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venerdì 25 Giugno 2021

Il tempo di un lento: la recensione del libro di Giuliano Sangiorgi

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Bruno Bellini
Direttore Responsabile Lifestyleblog.it - Classe '81, da Monopoli (Bari) Dal 2015 partecipa al Festival di Sanremo come giornalista accreditato e componente della Giuria Stampa.

La magia dell’amore, del primo bacio… E di tutte le sue sfaccettature, anche quelle più tristi e particolari, legate a questo sentimento. Sono tutte racchiuse in un libro. Giuliano Sangiorgi le racconta nel suo ultimo romanzo, Il tempo di un lento

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Amore che vieni, Amore che vai e Amore che torni: tre capitoli di un racconto capace di catturare l’attenzione del lettore sin dalle prime battute. 

La penna magica di Sangiorgi, uno dei poeti dell’amore per eccellenza, descrive al meglio tutte le avventure dei protagonisti del racconto, facendo vivere al meglio gli aspetti e le sensazioni narrate in corso d’opera.

Soprattutto per chi ha vissuto gli anni ’80, gli anni del Festivalbar o del Postalmarket, alcuni simboli cult di quelli che sono considerati gli anni d’oro del nostro paese.

Così come la musicassetta, che all’epoca era il mezzo principale per fruire la musica. Il dispositivo sul quale il protagonista del racconto registra la canzone per la sua amata.

Un racconto emozionante, capace di farci tornare indietro nel tempo. Una storia dove non mancano i riferimenti e le citazioni musicali: “volevo vivere di musica, perchè la musica mi aveva dato un amore, un tempo, e adesso mi stava dando un’altra chance, per fare la vita che sognavo da bambino”.

Gli anni della giovinezza e della spensieratezza, in cui non c’erano gli smartphone e la scuola era l’occasione per incontrarsi. Le feste estive, quelle natalizie, le domeniche erano i momenti un po’ più tristi, lontani dal proprio amore.

Un racconto che inizia con un bacio al buio, in uno sgabuzzino, nato dal classico gioco della bottiglia. Un bacio immaginato e sognato da tempo dal protagonista, allora tredicenne, che si ritrova di fronte Maria Giulia. Un incontro che cambia la vita del protagonista, costretto “a fare i conti” con la più bella dagli occhi magici. Ma quel bacio fu il primo di una lunga serie. L’amore e la musica travolgono l’esistenza del protagonista con tutta una serie di eventi che lo porteranno molto lontano.

C’è un unico evento reale, narrato nella storia: è la strage del Rapido 904 del 23 dicembre 1984.

Tutto il resto della storia, immaginaria, è correlato a quell’evento che segna la storia dei protagonisti. 

In particolare di Luca e della sua nuova vita in America nel capitolo Amore che vai. 

Fino ad arrivare alla conclusione della storia in Amore che torni, l’ultimo capitolo del libro con omonimo titolo dell’album di successo dei Negramaro (2017). L’amore dettato dal legame con le proprie radici, quell’amore indissolubile con i propri genitori.

Mentre “gli amori folli, non concedono ritorni”. 

Una storia bella, piacevole e coinvolgente. Meriterebbe di essere trasformata in un film!

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