penitenziaria che lavorano con fedeltà in questo carcere” ha affermato il presidente del Consiglio. 

“Sono immagini di oltre un anno fa. Le indagini in corso stabiliranno le responsabilità individuali. Ma la responsabilità collettiva è di un sistema che va riformato. Il Governo non ha intenzione di dimenticare” ha sottolineato Draghi dopo al visita al carcere di Santa Maria Capua Vetere, teatro di violenze nei confronti di alcuni detenuti.  

 

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“Oggi è una giornata storica, speciale. La vostra presenza ha il significato, ha il senso di una forte speranza per il nostro futuro” ha detto Elisabetta Palmieri, direttrice del carcere, rivolgendosi al presidente del Consiglio e alla ministra della Giustizia al termine della loro visita in carcere. “Stiamo attraversando un momento terribile, orrendo, senza precedenti – ha aggiunto – ma la vostra vicinanza e il vostro supporto rappresenta per noi quello che auspichiamo possa essere un nuovo inizio per la polizia penitenziaria e tutto il sistema penitenziario”.  

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