LaC tv: un canale di informazione, approfondimento e intrattenimento nel segno dell’innovazione

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Pasquale Motta è il direttore di lacnews24.it e di LaC tv, prestigiosa e innovativa testata che racconta ogni giorno quello che accade in Calabria e in Italia.

Con astuzia, equilibrio e grande impegno Motta coordina una squadra di giornalista e di esperti di comunicazione fornendo un’informazione ricca di approfondimento e di format originali. Di recente è stato ideato un format interamente dedicato al maxiprocesso “Rinascita Scott”, che dopo quello celebrato a Palermo è il più corposo processo contro la criminalità organizzata d’Italia. Ogni venerdì alle 21.30 Pino Aprile e Pietro Comito, due giornalisti di razza, spiegano su LaC (canale 19 del digitale terrestre) e in streaming su www.lactv.it, tutte le fasi di questo maxiprocesso. 

Lacnews24.it e LaC tv fanno parte del Gruppo Pubbliemme-Diemmecom fondato dall’imprenditore Domenico Maduli. 

“La passione per il mio mestiere l’ho scoperta durante la militanza politica”, spiega il direttore Motta. “Mi sono sempre cimentato con la costruzione di strumenti editoriali che avevano l’obiettivo di raccontare la visione di società, il punto di vista, di un progetto collettivo di quella sinistra di cui credevo. Quando quel progetto collettivo si è disperso mi sono dedicato solo al giornalismo”. 

Direttore Motta, prima di essere giornalisti occorre essere dei grandi osservatori. 

Si, per tre ordini di motivi: una discreta capacità di analisi critica, una sterminata passione per l’antropologia e una costante curiosità. Chiaramente serve una buona osservazione deve essere accompagnata da una buona narrazione. 

La politica può trasformarsi in un’apprezzabile politica economica e sociale? 

Si, però ritengo che la buona politica è assente da tempo nel nostro Paese. Una buona politica diventa tale se dalla sua enunciazione si trasforma in fatti concreti rapidamente. Fatti concreti significano: opere visibili e trasformazione delle condizioni sociali e culturali dei cittadini. Oggi, purtroppo, non è così. Il popolo non avverte il passaggio dalle parole ai fatti, da parte della politica. Ciò crea nell’opinione pubblica disincanto e distacco. Un mix che rapidamente rischia di trasformarsi in risentimento antipolitico. Un problema molto serio. La crisi morale tra opinione pubblica e la sua classe dirigente, è così grave, al punto che, se non si rimedia, rischia di diventare pericolosa per la stessa democrazia. 

Come ha gestito la sua regione l’emergenza relativa alla pandemia da Covid 19 ? 

Nella prima ondata si può dire che siamo stati graziati, ma poi non abbiamo fatto tesoro del vantaggio e non ci siamo preparati per una eventuale seconda ondata. Quando l’emergenza ci ha travolti, è venuta fuori tutta l’approssimazione della nostra gestione sanitaria. Lo stato della sanità in Calabria, è la conseguenza della inconsistenza della classe dirigente calabrese, al cospetto di tutti tavoli nazionali dove si assumono le decisioni fondamentali. Allo stesso modo, si conferma una amara realtà: per i poteri politici nazionali, sostanzialmente, la nostra regione non esiste. 

Quanto è soddisfatto del suo ruolo di direttore di LaC ? 

Tantissimo. Si può dire che la creatura LaC l’ho vista crescere su tutti i fronti; ma i risultati che più mi hanno dato soddisfazione sono le testate digitali che ormai fanno numeri da network nazionali. 

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