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martedì 22 Giugno 2021

Arriva il Master in Gestione dei Beni Culturali di Link Campus University

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Roma, 20 Maggio 2021. Chi ha definito la nostra come una società liquida, forse non si aspettava che da tanta incertezza potessero nascere così tante opportunità. Sono sfide stimolanti, soprattutto in un ambito come quello dei beni culturali, ma che rendono ancora più difficile orientarsi. Per anni il dibattito si è limitato al delicato equilibrio tra tutela e promozione del patrimonio, ma oggi quello stesso dibattito continua ad allargarsi e tocca competenze che fino a poco tempo fa gli erano del tutto estranee. Saper gestire un laboratorio didattico, occuparsi di accessibilità, marketing e prestiti di opere d’arte, sono solo alcune delle nuove skills richieste. Basterà possedere una laurea? Che sia triennale o magistrale, essa costituisce un ottimo punto di partenza, ma ciò che oggi viene soprattutto richiesto è il valore aggiunto. Lo sa bene Link Campus University, l’università privata internazionale pioniera della didattica a distanza, che tra i suoi Master post-laurea di II livello ha inserito quello in Gestione dei Beni Culturali. Il corso dura un anno e prevede la frequenza in fine settimana alterni, per metà in presenza e per metà a distanza. Distribuito in aree tematiche, il percorso punta a formare i nuovi manager dei beni culturali. Ci riuscirà? Vediamolo nel dettaglio. 

Un’offerta formativa per chi vuole crescere
 

Il Master universitario in Gestione dei Beni Culturali dell’Università Link Campus, si rivolge ai laureati che desiderano raggiungere o migliorare la propria posizione professionale e che vedono nei cambiamenti delle opportunità. Sono sempre di più i professionisti del settore culturale, o gli aspiranti tali, che vogliono ampliare le proprie prospettive, soprattutto in vista dell’inserimento delle nuove forme di gestione del patrimonio artistico. Del resto, l’Italia è il paese che detiene il maggior numero di siti Unesco e l’attenzione verso musei, biblioteche, archivi e siti archeologi è sempre più alta. Ma chi può accedere al corso? Bisogna essere in possesso di un diploma di laurea triennale, magistrale o vecchio ordinamento e il corso corrisponde a 60 crediti formativi.  

E dopo il Master?
 

Chi accede a questo Master aspira a dirigere un museo, sia pubblico che privato, ma anche a diventare un manager di settori aziendali adibiti alla cultura. Sono sempre di più gli enti pubblici che si rivolgono ad esperti privati per chiedere consulenza sulle migliori modalità di gestione del loro patrimonio culturale. Per non parlare di chi mette mano a prodotti nuovi, come storytelling e percorsi multimediali, oppure organizza eventi o aste d’antiquariato. Quando si gestiscono sale museali o biblioteche, il rapporto con il pubblico è essenziale e per questo sempre più spesso vengono coinvolti gli esperti di comunicazione. Grazie alle normative europee sui concorsi, tra le opportunità c’è anche quella di lavorare all’estero. 

Durata del corso e modalità di frequenza
 

Da sempre attenta alle esigenze degli studenti, soprattutto di quelli più lontani, Link Campus University ha previsto, per questo corso in Gestione dei Beni Culturali, un 50% di ore da frequentare in didattica a distanza e il restante 50% in presenza nella sede di Roma. Per agevolare gli studenti lavoratori, i corsi si tengono in fine settimana alternati, dal sabato alla domenica. All’interno del Casale di San Pio V, gli allievi hanno a disposizione un parco immerso nel verde, particolarmente adatto a favorire socializzazione e condivisione. Nella sede romana c’è anche una prestigiosa biblioteca e sale studio a utili per studiare fino a tardi.  

Gli obiettivi del percorso formativo
 

Uno dei criteri principali applicati a questo Master in beni culturali, è quello della didattica in piccoli gruppi. Gli obiettivi si propongono di trattare l’utilizzo delle tecnologie più moderne applicate all’arte e puntano molto sull’economia quando è finalizzata alla gestione di risorse. Anche un’attenta riflessione sulla comunicazione tra settore pubblico e privato è tra gli obiettivi del corso come pure l’aspetto legato all’inclusività e all’accesso a tutti del patrimonio.  

Un programma suddiviso per unità
 

Gli argomenti del corso, organizzati per 7 unità di apprendimento, si propongono di abbracciare quanti più ambiti possibili. Da quelli più generali come il ruolo di un ufficio stampa o di un’audioguida, si passa a campi più specifici, come quello della didattica museale o dell’utilizzo dei droni. Agli studenti vengono sottoposti degli esempi pratici di gestione museale come il Palazzo di Teodorico a Ravenna o la Necropoli Etrusca di Cerveteri. Quali sono i musei in Italia dotati di autonomia speciale? Tra le materie di studio c’è, inoltre, anche il ruolo del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale e il rapporto con il settore del Turismo che in Italia produce il 13% del PIL. 

Antiquariato e Case d’Asta
 

Al mercato dell’arte viene dedicata tutta la quinta unità: come si crea una corporate collection a partire dalla collezione di un privato? Il rapporto tra la vita di un artista e la sua collezione è uno degli argomenti in programma e in primo piano è anche il ruolo del MiBACT nelle operazioni di import ed export di opere artistiche. Come si definisce una Casa d’Asta e quali sono le sue modalità di gestione delle compravendite tra privati?  

Organizzare una mostra dall’idea al catalogo
 

Chi lavora oggi in Italia con i beni culturali, si trova spesso a gestire una mostra o un evento culturale. Dalla cura all’allestimento, passando per la pubblicità e la gestione di opere in prestito, il corso tocca molte questioni e si arriva a capire come si elabora un catalogo generale e cosa significa una mostra “chiavi in mano”. 

Le questioni economiche e fiscali
 

L’ultima unità del Master si concentra sulle questioni economiche e fiscali che deve senza dubbio conoscere chiunque aspiri a diventare un manager della cultura. Con quali criteri sono assegnati i fondi europei? Le normative non sono semplici e conoscere quali sono i finanziamenti accessibili con determinati criteri, permette a chi dirige un qualsiasi evento culturale, di non lasciarsi sfuggire nessuna opportunità. 

Per maggiori informazioni
 

Sito web: https://www2.unilink.it/ateneo/gestione-dei-beni-culturali.asp
 

Responsabilità editoriale: TiLinko.it – Img Solutions srl 

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