23.2 C
Comune di Monopoli
domenica 16 Maggio 2021

Riaperture, anestesisti: “E’ un errore”

Da leggere

“Riaprire? È sbagliato. Non ci sono le condizioni, ma si può fare: basta, però, che si dichiari che abbiamo deciso di sopportare decessi e impossibilità di cure per salvare un’economia che è arrivata a un punto limite. L’economia deve avere la precedenza? Bisogna dichiararlo, anche se è incostituzionale perché la Costituzione dice che il diritto alla salute è un diritto primario”. Così all’Adnkronos Salute Flavia Petrini, presidente della Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti), sulle riaperture annunciate dal Governo.  

“I decessi continueranno ad aumentare – afferma Petrini – l’età media dei ricoveri si sta abbassando e questo è in parte l’effetto delle vaccinazioni, ma indica anche che la virulenza di Sars-Cov-2 è alta se porta al ricovero persone più giovani. Nelle terapie intensive – ricorda – siamo oltre la soglia del 30% che era stata fissata. Ma il 30% significa già allarme rosso, non è un semaforo giallo. Vorrei – dice la presidente degli anestesisti – che venissero i politici nelle nostre rianimazioni. Anche i no vax cambiano idea quando entrano in una terapia intensiva. E vorrei che anche la stampa mostrasse le immagini senza il velo della privacy, perché ci si rendesse conto. Si parla di quello che sta accadendo in Brasile dove mancano i farmaci. È accaduto anche in Italia all’inizio della pandemia – ricorda Petrini – e abbiamo dovuto fare delle chiamate all’estero per raccattare i farmaci che mancavano. E può accadere di nuovo – avverte – perché il sistema non è infinito”.  

Anche i medici sono stanchi. “Non ce la facciamo più – dice la presidente Siaarti – ci si domanda quando i sanitari potranno riposarsi. Stiamo lavorando da un anno e tre mesi a pieno ritmo e sotto organico. In più, abbiamo colleghi che, pur vaccinati, sono a casa in quarantena perché sono risultati positivi. Sappiamo – ricorda Petrini – che il vaccino copre ma non al 100% e anche se si evita la forma grave della malattia si può essere contagiosi”.  

In questo quadro “si continua a ragionare su un sistema in emergenza quando bisognerebbe pensare alla sanità del futuro. Il bisogno di salute non è solo quello delle terapie intensive, i pazienti oncologici e cardiopatici hanno bisogno di cure”. Insomma, per Petrini “la prospettiva è nera” in un Paese come il nostro in cui “siamo sempre inclini a trovare gli escamotage come le feste a casa nelle zone rosse, affidarsi al buon senso non mi pare una buona idea” e “capirete se sono un pochino irritata quando mi si chiede se è giusto riaprire”, conclude. 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ultime news

In Italia 27 milioni di vaccinati, ipotesi coprifuoco alle 23

Mentre sempre più persone in Italia sono state vaccinate, il governo lavora all'ipotesi di spostare il coprifuoco. Su questo...

Potrebbe interessarti