27.7 C
Comune di Monopoli
domenica 13 Giugno 2021

Vaccino covid e allergia a polline, l’immunologo: “Non è controindicato”

Da leggere

Tempo di allergie ai pollini, ma anche della campagna vaccinale anti-Covid. Ai dubbi di chi deve ancora immunizzarsi risponde l’immunologo Mauro Minelli. “I vaccini attualmente disponibili non sono controindicati nei soggetti allergici, tanto più a fronte della considerazione basica che mai un’eventuale reazione avversa al vaccino (di qualunque vaccino si tratti) verrà promossa dalle IgE e cioè dalle cellule protagoniste della risposta immunitaria ai pollini”, sottolinea all’Adnkronos Salute Minelli, responsabile per il Sud della Fondazione italiana di Medicina personalizzate, che suggerisce “per i soggetti allergici con importante sintomatologia acuta si può pensare ad una posticipazione dell’eventuale vaccinazione di qualche settimana”. 

“Quando parliamo di allergie stagionali ci riferiamo più frequentemente a patologie di tipo respiratorio, e cioè riniti, rinocongiuntivi, asma o ‘equivalenti asmatici’ del tipo tosse, magari associata a respiro sibilante con affanno o ‘fame d’aria’. Si tratta – scende nel merito l’immunologo – di patologie che hanno indubbiamente un forte impatto sulla popolazione considerando che, secondo fonti aggiornate e accreditate, in Italia circa la metà della popolazione soffrirebbe di allergie respiratorie con un trend in aumento costante. D’altro canto, specifiche proiezioni epidemiologiche avviate già nel 2006 e attestanti, all’epoca, un’incidenza di allergopatie respiratorie stimata al 30% della popolazione, ne prevedevano un potenziale incremento del 5% ogni 5 anni”. 

“Dati, questi, che non possono e non devono essere sottostimati e che, inevitabilmente, portano a correlare l’esponenziale incremento di tali patologie all’influenza, rispetto ad una basilare predisposizione genetica, di diversi fattori di chiara derivazione ambientale. Per i tanti allergici stagionali, puntualmente questi fattori scatenanti si concentrano nel tempo dell’esplosione pollinica quando, tra aprile e giugno, si sommano nell’aria granuli di parietaria, graminacee ed olivo, tanto per citare i più famosi”, osserva Minelli. 

“E’ questo il periodo nel quale il sistema immunitario del soggetto allergico è costantemente ed intensamente impegnato a ‘tenere a bada’, attraverso le sue macchinose dinamiche cellulari e molecolari, l’azione incondizionabile di agenti aerodiffusi dai quali è quotidianamente aggredito. Se quello è l’impegno primario ed è anche molto faticoso, altre incombenze rischierebbero di risultare, per quel sistema, eccessive e non tali da essere contrastate con analoga diligenza e soprattutto con valida efficacia”, ricorda l’immunologo. 

“Proprio per questo e considerando che l’induzione di una risposta immunitaria dell’organismo, come quella che consegue ad una vaccinazione, passa attraverso un processo di infiammazione talvolta associato a qualche effetto reattivo, sarebbe il caso di non sommare stimoli ‘pesanti’ in soggetti immunologicamente instabili. E siccome la vaccinazione può essere temporalmente spostata di qualche settimana ma non la pollinazione che invece risponde a cicli biologici indifferibili, può essere opportuno prevedere – suggerisce – per i soggetti allergici con importante sintomatologia acuta, una posticipazione dell’eventuale vaccinazione a quando, tra qualche settimana, si sarà esaurita la pressione antigenica ambientale sostenuta dall’attuale sovraccarico di pollini che, soprattutto per le graminacee, quest’anno sembra essere particolarmente intenso”.
 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ultime news

Lido Monica: il nuovo programma di Monica Setta su Isoradio

Parte domani il nuovo programma su isoradio della giornalista e conduttrice di rai 1 Monica Setta. Lido Monica sarà...

Potrebbe interessarti