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venerdì 16 Aprile 2021

Covid, Gelmini: “Segnali di apertura? Forse già da aprile”

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“Dobbiamo riaprire, ma in sicurezza. Auspichiamo che si possa fare già da questo mese, se i contagi scenderanno e la copertura vaccinale degli anziani e fragili salirà. Io sono fiduciosa che queste siano le ultime settimane di restrizioni e sofferenza”. Lo dice Mariastella Gelmini, ministra degli Affari regionali, al Corriere della Sera. Con 17.221 nuovi casi e 487 morti, spiega: “Credo che qualche segnale di apertura lo si possa dare già da aprile in tutta Italia. Parrucchieri ed estetisti penso sia meglio che lavorino in negozio, piuttosto che nelle case private. Non dobbiamo abbandonare la linea della prudenza, ma grazie ai vaccini possiamo abbracciare quella della speranza. Gli esempi che arrivano dai Paesi che sono riusciti a vaccinare ci dicono che è possibile programmare di riprenderci il futuro”.  

“I singoli ministeri sono già al lavoro sui protocolli per riaprire, ma l’agenda la detta il virus. Ad aprile abbiamo dato un segnale con la riapertura della scuola e con i concorsi – aggiunge Gelmini – speriamo di poterne dare altri. E maggio sarà il mese delle attività economiche. Draghi ha lanciato un appello ad accelerare la vaccinazione delle persone fragili e over 80. Il premier, Figliuolo e Locatelli hanno dato atto alle regioni che c’è una accelerazione. Io ho dati molto buoni, non ci sono dosi che rimangono in frigorifero. E il Cts sta lavorando alla revisione dei parametri includendo anche la percentuale di anziani e fragili vaccinati. Del tormentone di AstraZeneca avremmo fatto volentieri a meno, ma è evidente che non dipende da noi. Siamo certi che, grazie all’ormai collaudato rapporto tra il commissario Figliuolo, le regioni e il governo, saremo in grado di riprogrammare in pochissimo tempo la campagna vaccinale senza interruzioni né ritardi”.  

A fronte della paura e di disdette che in Sicilia hanno raggiunto picchi fino al 70% il ministro spiega: “I vaccini sono sicuri, il vero pericolo è non vaccinarsi. Bisogna correre, perché l’immunizzazione della popolazione è la migliore forma di aiuto all’economia e i veri ristori sono le riaperture. Ci sono state delle difficoltà ma oggi il piano sta andando avanti con la collaborazione totale tra regioni, commissario straordinario, Salute e il capo della Protezione civile Curcio. Quella sul Recovery è stata una riunione pacata, non ho visto nessuno straccio volare. Anche chi come Toti in passato era stato critico, ha fatto un intervento molto costruttivo. C’è un clima di grande collaborazione sui due grandi obiettivi, piano vaccinale e utilizzo dei fondi del Next Generation Eu”.  

“Per le ingenti somme stanziate il Recovery è una grande opportunità – spiega ancora Gelmini – ci giochiamo un pezzo di futuro e dai governatori è partita una legittima richiesta di coinvolgimento. La riunione con Draghi è andata molto bene e ce ne saranno altre. Il cambio di passo è evidente, prima governo e regioni litigavano, adesso cooperano per un comune obiettivo. Nel rispetto delle materie concorrenti le regioni potranno dire la loro, a cominciare dalla sanità”. Quanto ai 50 miliardi che Salvini chiede per i ristori dice: “Lo scostamento di bilancio, indispensabile per sostenere lavoratori autonomi, ristoranti, bar, partite Iva, palestre, attività turistiche e tutte quelle realtà che hanno visto i fatturati falcidiati dalla pandemia, è una certezza. Il presidente Draghi ha già detto che il nuovo decreto sarà più sostanzioso del precedente”. 

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