Ringiovanire lo sguardo: ne parliamo con il Dottor Alessandrini

In un momento storico come quello che stiamo vivendo, tutti costretti ad indossare la mascherina per ovvi motivi emergenziali, è ancora più importante prendersi cura di sé e del proprio aspetto per adattarsi alla nuova normalità con cui dobbiamo fare i conti.


I parametri della bellezza moderna non sono cambiati, ma è cambiato il modo di mostrarli.

Così, se naso e bocca sono costretti a rimanere coperti e occultati dai dispositivi di sicurezza obbligatori, sono gli occhi a tornare a protagonisti.

«È tutta la zona orbito-palpebrale che oggi ha assunto un maggior rilievo» dice il Dottor Andrea Alessandrini, medico chirurgo che dai primi anni ottanta si occupa di medicina estetica ed esercita a Roma, presso l’Anti Ageing Center di viale Liegi, centro specialistico per la cura e la prevenzione dell’invecchiamento.

E il motivo è scontato: «Perché è l’unica zona del viso che si vede». 

Così è il dottor Alessandrini a svelare quali sono i trattamenti di medicina estetica più richiesti del momento.

E come “funzionano”.

«La zona che circonda gli occhi, più di altre, risente del processo di invecchiamento. Presenta un problema di “dinamica”, oltre che di statica. Basti pensare alla mimica: per riparsi dalla luce, gli occhi si contraggono e questa contrazione porta alla formazione di solchi laterali volgarmente chiamati zampe di gallina».

Ma non solo: «Le palpebre hanno una pelle molto sottile, la più sottile di tutto il viso, che va più facilmente incontro all’alterazione. In quella zona, inoltre, c’è una scarsa quantità di supporto di grasso, che col tempo si riduce, portando all’infossamento degli occhi».

Così quando il medico estetico interviene, lo fa sulla base di quella è che la terapia più idonea e adatta alla singola paziente.

«Se per esempio una donna attraverso la mimica ha creato dei solchi laterali, a lei è consigliata la tossina botulinica, ovvero il botox». 

Come agisce questa sostanza? 

«Il trattamento prevede delle piccole infiltrazioni, che si svolgono in pochi minuti, di solito meno di cinque, intorno al muscolo che si trova nella zona perioculare. Questo determina una riduzione della sua forza di contrazione: l’area appare più distesa, le rughe scompaiono e si ha un’apertura dell’occhio. Il botox ha anche un effetto di rimbalzo perché ha una notevole azione nella riduzione delle rughe e previene l’invecchiamento: la pelle trattata con il botox, infatti, invecchia più lentamente perché le fibre elastiche, venendo meno strapazzate, rimangono giovani». 

Perché le infiltrazioni di botox sono consigliate a cicli? E dopo il trattamento cosa bisogna fare? 

«Il botox con il tempo perde la sua azione di blocco sul muscolo che riprende a contrarsi. Mediamente si effettua un’infiltrazione ogni sei mesi, dunque due volte all’anno. Si svolge in ambulatorio, senza anestesia. I risultati definitivi si hanno dopo due settimane, ma già dopo tre o quattro giorni si iniziano a vedere i primi miglioramenti. Dopo il trattamento è sconsigliata l’attività fisica per tre giorni, inoltre l’area non va assolutamente massaggiata né esposta a fonti di calore diretto». 

Quali sono i costi indicativi di questa terapia? 

«Solo per la zona perioculare vanno dai duecento ai duecentocinquata euro. Il costo varia perché se ci sono delle rughe che non si fermano all’altezza degli occhi ma si allungano verso il basso è necessario un dosaggio maggiore della sostanza. L’effetto è straordinario perché uno sguardo ringiovanito, al di là della sua maggiore centralità in questo periodo che vede tutti nascosti sotto le mascherine, ringiovanisce tutto il viso. La paziente, o il paziente dato che molti uomini vi ricorrono, cambia il proprio aspetto senza modificarlo, semplicemente tornando ad avere la freschezza degli anni passati». 

In questo momento è il botox il trattamento più richiesto da chi vuole vedersi meno stanco e affaticato? 

«Sì. È uno di quelli che va per la maggiore. Ma proprio negli ultimi mesi ho personalmente ricevuto parecchie richieste di intervento sulla palpebra inferiore. È quella che viene messa in evidenza perché dà risalto allo sguardo. Con il tempo si scava: la riduzione di grasso la rende più sottile e spesso si scurisce, portando all’effetto dell’occhio cerchiato. Per correggere questo inestetismo, che comporta la comparsa di un gradino che viene a crearsi tra la palpebra e la guancia, si interviene con il lipofilling. Alcuni colleghi hanno avuto esperienza di effetti collaterali perché tendevano a riempire questa zona con infiltrazioni di acido ialuronico. Questa sostanza è perfetta per riempire le rughe naso labiali o per donare volume alle labbra, solo per fare degoi esempi, ma è sconsigliata nella zona oculare, che  è molto delicata. Il drenaggio, infatti, è molto labile. Dopo il filler con acido ialuronico la zona trattata apparirà stupenda, ma successivamente, man man che l’acido ialuronico si riassorbe, questo va ad ostruire le vie linfatiche della palpebra inferiore causando degli edemi che difficilmente si riescono a togliere». 

Via libera al lipofilling dunque. Ma in cosa consiste questa tecnica? 

«Il trattamento prevede l’infiltrazione di grasso autologo, generalmente prelevato dall’addome o dai fianchi. Ovviamente trattato, cioè isolato e purificato, il grasso viene reiniettato nella zona concava della palpebra inferiore, senza alcuna possibilità di rigetto. Una parte viene riassorbita dall’organismo, ma quella che rimane, rimane per sempre. Il lipofilling è un trattamento definitivo che, tra l’altro, ringiovanisce la pelle perché il grasso è ricco di cellule staminali». 

Prima e dopo: quali regole bisogna seguire prima di sottoporsi al trattamento?

«Prima è necessario fare delle analisi del sangue. Il prelievo di grasso si fa in anestesia locale e durante il trattamento, che non è doloroso, si fa quella che si chiama ipercorrezione: considerando che una parte viene riassorbita nell’arco di due settimane. Dopo il trattamento possono apparire delle ecchimosi, che possono essere mascherate con l’uso degli occhiali da sole. Il risultato migliora nei mesi: le cellule staminali hanno una funzione estremamente rigenerativa. Di solito non si effettua in estate, ma da settembre fino a maggio». 

Costa molto? 

«La spesa minima è di milleduecento euro, quella massima di millecinquecento: dipende dalla casistica, che andrà valutata in sede di visita preliminare. Ma se consideriamo che il trattamento può arrivare a sostituire un intervento di blefaroplastica della palpebra inferiore, i costi paragonati ai benefici sono decisamente vantaggiosi».

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