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venerdì 25 Giugno 2021

Covid, Draghi: “Mutazioni possono minare campagna vaccinazione”

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“La nostra prima priorità è, naturalmente, sconfiggere la pandemia. Questo significa farlo ovunque e non soltanto nei Paesi sviluppati. Garantire che i Paesi più poveri abbiano accesso a vaccini efficaci è un imperativo morale. Ma c’è anche una ragione pratica e, se vogliamo, egoistica. Finché la pandemia infuria, il virus può subire mutazioni pericolose che possono minare anche la campagna di vaccinazione di maggior successo”. Così il premier Mario Draghi intervenendo alla seconda giornata del ‘Global Solutions Summit 2021’ insieme alla Cancelliera tedesca Angela Merkel. 

“Negli ultimi anni – ha proseguito – abbiamo assistito a un’interruzione nel processo di globalizzazione. In molti Paesi, i cittadini hanno abbracciato il sovranismo e il ‘nativismo’ come risposta alle loro ansie politiche ed economiche. La pandemia di Covid-19 ha colpito un mondo sempre più diviso. Mentre i governi lottavano con la loro stessa mancanza di preparazione, la tentazione è stata quella di incolpare gli altri e cercare protezione dentro di sé”. 

E ancora: “Il multilateralismo sta ritornando. La crisi sanitaria ci ha insegnato che è impossibile affrontare i problemi globali con soluzioni interne. Lo stesso vale per le altre sfide determinanti dei nostri tempi: il cambiamento climatico e le disuguaglianze globali. Come quest’anno alla Presidenza del G20 – ha detto Draghi -, l’Italia è determinata a guidare il cambiamento di paradigma. Il mondo ha bisogno del mondo intero, non di un insieme di singoli Stati”. 

Dalla seconda giornata del ‘Global Solutions Summit 2021’, Draghi ha poi sottolineato: “Sosteniamo iniziative per ridurre gli oneri del debito per i Paesi più poveri del mondo. Vogliamo che il Fondo monetario internazionale emetta nuovi Diritti Speciali di Prelievo e trasferisca quelli esistenti per aiutare i Paesi bisognosi. Sosteniamo il primo rifornimento dell’Associazione Internazionale per lo Sviluppo. E incoraggiamo le banche multilaterali di sviluppo a potenziare le loro iniziative di finanziamento netto”.  

“Inoltre, vogliamo intraprendere un’azione specifica sul tema della sicurezza alimentare, ad esempio durante la sessione congiunta tra i Ministri degli Affari Esteri e dello Sviluppo al vertice del G20 di giugno a Matera. Nel corso della storia, l’Italia ha prosperato grazie al commercio e alla cooperazione internazionale. L’apertura è stata la nostra migliore ricetta per il successo. La nostra presidenza del G20 rifletterà questo impegno di lunga data. Insieme alla Germania e agli altri partner del G20, siamo fiduciosi di poter costruire un mondo più forte”. 

E ancora: “Le molte sfide che ci attendono richiedono tutte terreno comune e impegno – ha detto Draghi -. La Cina conta per il 70% del Pil globale, ma pesa anche per il 30% delle emissioni di gas. Serve preservare uno spazio di dialogo e cooperazione basato sulla condivisione di regole globali comuni, senza retrocedere sui diritti e sui nostri valori democratici”. 

Quella dei cambiamenti climatici “è una sfida che dobbiamo vincere tutti insieme, anche l’Ue è responsabile per le emissioni, ma certamente serve un impegno di tutti gli attori in campo. Gli Usa hanno aderito a Parigi, penso anche alla Cina, che è una realtà importante in questa fase”. 

“La battaglia contro il virus non può distogliere la nostra attenzione dalla lotta al cambiamento climatico. I ghiacci polari si stanno sciogliendo e il livello del mare è in aumento. Il numero di disastri legati al clima segnalati naturali è più che triplicato a partire dagli Anni ‘60 e questi eventi sono destinati ad intensificarsi nei prossimi decenni. Nei Paesi a basso e medio reddito, le calamità naturali arrivano a costare 390 miliardi di dollari all’anno, una cifra sconvolgente. L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che il cambiamento climatico causerà 250.000 morti all’anno tra il 2030 e il 2050”. 

“L’Italia è co-presidente della COP26 in partnership con il Regno Unito. Abbiamo due obiettivi chiari. Il primo – ha detto il presidente del Consiglio – è impegnarsi a raggiungere obiettivi di riduzione delle emissioni sufficientemente ambiziosi al punto da limitare il surriscaldamento globale non oltre 1,5 gradi e da raggiungere le emissioni nette pari a zero entro il 2050. Il secondo è mitigare i potenziali danni associati ai cambiamenti climatici. Dobbiamo rafforzare le nostre misure di contenimento, ad esempio accelerando l’eliminazione graduale del carbone. E dobbiamo garantire vi sia un maggiore afflusso di capitali pubblici e privati verso iniziative legate al clima”.
 

Infine, ha concluso, “i governi hanno molto da fare nel rimuovere le barriere all’occupazione femminile e lavorare, con il settore privato, per combattere le discriminazioni sui posti di lavoro. Il tema è al centro dell’azione del nostro governo: stiamo investendo su servizi alla famiglia come gli asili nido e abbiamo inserito una clausola di condizionalità in tutto il Pnrr per favorire donne e giovani. Poi sono convinto che gli esempi contino molto, il mio governo ha nominato la prima donna a capo dei Servizi Segreti”.
 

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