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venerdì 18 Giugno 2021

Riaperture piscine, Rasi: “Nel cloro virus resiste 20-30 secondi”

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Riaprono oggi le palestre, mentre le piscine all’aperto sono già aperte. Per quelle al chiuso bisognerà aspettare il 1 luglio. “C’è uno studio norvegese” sull’azione del cloro contro il Covid, spiega ad ‘Agorà’ su Rai3 il microbiologo dell’università di Roma Tor Vergata Guido Rasi, “che segue ad altre osservazioni già fatte”, in cui “sembra proprio che il virus non resista più di 20-30 secondi sopra il pelo dell’acqua mentre si nuota” in piscina. “Sembra veramente confermato” aggiunge Rasi, ex direttore esecutivo dell’Agenzia europea del farmaco Ema, oggi consulente del commissario per l’emergenza Coronavirus e direttore scientifico del provider di educazione continua in medicina Sanità In-Formazione, gruppo Consulcesi. 

“Al 50% di vaccinati” contro Covid-19 in Italia “ci arriviamo a fine giugno”. “Considerando, quindi, che dopo 20 giorni si stima che una persona è completamente immunizzata, per fine luglio veramente all’aperto” delle mascherine “se ne potrà fare a meno”. Invece “al chiuso, in situazioni particolari, forse sarà meglio continuare a tenerle”. 

Seconda dose di vaccino anti-Covid in vacanza, nei luoghi di villeggiatura: si può fare? “In teoria assolutamente sì”, dice Rasi. “Tutto si può fare – risponde ad ‘Agorà’ su Rai3 – ma bisogna smettere di parlare, sedersi e farlo”. “Il problema non banale è la logistica”, analizza l’esperto, microbiologo dell’università Tor Vergata di Roma. Dal punto di vista matematico, osserva, “bisogna tener conto che con 21 Regioni le combinazioni possibili arrivano a 400, quindi anche per un povero viaggiatore deve essere chiaro cosa si può fare e dove”. Secondo Rasi, comunque, “la teoria dice che” il richiamo in vacanza “è possibile”, anche perché “probabilmente a giugno le dosi per farlo ci saranno”. Per tradurre la teoria in pratica, però, “le Regioni dovrebbero sedersi al tavolo fra loro e con il commissario” all’emergenza Covid per ragionare sulla “movimentazione dei vaccini”, perché “la macchina logistica deve portarli dove servono”. 

Guardando al futuro, poi, un obiettivo al quale puntare sarà quello di avere i dati vaccinali sulla tessera sanitaria: “Sarebbe un cambio completo di passo anche per la sicurezza del cittadino – sottolinea Rasi – che con la sua tessera ha tutto per qualsiasi necessità sanitaria, anche di pronto soccorso. Ma da qui a luglio queste mi sembrano solo belle intenzioni e ottime idee, che vanno perseguite”. 

Il vaccino anti-Covid di Pfizer/BioNTech per la fascia d’età 12-15 anni “è già stato approvato dalla Fda in America e sarà approvato sicuramente all’Ema”, il cui via libera è atteso per il 28 maggio. Allargare la vaccinazione ai giovanissimi “è fondamentale – sottolinea il microbiologo dell’università Tor Vergata di Roma, consulente del commissario per l’emergenza coronavirus e direttore scientifico del provider di educazione continua in medicina Sanità In-Formazione, gruppo Consulcesi – perché fa parte del secondo pilastro della gestione della pandemia” di Covid-19 “e cioè stroncare i punti di possibile diffusione” maggiore dell’infezione da Sars-CoV-2, che significa agire su “quelli che girano molto, che hanno la massima mobilità”. E quella “dai 12 ai 30 anni è la popolazione che ha il massimo della mobilità. Iniziare a vaccinare loro diventa importante anche per settembre”. 

 

 

 

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