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sabato 15 Maggio 2021

‘Dallas’, 30 anni fa l’ultima puntata: sesso, intrighi e potere per la serie dei record

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Il 3 maggio 1991, esattamente trent’anni fa, dopo 14 stagioni e 357 episodi veniva trasmessa negli Usa l’ultima puntata di ‘Dallas’. Cedeva così lo scettro la regina delle soap, una delle più famose e viste della storia, trasmessa in oltre 90 nazioni, che detiene ancora il record dell’episodio più visto nel mondo, ‘Chi ha sparato a J.R.?’, con 360 milioni di telespettatori. Numeri impressionanti, forse irripetibili. “Eravamo tutti rapiti, affascinati da questa serie, una delle prime che raggiunse un’importanza planetaria – spiega Maurizio Costanzo all’Adnkronos – Erano soap pazzesche, erano le prime storie raccontate in tv. Poi dopo hanno raccontato tutto”.  

Prodotta dalla Cbs statunitense dal 1978 al 1991, ‘Dallas’ è stata trasmessa in Italia dal 4 febbraio al 29 aprile 1981 su Rai Uno. Pochi mesi dopo, venne acquistata e mandata in onda da Canale 5, che ne ha fatto una delle punte di diamante nelle guerre degli ascolti degli anni Ottanta, per poi approdare, sugli episodi finali, a Retequattro. Intrighi, sesso, ricchezza, potere, intrecci familiari tra divorzi e figli illegittimi, fanno da sfondo alla rivalità tra la famiglia Ewing e la famiglia Burnes, che si sfidano in lotte senza esclusione di colpi per il potere. I personaggi sono iconici: il cattivo J.R. Ewing e la moglie Sue Ellen, il fratello buono Bobby e la moglie Pamela, volti e voci che ancora oggi sono impressi nella memoria e spesso utilizzati come riferimenti che raffigurano stereotipi dell’essere umano. 

“I motivi del successo sono presto detti – spiega Costanzo – Tutti abbiamo cercato un J.R. nelle nostre conoscenze. Dentro questa soap, c’erano i prototipi del cattivo, del buono, della vittima, il riscatto, la caduta. C’era la vita. Le soap sono pezzi di vita romanzata, e anche se agli intellettuali fanno schifo, la gente ci si rivede, alle persone piacciono ed è per questo che hanno un enorme successo”. 

Facendo una riflessione ancora più profonda, “è la tradizione della vita che viene tramandata – scandisce Costanzo – Come una volta c’erano le nonne che raccontavano come funzionava la vita alle nipoti”. E come nella vita ‘Dallas’, così come le sue serie rivali dell’epoca, ‘Dynasty’ e ‘Falcon Crest’, è caratterizzata da colpi di scena e suspense, che tengono incollati gli spettatori ed hanno la caratteristica di capitare -strategia copiata poi da tutte le saghe successive- sempre nei cosiddetti ‘finali di stagione’, portando lo spettatore ad attendere con ansia l’inizio della stagione successiva. Emblema fu l’episodio da ascolti record, ‘Chi ha ucciso J.R.?’, trasmesso il 21 novembre del 1980, il quarto episodio della quarta stagione. 

Otto mesi prima, alla fine dell’ultima puntata della terza stagione, J.R. era stato ferito da un misterioso personaggio. L’aggressione a J.R., interpretato da Larry Hagman, fu uno dei ‘coupe de theatre’ più celebri della storia della televisione; gli sceneggiatori erano stati bravissimi a dare a ciascuno dei protagonisti principali un ottimo motivo per sparare al ‘cattivo’ della serie. Così, l’episodio in cui fu svelato il potenziale assassino, ottenne uno share del 76 per cento e 90 milioni di spettatori solo negli Stati Uniti. 

Tra i personaggi, i più popolari sono sicuramente J.R. (Larry Hagman, morto nel 2012) e sua moglie Sue Ellen (Linda Gray). Una curiosità: inizialmente, il personaggio di Linda Gray era nato come ruolo secondario, tanto da non comparire addirittura nei titoli di testa. Ma nel corso della serie, gli sceneggiatori si resero conto che Sue Ellen era uno dei ruoli in assoluto più seguiti e amati dal pubblico, e la fecero diventare, in corso d’opera, uno dei personaggi chiave dell’intera storia. Così anche per il ruolo di J.R., che inizialmente era meno importante di quello di Pamela Ewing (Victoria Principal): ma secondo il principio che ‘la bontà in tv non paga’, il perfido petroliere J.R. ha surclassato Pamela, diventando in assoluto il vero protagonista di tutto il serial. 

Dagli Stati Uniti al Regno Unito, dall’Europa al Sud America, e persino in paesi comunisti come la Romania, la soap ha tenuto incollati milioni di telespettatori per decenni. La serialità in un palinsesto per la prima volta, l’inconscio manifesto politico di una generazione, la parte oscura dell’animo umano raccontata ‘in chiaro’ come forma di catarsi per lo spettatore. Sono tanti i motivi del riscontro planetario di ‘Dallas’, un pezzo di storia che è anche un pezzo di vita.  

(di Ilaria Floris) 

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