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lunedì 12 Aprile 2021

Marco Rettani: “Il confine è l’unica cosa che non vedo”

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La musica ha un volto informe punteggiato di note che si susseguono nel modo più naturale. Non tutti riescono a scrivere il proprio nome sotto una canzone che risuona nel tempo e nel teatro Ariston, ma Marco Rettani c’è riuscito. 

Produttore discografico, autore, scrittore di romanzi e biografie di artisti. La musica e i romanzi sono per lui due rette parallele che si inseguono fino all’infinito senza  incontrarsi mai, con il solo comune denominatore di saper scrivere parole che lasciano il segno.

Scopritore di talenti e autore di artisti  di  grande successo, capace di trovare il difficile sentiero d’esordio di un emergente, ma anche di confermare il successo di un artista di fama nazionale. 

Quest’anno ha accompagnato Orietta Berti, di cui è co-autore insieme a Francesco Boccia e Ciro Esposito del brano “Quando ti sei innmorato”   e LE DEVA che hanno cantato  con lei nella giornata  delle COVER, raggiungendo la seconda posizione della serata. 

Cosa rimane dell’ultima edizione del Festival?

Abbiamo appena archiviato l’edizione più surreale del Festival di Sanremo, tutto era in questo festival come non è mai stato prima : le prove, le attese fuori dal teatro, la mancanza di pubblico, il senso di smarrimento, la città svuotata, i protocolli sanitari, la promozione, gli hotel e i posti  di ritrovo    senza vita …. allo stesso tempo però si è generato tra chi nonostante tutto era lì per provare a far sopravvivere la musica, vorrei ricordare che lo slogan azzeccatissimo di questo festival è : “LA MUSICA NON SI FERMA MAI”, uno spirito di squadra quasi commovente; negli alberghi abbandonati dai curiosi si incontravano solo artisti e addetti ai lavori e l’energia che si respirava era “ tanta roba “ che sapeva di buono e di voglia di essere più forti di tutte le difficoltà  che questo periodo assurdo ci ha abituato ad affrontare .

Io accompagnavo Orietta Berti, ho scritto insieme a Francesco Boccia e Ciro Esposito il suo pezzo “quando ti sei innamorato”, e LE DEVA che hanno cantato  con lei nella giornata  delle COVER, aggiudicandosi – lasciamelo dire con orgoglio  – un meritatissimo   secondo posto (della serata), con la meravigliosa “io che amo solo te” di Sergio Endrigo. Credo di avere ormai qualche festival alle spalle ma il senso di appartenenza, l’armonia e l’empatia che ci ha coinvolto  – e mi riferisco a tutta la squadra e non solo – durante la settimana festivaliera è una sensazione  che non mi era ancora  capitato di provare .

Poi  REGINA ORIETTA ha  fatto la differenza …. 

Rettani con Orietta Berti e Le Deva

E’ più difficile scommettere su un esordiente o lavorare con i big ?

E’ sempre una scommessa:   gli artisti – quelli con il TALENTO in maiuscolo – sono tutti BIG … e    i   BIG restano sempre bambini con i loro capricci e le loro immense paure e insicurezze che non abbandonano mai … nemmeno dopo 50 anni di carriera e di successo.

É’ giusto dare una delimitazione ai propri sogni?

E giusto sognare senza limiti…  perché come dice la mia canzone “il confine è l’unica cosa che non vedo… tu dove vuoi volare, hai tempo per pensare ma intanto dimmi dove il cielo va a finire … gioca, vivi, sogna, ama e trova  il modo di illuminarci il cuore “ bisognerebbe che sia sempre così UN PO’ COME LA VITA .

Che cosa ti ha convinto a crederci e quindi riuscire nel trovare una tua collocazione nel mondo discografico? 

Ma questo credo sia solo un aspetto di business che viaggia su altri parametri; se hai la fortuna di potertelo permettete è molto meglio lavorare nel contesto che hai creato tu e che puoi gestire senza rendere conto a nessuno. Devi essere in grado  di circondarti di persone capaci che condividano la tua stessa passione perché la strada è lunga ed è veramente in salita ; non ci sono orari, zero vacanze, pochi soldi, quasi nessun week end ma se ti piace il contesto è magnifico .

Poi se si vuole fare un analisi di cosa sia oggi diventato il business discografico, non basterebbero 100 pagine di amarezza che raccontino di  treni fermi alla stazione  e occasioni perdute !

La musica è un arte apodittica che non pone domande ma fornisce risposte: quali risposte hai trovato con le tue composizioni?

Non riesco ad immaginare l’espressione dell’arte musicale differente da un altro tipo di arte : l’arte visiva , un quadro , un dipinto, una scultura , una stampa, una composizione astratta … ma poi anche la letteratura , la poesia , la rappresentazione teatrale , la recitazione … il cinema … tutto ciò che rappresenta, con un gesto artistico, la favola della vita è in qualche modo apodittico ! e ti arriva dritto così come ti è stato proposto… poi sta a te, e solo a te, trovare la chiave di interpretazione !! E tu invece sei qualsiasi altra cosa : sensibile, maturo, distratto, acerbo , scettico , giovane , impegnato, istruito , meschino, arrogante e la lista potrebbe non finire mai . Quello che voglio dire che il rapporto con l’arte è sempre : UNO a UNO, e non andrebbe mai inquinato da interferenze esterne; in quello che ti arriva trovi un significato ed hai la tua risposta . Le canzoni sono magiche perché, a mio parere, parlano a tutti con estrema facilità e ognuno le plasma sulla sua storia di vita, e così le trasforma in una risposta personale unica e inconfutabile !
Il mio approccio ai “ testi delle canzoni” è segnato da una conversazione che nel purtroppo lontano 1979 ebbi con il PRINCIPE dei Maestri : Francesco De Gregori. Io allora avevo 15 anni e scrivevo canzoni, quando durante il leggendario tour BANANA REPUBBLIC (ricorderai Dalla e DeGregori insieme) nel passaggio della tappa Ligure / Genovese, passai qualche giorno con lui presso un hotel di Arenzano in cui si era posizionato il quartier generale del Tour … parlando ovviamente di musica e di messaggi rinchiusi dentro i suoi testi molto spesso ermetici e incomprensibili mi disse : “non cercare mai di dare una spiegazione a quello che scrivi, non serve ed in più banalizzeresti il contesto artistico, tu sai quello che hai voluto dire ma saranno poi gli altri a indicare: significati e risposte …. tu ascoltali magari ti sapranno trovare anche una spiegazione più affascinante della tua !!! “. Genio allo stato puro
Qualche anno fa ho sentito ripetere , in un intervista televisiva, grossomodo lo stesso concetto anche da Luciano Ligabue : “le canzoni non si spiegano mai”.

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