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mercoledì 23 Giugno 2021

Dodi Battaglia presenta il nuovo album Inno alla musica

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Bruno Bellini
Direttore Responsabile Lifestyleblog.it - Classe '81, da Monopoli (Bari) Dal 2015 partecipa al Festival di Sanremo come giornalista accreditato e componente della Giuria Stampa.

Dodi Battaglia presenta a Lifestyleblog.it il nuovo album di inediti Inno alla musica disponibile in digitale, versione CD e versione doppio vinile.

La video intervista

Per i dieci anni del nostro sito abbiamo il piacere di ospitare un nome importante della musica italiana. Insieme ai Pooh ha scritto musica e canzoni per generazioni, oggi invece lo ritroviamo qui per presentare il suo nuovo album Inno alla musica.

Come nasce l’idea di questo album?

“Mah, l’idea di questo album, come nasce la lavorazione di questo album, perché diciamo che da quando i Pooh hanno deciso di scendere dal palcoscenico, io, contrariamente ad alcuni dei miei colleghi, non avevo mai fatto niente di inedito e ho fatto invece tanti e tanti concerti dal vivo e tanti dischi, anche dal vivo, alcuni dei quali erano dedicati al repertorio dei Pooh, quello meno eclatante, ma non per questo meno importante. E a un certo punto la gente veniva giustamente ai miei concerti e mi diceva <<Bello, bello, ma non fai più niente di nuovo?>> Beh, allora approfittando di questo momento di lockdown e di grande concentrazione che ho avuto e tutti noi abbiamo avuto, per cui abbiamo avuto la possibilità di pensare a quelle che sono le cose importanti, le grandi motivazioni, mi son messo a scrivere e in tempi abbastanza rapidi, perché se consideri che all’interno del disco ci sono 14/15 brani, siamo riusciti, diciamo dalla fine dell’estate corsa, ad essere pronti da due mesi a questa parte con un disco di 15 brani e con una copertina molto impegnativa, molto bella che mi ritrae facendo un riferimento importante a quello che è stato un gesto che ha fatto Jimi Hendrix 50 anni fa, che dava fuoco alle chitarre alla fine del concerto, [per cui la lavorazione del disco… ]. Poi all’interno di questa copertina di questo album ci sono 64 pagine dove vengono spiegate le varie genesi dei vari brani, dove ci sono le fotografie per ognuno di questi brani che sono inseriti nel disco, ci sono le chitarre con le quali io ho inciso il disco, ci sono le fotografie dei miei collaboratori. Insomma, un po’ come si faceva una volta quando si facevano i vinili, negli album c’era la possibilità proprio di raccontare in modo che uno andasse a casa, avesse la possibilità di gustarsi meglio tutto quello che è stato un’opera alla quale io mi sono dedicato.”

C’è una canzone a cui è maggiormente legato?

“Ma ci sono alcune canzoni a cui sono legato, alcune per un fatto sentimentale, alcune per un fatto musicale, alcune per un fatto strumentale. Sentimentalmente direi che il brano che ho voluto dedicare a Stefano è la canzone che mi prende più dal profondo perché essendo dedicata a lui ed è un brano nel quale io ho voluto, come del resto in tutto il disco, collaborare a quella che è stata anche la stesura dei testi, per cui mi ha coinvolto molto oltre alla parte musicale, anche scrivendo queste parole che sostanzialmente sono le cose che tra uomini non si riescono mai a dire, anche se è stata un’amicizia durata 50 anni, difficilmente si entra così in confidenza tra uomini. Per esempio la famosa frase “Chiedimi se sono felice” di Aldo, Giovanni e Giacomo è difficile da dirsi fra due uomini. Per cui sono riuscito a dirgli in una canzone, quello che non ero mai riuscito a dire a lui durante una vita insieme. E poi ci sono dei brani ai quali sono legato invece sotto un profilo sentimentale perché c’è per esempio Inno alla musica che è un brano che ho voluto scrivere per gratificare tutti coloro che come me amano la musica e che sentono la musica profondamente come me. E poi ci sono, invece, degli altri brani come per esempio Boost che è un brano assolutamente, piuttosto che I love you disperato che sono brani che hanno un incedere molto più rock, molto più energico rispetto alla maniera con cui sono costruiti gli altri brani. Insomma, sono le tre maniere di esprimersi di Dodi Battaglia oggi che, giustamente io credo che uno che va a comprare un mio disco, ha bisogno di avere il conforto di queste tre sfaccettature perché tutte e tre [come si dice] coabitano nella mia maniera di esprimermi come musicista e artista.”

Ha parlato di musica, l’importanza della musica. Quanto è cambiato rispetto, ecco, rispetto agli anni d’oro dei Pooh? Oggi si tende solitamente ad avere brani che durano poco tempo, voi invece siete riusciti a scrivere canzoni destinate a rimanere nella storia

“Ma sì, direi che è cambiato un po’ l’approccio generale alla musica. Molti sono i musicisti che sono diventati bravi nel frattempo, perché grazie ai media, alle scuole di musica, grazie alla comunicazione, il livello medio dei musicisti si è alzato. Ecco, sinceramente, alzandosi questo livello medio, mancano un po’ le punte di diamante, no? Allora oggi noi ci troviamo a 50 anni di distanza a festeggiare insieme i vari settantenni come Baglioni, come Morandi, come chi è l’ultimo che ha festeggiato recentemente? Baglioni, va beh Ligabue, insomma i cinquantenni, tutta gente che ha cominciato a fare musica, ecco Venditti, a fare musica alla fine degli anni ‘60, ha avuto un grande boom nel ‘70 e però devo dire che sono tutte persone che, probabilmente avendo una marcia in più e all’interno non mi ci metto io, ma ci metto anche i Pooh, ecco diciamo, sono riuscite a durare nel tempo, perché il successino anche ai tempi c’erano i gruppi o il cantante che faceva un singolo. Il problema non è fare un singolo, il problema diventa mantenere quel successo per 50 anni, per più di 30 dischi e per 100 milioni di dischi venduti. Ecco allora saltano fuori quelli che in gergo si chiamano gli attributi, che si possono valutare soltanto a distanza di tanti anni.”

“Ecco, per concludere, quali saranno i prossimi impegni professionali di Dodi? Tra l’altro ho visto già qualche data, purtroppo questo Covid ha un po’ penalizzato il settore della musica. Poi leggevo anche della ristampa del libro delle tue compagne d’avventura che è andato a ruba.”

“Sì raccontiamo un po’… Allora questo è un libro che ho voluto fare dedicato alle mie 60 compagne di viaggio che, contrariamente a quello che uno potrebbe pensare, non sono le mie fidanzate, le mie compagne, ma sono le mie 60 chitarre che mi hanno accompagnato in questo viaggio lunghissimo. A loro ho voluto dedicare questo libro che è andato molto bene, io l’avevo fatto così, per la mia gratificazione personale, per regalare magari ai miei colleghi, ai chitarristi, ai discografici, agli addetti ai lavori, mentre è andato così bene ed è piaciuto così tanto che è la terza ristampa. Ha avuto una ristampa subito dopo e adesso siamo alla terza ristampa. Si chiama appunto Le mie sessanta compagne di viaggio. I prossimi appuntamenti sono legati a quello che dicevi, alla possibilità, speriamo definitiva, di riuscire a fare nuovamente dei concerti dal vivo perché noi tutti, a parte me, noi tutti che facciamo questo mestiere, abituati a salire su un palco e a godere dell’entusiasmo della gente, se dovesse accadere che dovesse essere la seconda stagione estiva che dobbiamo stare a casa, credo che molti di noi andranno veramente in depressione. E poi senza considerare tutto ciò che è l’indotto del mio mondo musicale che è fatto di musicisti, di service, di persone che si occupano appunto di fare concerti, per cui speriamo che questo trend continui positivamente e di riabbracciarsi, di rivederci e di riabbracciarci alla fine di un concerto.”

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