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martedì 22 Giugno 2021

Hamas: “Colpire Tel Aviv e Gerusalemme come bere un bicchiere d’acqua”

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“Colpire Tel Aviv, Gerusalemme, Ashkelon, Ashdod, Beersheba e Dimona, vicine e lontane, è per noi più facile che bere un bicchiere d’acqua”. Lo ha affermato in un videomessaggio diffuso sui social Abu Obeida, portavoce dell’ala armata di Hamas, le Brigate Izz al-Din al-Qassam, dicendo che ”siamo pronti a tutto per Gerusalemme”. 

Il miliziano ha quindi detto che ci saranno delle ”sorprese” e minacciato di colpire il cuore di Israele con altri razzi nei prossimi giorni se l’esercito israeliano dovesse continuare a superare le “linee rosse”. Hamas, ha aggiunto, ”non ha linee rosse” nell’attaccare Israele. 

“Nonostante tutta la vostra tecnologia e la potenza militare, non siete stati in grado di limitare lo spirito e la resistenza del popolo palestinese”, ha aggiunto, affermando che ”non avete visto che alcune delle nostre capacità”. 

Un bimbo, una nonna, una badante indiana, padre e figlia arabi. Le storie delle sette vittime israeliane dei missili di Hamas sono soprattutto di gente comune. Ecco i loro ritratti, raccontati dai media israeliani: 

Ido Avigal, 5 anni, è la vittima più giovane. Ieri sera la scheggia di un missile ha perforato una finestra della stanza fortificata dove si era rifugiato con la famiglia nella loro casa di Sderot. Ferito gravemente, il bambino è morto nella notte in ospedale. Anche la madre e un cuginetto di 6 anni sono stati feriti gravemente. Tahel, la sorellina di 7 anni, ha riportato ferite leggere.  

Soumya Santosh, 32 anni, lavorava in Israele da otto anni per mantenere il figlio di nove in India. E’ stata uccisa da un razzo finito sulla casa di Ashkleon dove faceva la badante. La signora di 80 anni di cui si occupava è rimasta gravemente ferita.  

Khalil e Nadeen Awwad, padre e figlia di 52 e 16 anni vivevano nel villaggio arabo di Dahmash, vicino Lod. Un razzo li ha colpiti mentre entravano a casa. La mamma della ragazza è rimasta gravemente ferita. Il villaggio non ha uno status ufficiale e non aveva ricevuto il permesso per costruire un rifugio antimissile.  

Leah Yom Tov, 63 anni, è morta quando un razzo ha colpito la sua casa a Rishon Lezion, vicino Tel Aviv. madre di due figli, era anche nonna di cinque nipotini. 

Nela Gurevitch, 52 anni, viveva ad Ashkelon. il razzo che ha colpito il suo appartamento ha ferito leggermente il marito.  

Sergente Omer Tabib, 21 anni. E’ finora l’unica vittima militare israeliana del conflitto. Era a bordo di una jeep lungo il confine con Gaza quando il mezzo è stato centrato da un razzo anti tank. Fra un mese avrebbe finito il servizio militare. 

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