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mercoledì 12 Maggio 2021

Lazio, Pedrizzi: ‘Regione vuole uccidere imprese settore dei giochi’

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“Va subito fermata l’entrata in vigore, fissata per il prossimo 28 agosto, della modifica alla legge regionale 5 del 2013, che introduce anche retroattivamente per le sale giochi e le sale scommesse che già operano sul territorio, l’obbligo di spostarsi se si trovano a meno di 500 metri da un luogo ritenuto sensibile. Con questa norma sarebbe praticamente impossibile per qualsiasi sala di giochi legali restare aperta. Con le mafie pronte a brindare”. Ad affermarlo in una nota è Riccardo Pedrizzi, già presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato.  

Il 29 aprile prossimo alle 15 è stata organizzata una manifestazione dinanzi al palazzo della Giunta della Regione Lazio all’insegna di ‘Non lasciate il Lazio alle mafie’, promossa dai lavoratori e dalle lavoratrici del gioco pubblico legale, per protestare contro la decisione del Consiglio regionale del Lazio di anticipare una normativa espulsiva del gioco pubblico. 

“Come – sottolinea Pedrizzi – è sotto gli occhi di tutti, nella regione Lazio, dall’inizio della pandemia, migliaia di attività economiche sono entrate in crisi: dalle piccole aziende, alle realtà commerciali, ai ristoranti, alle palestre, alle altre attività aperte al pubblico. Si tratta di migliaia di imprese che hanno dovuto chiudere per l’emergenza sanitaria e che forse non riapriranno mai più. Per acquisire queste attività in difficoltà, la criminalità più o meno organizzata sta riversando nelle nostre città, in ogni quartiere, in ogni strada di Roma, Frosinone, Latina, Rieti, Viterbo, un fiume di denaro sporco”.  

Del resto, prosegue Pedrizzi, “anche e soprattutto in questo periodo di pandemia Covid 19, con l’alternanza di chiusure ed aperture ad intermittenza, e, spesso, senza preavviso e senza una strategia complessiva, si conferma quanto tutti gli studi, le ricerche e gli esperti ‘seri’ del settore hanno sempre affermato e sostenuto e cioè che in assenza di un’ampia offerta di gioco lecito, il pubblico si orienta automaticamente, per ‘il principio di sostituzione’, verso l’offerta illecita, gestita sempre dalla criminalità, spesso facente capo a mafia, camorra, ndrangheta e sacra corona unita”. 

Secondo le analisi operate dalla Guardia di Finanza e dalla Direzione Investigativa Antimafia sulle segnalazioni di operazioni sospette (Sos) si è evidenziato un significativo incremento, rispetto al 2019, del flusso di segnalazioni pervenute all’Unità di Informazione Finanziaria (Uif) durante il periodo pandemico. 

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