19.9 C
Comune di Monopoli
martedì 15 Giugno 2021

Covid, lo studio su antinfiammatori non stereoidei

Da leggere

I farmaci antinfiammatori non steroidei (Fans), come l’ibuprofene, “non aumentano la mortalità” per Covid-19 e “neanche la gravità della malattia”. E’ il punto fermo messo dal più ampio studio osservazionale condotto finora su pazienti ricoverati con la patologia causata dal coronavirus Sars-CoV-2 e pubblicato su ‘The Lancet Rheumatology’. Sulla base dei risultati del lavoro, che ha preso in esame oltre 72mila persone, gli autori raccomandano dunque ai medici di continuare a prescrivere e gestire i farmaci antinfiammatori non steroidei allo stesso modo di prima dell’inizio della pandemia. 

L’analisi è stata portata avanti nel Regno Unito. Questi comuni farmaci utilizzati per trattare il dolore acuto e per malattie reumatologiche, come l’artrite reumatoide e l’osteoartrosi, sono finiti al centro del dibattito all’inizio della pandemia: si è posta la questione se il loro utilizzo potesse aumentare la gravità di Covid-19 ed è stata sollevata la richiesta di indagini urgenti su questo fronte. I dati raccolti dai ricercatori nello studio ‘Isaric Ccp-Uk’ mostrano che circa un terzo dei pazienti (30,4%; 1.279 su 4.211) che avevano assunto questi medicinali prima del ricovero per Covid è deceduto. Un tasso simile (31,3%. 21.256 su 67.968) a quello registrato nei pazienti che non avevano preso Fans. La mortalità non è aumentata neanche nei pazienti con malattia reumatologica. 

“Ora abbiamo una chiara evidenza che i Fans sono sicuri da usare nei pazienti con Covid, il che dovrebbe rassicurare sia i medici che i pazienti sul fatto che possono continuare a essere utilizzati nello stesso modo di prima della pandemia” conclude Ewen Harrison, università di Edimburgo, autore principale dello studio, sottolineando l’importanza di questo risultato dato che “molte persone si affidano” a queste molecole “per poter svolgere le loro attività quotidiane. Quando la pandemia è iniziata più di un anno fa, dovevamo essere sicuri che questi farmaci comuni non avrebbero portato a esiti peggiori” nei malati Covid. 

Lo studio ha raccolto dati sui farmaci prescritti, che i pazienti stavano assumendo o avevano assunto entro 14 giorni prima del ricovero in ospedale, nonché informazioni demografiche e anamnesi. I pazienti coinvolti nel lavoro sono stati ricoverati in 255 strutture sanitarie in Inghilterra, Scozia e Galles, tra gennaio e agosto 2020. Il 5,8% (4.211) aveva assunto Fans prima del ricovero. Lo studio non ha determinato se i pazienti continuassero ad assumere questi farmaci mentre erano in ospedale, quindi gli autori non possono formulare raccomandazioni al riguardo. 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ultime news

Vection accelera l’espansione europea tramite acquisizione strategica

PERTH, Australia, 15 giugno 2021 /PRNewswire/ -- La società di software real-time Vection Technologies Ltd (ASX: VR1) ha firmato...

Potrebbe interessarti