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sabato 8 Maggio 2021

Formigoni accusa Maroni: “Ha affossato la sanità lombarda”

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“La sanità di Formigoni avrebbe resistito molto meglio a questa pandemia”. A dirlo all’Adnkronos è l’ex senatore Roberto Formigoni che, dopo l’uscita del suo libro ‘Una storia popolare’, commenta i fatti avvenuti in Lombardia durante la pandemia. “Mi sembra che attualmente la campagna vaccinale in Lombardia stia andando molto bene -osserva-; la Lombardia vaccina oggi già un numero di persone superiore alla quota che le è stata assegnata per arrivare alle 500mila unità, dunque la sta superando molto bene”. E aggiunge: “Lo farò la prima vaccinazione il 3 maggio”. 

Tuttavia le cose, specie all’inizio della campagna e ancor più all’inizio dell’emergenza pandemica, non sono andate sempre bene: “Il tema sanitario lombardo, quando è arrivata la pandemia, lo ha provocato dalla cosiddetta riforma Maroni”, dice l’ex senatore. In altre parole, “lui distrusse la sanità territoriale, mentre io avevo stretto una serie di accordi con i medici di base, aiutandoli a formare delle cooperative”. Questo aveva permesso loro di “lavorare insieme e condividere le esperienze man mano che si verificavano: in tal modo riuscivano a percepire prima l’arrivo di fenomeni strani”. Tuttavia, quando è arrivato, “Maroni ha completamente distrutto tutto questo”. 

Per fare un esempio, “un medico mi ha rivelato che già a metà ottobre del 2019, quindi sei mesi prima che arrivasse la pandemia, aveva visto tra i suoi pazienti due casi di polmonite insoliti, che non sapeva bene come curare”. Ecco “se ci fossero stati i gruppi che io avevo formato, sarebbero stato possibile individuare anche gli altri e i medici avrebbero potuto lanciato prima l’allarme, evitando di arrivare quando ormai era troppo tardi”. 

Invece, “la Lombardia si è trovata totalmente impreparata” a fronteggiare l’emergenza, perché ormai “la sanità territoriale era pressoché inesistente”. 

Eppure, ricorda Formigoni, “la mia sanità territoriale era stata premiata come eccellenza e per tanti anni è stata ai primi posti delle classifiche nazionali e internazionali per la forza dei nostri ospedali e della nostra medicina territoriale”. La medicina territoriale “era strutturata, forte dell’alleanza con i medici di base, che erano in costante confronto con noi”. E dunque, conclude, “la sanità che ha perso è la sanità di Maroni, non quella di Formigoni”. 

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