Vaccini, Simit: nuovo approccio su misura per adulti fragili e over 65

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La pandemia da Covid-19 ha riportato al centro del dibattito pubblico la sanità e con essa l’importanza degli strumenti che più la possono tutelare, i vaccini. Se oggi però l’attenzione è maggiormente riservata ai vaccini contro Sars-CoV-2 e le sue varianti, la comunità scientifica e le istituzioni si stanno attrezzando per prevenire nuove infezioni che possano mettere in pericolo la salute della collettività. Il principale punto di riferimento per una massiccia e sicura opera di prevenzione è un’implementazione quanto più ampia possibile delle vaccinazioni, con particolare attenzione al paziente adulto fragile immunodepresso e a coloro che abbiano più di 65 anni. Proprio a queste categorie più a rischio la Società italiana malattie infettive e tropicali (Simit) ha dedicato un documento scientifico di consensus, presentato in occasione di un convegno sul tema, organizzato da Aristea, con il contributo non condizionante di Gsk.  

Negli ultimi 14 mesi, le altre malattie oltre il Covid non si sono attenuate, anzi, si sono acuite. In diverse fasi la maggior parte delle risorse è stata investita sull’emergenza dettata dalla pandemia, ma è necessario recuperare l’attenzione di fronte ad altre patologie. “Bisogna prestare attenzione a tutte le età della vita, soprattutto agli anziani, ma anche agli adulti non ancora nella terza età, e non solo somministrando il vaccino antinfluenzale, perché oggi abbiamo a disposizione tanti altri vaccini grazie alle tecnologie che hanno permesso tante innovazioni”, ha sottolineato Giovanni Rezza, Direttore Prevenzione Ministero della Salute.  

Tra le principali innovazioni proposte nel convegno vi è stato il nuovo vaccino per l’herpes zoster, frutto di tanti anni di ricerca e già utilizzato negli Stati Uniti con oltre 38 milioni di dosi somministrate. La patologia consiste nella riattivazione del virus della varicella ed è molto frequente, in quanto colpisce più dell’80% della popolazione, rivelandosi anche un problema di sanità pubblica. Il vaccino disponibile fino ad oggi era a virus vivo attenuato, non utilizzabile nei pazienti immunodepressi. Il nuovo vaccino a sub unità è un passo avanti importantissimo soprattutto per i soggetti over 65, visto che lo zoster è una patologia assai frequente nella popolazione adulta e con gravi complicanze.  

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