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venerdì 18 Giugno 2021

Tumori, anticorpo ‘made in Italy’ riconosce e combatte cellule leucemia

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Un nuovo anticorpo monoclonale umanizzato, sviluppato da ricercatori dell’università ‘Magna Graecia’ di Catanzaro, è in grado di riconoscere un particolare sottogruppo di leucemia linfoblastica acuta, quella di tipo T, e di attivare la risposta immunitaria dell’organismo per contrastare la malattia. Lo dimostra uno studio pubblicato sul ‘Journal for ImmunoTherapy of Cancer’, condotto dall’ateneo calabrese in collaborazione con il Centro di ricerca Tettamanti di Monza e con vari altri centri italiani e internazionali. Il lavoro è stato supportato dall’acceleratore di progetti biotech italiani BiovelocIta, dall’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (progetto cofinanziato Airc/Carical), dalla Fondazione Alessandro Maria Zancan Onlus ‘GrandeAle Onlus’ e da Transcan-2 Fondazione regionale per la ricerca biomedica.  

“Diversi anni fa, nei nostri laboratori – spiega Pierfrancesco Tassone, responsabile dell’Unità di Oncologia medica traslazionale dell’università di Catanzaro – abbiamo scoperto un nuovo bersaglio antigenico specificamente espresso da cellule di leucemia acuta di tipo T (T-All), e su di esso abbiamo generato un nuovo anticorpo monoclonale umanizzato e un suo derivato ingegnerizzato bi-specifico, chiamato Bispecific T Cell Engager (Btce), capace di attivare una potente risposta immunitaria citotossica. E’ un nuovo agente terapeutico molto promettente per il trattamento di leucemie pediatriche e dell’adulto del tipo T, meritevole di sviluppo clinico a tempi brevi”.  

“Nel caratterizzare l’anticorpo monoclonale, chiamato ahuUmg1, generato nei laboratori dell’università di Catanzaro – riferisce Giuseppe Gaipa, responsabile dell’Unità di Citometria e Terapia molecolare del Centro di ricerca Tettamanti – abbiamo scoperto che quest’ultimo riconosce in modo specifico più dell’80% dei pazienti con un particolare sottotipo di leucemia linfoblastica acuta di tipo T (T-All)”. Questa proprietà ‘sentinella’, una sorta di ‘capacità diagnostica’, si associa inoltre a “una funzione terapeutica di uccisione delle cellule leucemiche, grazie alla collaborazione dell’anticorpo con le cellule Natural killer presenti nel nostro sistema immunitario”. La leucemia linfoblastica – ricorda una nota – acuta è il tumore più frequente in età pediatrica, costituendo in questa fascia di età l’80% delle leucemie e circa il 25% di tutti i tumori diagnosticati tra 0 e 14 anni. La massima incidenza si registra tra i 2 e i 5 anni, per poi calare con l’aumentare dell’età.  

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