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sabato 24 Luglio 2021

Speranza: “Mascherina resta fondamentale, oggi 1% casi per variante Delta”

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“La mascherina è e resta fondamentale. Solo l’1% dei casi covid è di variante Delta: ci aspettiamo che questo dato salga”. Roberto Speranza, ministro della Salute, ha firmato l’ordinanza che dal 28 giugno elimina l’obbligo di indossare sempre la mascherina all’aperto. “Ci siamo sempre fatti guidare dagli scienziati, secondo una linea di grande prudenza. I numeri del contagio ci stanno dando ragione. Dobbiamo continuare con prudenza e gradualità. Non userei la parola ‘abbandonare’, la mascherina resta uno strumento fondamentale. Ho appena firmato un’ordinanza e ho disposto che cade l’obbligo di usarla sempre anche all’aperto. Con le nuove indicazioni, la mascherina va portata sempre con sé ma all’aperto va indossata quando non si può rispettare il distanziamento o c’è un assembramento”, dice Speranza a Cartabianca. 


“La mascherina è e resta un punto fondamentale della nostra strategia in questo contesto in cui, negli ultimi 3 giorni, abbiamo avuto meno di 1000 casi ogni giorno: possiamo permetterci qualche libertà in più, abbiamo fatto un lungo percorso di gradualità e di prudenza. Dobbiamo continuare su questa strada, i numeri dicono che è giusta”, aggiunge. 

I riflettori si accendono sulla variante Delta, che in Gran Bretagna determina un nuovo aumento dei contagi e spinge a mettere in discussione, come ha fatto il premier Mario Draghi, l’opportunità di far giocare a Londra la finale di Euro 2020: “Bisognerà vedere i dati. La data della finale non è così vicina, il presidente del Consiglio ha detto cose di buon senso”. 

“Penso che la variante Delta vada seguita con la massima attenzione. Nell’ultima verifica che abbiamo fatto, solo l’1% dei casi di variante Delta: ci aspettiamo che questo dato salga, perché è una variante più capace di contagiare e di diffondersi. E’ vero che i nostri numeri migliorano, ma non dobbiamo illuderci di aver vinto la partita. Dobbiamo continuare questo percorso con i piedi ben piantati a terra”, ribadisce. 

Capitolo scuola: “Al netto della vicenda varianti, che va monitorata con attenzione, penso che accelerando ancora con la campagna di vaccinazione -oggi più di un italiano su due ha avuto la prima dose- sono molto fiducioso che le scuole possano ripartire a settembre in presenza”. Il 31 luglio scade lo stato d’emergenza: va prolungato? “E’ una valutazione che potremo fare solo nei giorni immediatamente precedenti alla scadenza. Verificheremo passo dopo passo l’evoluzione della curva, valuteremo l’impatto delle varianti e decideremo in Consiglio del ministri, com’è giusto che sia. E’ una valutazione che faremo solo pochi giorni prima della chiusura. Quando si fanno scelta di questa natura, credo che la cosa più giusta sia analizzare i dati, valutare le proiezioni e cosa è più utile per il paese”. 

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