Massimo Giletti: “Venerdì incontro Cairo, ma…”

Massimo Giletti protagonista al Prospero Fest di Monopoli nella serata di giovedì 16 giugno (Foto Facebook Biblioteca civica “Prospero Rendella”).


Autori, idee e libri in festival nella suggestiva location di Piazza Palmieri, già set della fortunata fiction di Rai1 Le indagini di Lolita Lobosco.

Il giornalista è stato ospite dell’evento “LA TV D’INCHIESTA. IL CASO DI NON È L’ARENA”. Proprio domenica scorsa, dopo l’ultima puntata della stagione, aveva affermato: “Non so se ci rivedremo. Buona estate a tutti”

“Dopo quattro anni, intensi e faticosi, credo che poi uno debba anche meditare su quello che vuole fare. Tre anni fa Cairo mi propose un contratto di cinque anni. Penso che uno debba avere degli stimoli, e perciò rifiutai questo accordo. Dissi “Ci rivediamo a giugno 2021”. Venerdì lo incontro ma credo che non risolveremo la questione. Ho bisogno di staccare con la testa, è’importante. E’ faticoso gestire lo stress e le tensioni. Lavorare la domenica è faticoso. Lavoriamo tanto, è da tanti anni che lo facciamo in quel giorno. Ho battuto anche Pippo Baudo: mai nessuno aveva fatto piu di 11-12 Domenica in di fila”. 

E sulla possibilità di un ritorno in Rai, Giletti afferma:

“Bisogna parlare prima con le persone che hanno fiducia in te. Sono stato costretto ad andare via dalla Rai. Ho ancora nell’anima questa storia. Il mio programma faceva 4 milioni e mezzo di telespettatori, 23% di share: di contro Barbara D’Urso e la programmazione di Rai2. La Rai mi ha chiesto, quando ho iniziato a parlare di mafia, libertà, vitalizi, all’improvviso di fare il varietà. Con la scusa di due grandi serate che avevo fatto Mogol-Battisti, che vinsero contro la De Filippi, in modo furbo mi dicono: “eh ma la hai fatto…”. Ma il mio lavoro, il mio dna, la mia strada era un’altra. Penso che la Rai sia pagata dai cittadini. Nella storia le censure a chi lavorava sono state un paio, la mia è stata pesante. Mi hanno offerto il doppio dei soldi per fare il varietà. E sono andato via, non avevo pianificato dove, come, per via dei tempi. Ho scelto un lido più piccolo ma con libertà di operatività. Per la tv che faccio devi avere un editore senza pressioni quando tocchi determinati filoni”. 

Tante le esperienze televisive per Massimo Giletti ma una in particolare manca nel suo curriculum: il festival di Sanremo.

“Sanremo? C’è una speranza. Raimondo Vianello mi disse che lo chiamarono a 76 anni. Ero molto amico di Sandra, mi vedeva come un nipotino, mi coccolava. E’stata una donna importante per me. E mi disse “non sposarti, o se devi farlo fai come ho fatto con Raimondo: lui vive sopra, io sotto. C’è una scala a chiocciola e se litighiamo la chiudiamo”. E non mi sono ancora sposato”.

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