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lunedì 14 Giugno 2021

Omicidio Mollicone, la sorella di Serena: “Vogliamo sapere cosa è successo veramente”

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”Vogliamo sapere che cosa è successo veramente a mia sorella. Chi è stato complice e non ha parlato in questi anni speriamo parli e chi ha nascosto ciò che sapeva e speriamo che ci dia altre informazioni”. Lo dice all’Adnkronos la sorella di Serena Mollicone, Consuelo, a venti anni dall’omicidio di Serena e a un anno dalla morte del papà Guglielmo. ”Purtroppo sono due ricorrenze, una vicino all’altra, molto tristi però allo stesso tempo ci devono dare la forza di andare avanti e continuare a ricercare la verità”, aggiunge. 

”Non dobbiamo dimenticare – sottolinea Consuelo Mollicone – mio padre in questi anni non ha fatto altro che ricercare la verità, notte e giorno, in continuo, e ha dato una lezione a tutta l’Italia, a tutti i papà del mondo. Noi non dobbiamo tacere perché mia sorella merita giustizia. Serena era una persona unica e non merita di essere dimenticata da tutti. Ognuno nel suo piccolo può aiutare a non dimenticare”. 

”Serena è stata uccisa in modo efferato. Il processo c’è ed è in corso e sta andando bene se lo intendiamo come possibile ricerca della verità. Noi abbiamo molta fiducia. Ci sono persone che dopo venti anni hanno testimoniato in maniera precisa e puntuale e altre persone un po’ più vaghe ma la verità è una e alla fine si arriverà a quella. Noi siamo più che convinti”, dice all’Adnkronos lo zio di Serena Mollicone, Antonio Mollicone. 

”Oggi in una meschina messa in scena c’è chi dice indaghiamo questo o quest’altro – aggiunge – invece testimoni seri del primo momento che hanno accompagnato le ricerche hanno cominciato a dire le cose”. 

”L’attesa di giustizia per l’uccisione di Serena ancora non è terminata. Il tempo trascorso in questa attesa è ormai diventato finanche più lungo della vita di Serena, stroncata nel fiore degli anni. Come ha scritto un filosofo, giustizia ritardata è giustizia negata. Questo è vero. Però, ovviamente, peggio sarebbe se, dopo la lunga attesa, neppure vi fosse la giustizia”. Lo dice all’Adnkronos l’avvocato Dario De Santis, legale della famiglia di Serena Mollicone. 

”Circa la morte di Guglielmo, può valere, adattandola, la frase di N. Cousins, secondo cui ‘la morte non è la più grande perdita nella vita. La più grande perdita è ciò che muore dentro di noi mentre stiamo vivendo’ – sottolinea De Santis – Per Guglielmo, probabilmente, la perdita tragica di Serena e la sofferenza che tale perdita ha provocato in lui sono state peggiori del suo morire. Tanto più in quanto, finché ha vissuto, non ha avuto giustizia”. 

A Serena oggi sarà intitolato l’auditorium di un liceo di Sora. ”E’ una dedica dalla parte della comunità. C’è gente che continua ad amare e apprezzare Serena – sottolinea Antonio Mollicone -Adesso c’è qualcuno che si è fatto più coraggio, magari anche perché liberato da situazioni minacciose e comincia a dire le cose. In tanti hanno capito dove sta il marcio in questo paese”. 

Ieri, ha detto, ”è stata una data di riflessione, di preghiera e di silenzio perché giusto un anno fa Guglielmo è andato via. In chiesa c’erano molti bimbi e tutto era dedicato a Guglielmo. Questa è la parte che ci ha più appassionato e commosso di più”. 

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