Roma, nanotecnologia per tutelare la fontana della Barcaccia

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“Vogliamo rendere Roma e i suoi magnifici monumenti veramente eterni e per questo siamo pronti a eseguire gratuitamente un primo trattamento con la nanotecnologia in uno dei monumenti simbolo: la Fontana della Barcaccia a Piazza di Spagna. Il rinascimento culturale della capitale parte dalla conservazione dei suoi beni attraverso studio, innovazione e ricerca messi a disposizione dal laboratorio di 4ward360, specializzato nella ricerca di nanomateriali”. A dirlo è Sabrina Zuccalà presidente del Laboratorio di nanotecnologia 4ward360 che ha scritto alla sindaca del Comune di Roma Virginia Raggi chiedendo di poter trattare con i nanomateriali la Fontana della Barcaccia a Piazza di Spagna, per preservarla e farle vivere un futuro di bellezza inattaccabile tempo. L’idea di Sabrina Zuccalà si basa sul concetto che per migliorare la città bastano anche piccoli contributi: l’importante è che siano mirati e innovativi. “Roma – spiega Zuccalà – è pronta: da sempre abituata a farsi scivolare addosso la presenza di re, imperatori e papi, artisti, turisti e studiosi, ora per la capitale d’Italia è arrivato il momento di diventare eterna grazie alla protezione nanotecnologica dei suoi monumenti. Queste formulazioni riducono l’energia di superficie dei materiali sui quali sono applicate e creano una barriera che rende praticamente invulnerabili e inattaccabili anche i monumenti più antichi e fragili”.  

“Noi sviluppiamo specifici trattamenti nanotecnologici per la conservazione dei materiali archeologici e delle Belle Arti e abbiamo individuato nella Fontana della Barcaccia a Piazza di Spagna il giusto punto di partenza per avviare in questo senso la città verso un futuro più bello e solido. Umidità, muffe, smog e sporcizia dopo questo intervento non saranno più un problema per l’ingegnosa fontana che fu costruita leggermente sotto il livello del terreno per dissimulare il problema della scarsa pressione dell’acqua da Pietro Bernini, aiutato nella realizzazione dal figlio Gian Lorenzo. Dal 1629 la fontana ha assistito a innumerevoli scene di vita, è stata ammirata, fotografata, usata e qualche volta purtroppo danneggiata – dice – L’idea di proteggerne l’essenza più profonda racchiude in sé il concetto del rispetto: per l’impegno dedicato a realizzare la bellezza, ma anche per l’immagine della città in senso più ampio. Il trattamento nanotecnologico può essere visto alla stregua di un percorso di formazione al rispetto che, partendo dai cittadini, potrà espandersi a tutti i visitatori della città eterna. Si protegge un monumento storico mettendolo sulla ribalta dell’innovazione e la Fontana della Barcaccia dopo il trattamento nanotecnologico potrà essere ammirata con occhi nuovi, quelli della consapevolezza della sua importanza. All’interno del circolo virtuoso del trattamento nanotecnologico entra a far parte anche il risparmio del denaro pubblico di cui potrà beneficiare il Comune di Roma, evitando eventuali e futuri interventi di restauro a breve termine . Si parte dalla nanotecnologia e dall’infinitesimale e si può arrivare lontano”. 

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