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martedì 20 Aprile 2021

Variante New York, identificati nelle Marche primi 2 casi in Italia

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Identificati nelle Marche i primi due casi in Italia di variante ‘newyorkese’ del Covid-19, classificata così essendo risultata sequenziata a New York, negli Stati Uniti, nel novembre scorso. A rivelarla il Laboratorio di virologia dell’azienda ospedaliera Ospedali Riuniti di Ancona-Università Politecnica delle Marche che ha analizzato i tamponi di due persone, non apparentemente correlate, provenienti dalla provincia di Pesaro e Urbino.
 

Secondo quanto riferito dal Stefano Menzo, direttore del laboratorio di virologia, la scoperta è avvenuta nell’ambito della sorveglianza epidemiologica molecolare effettuata a campione. La variante è stata identificata tramite sequenziamento nucleotidico della proteina Spike, confrontata con i database internazionali. Era stata già identificata a New York (con nome attribuito B.1.526) e si era poi diffusa gradualmente negli Stati Uniti, rappresentando, al momento, il 12% dei contagi newyorkesi. È caratterizzata dalla mutazione E484K (legame con il recettore) e da altre cinque mutazioni aminoacide sulla stessa proteina. 

“Stiamo cercando di tenere la situazione sotto controllo, isolando i casi legati alla variante newyorkese di Sars-Cov-2 e, naturalmente, abbiamo attuato tutte le procedure per capire bene la capacità di reazione di questo virus alle armi di contrasto disponibili”, ha spiegato all’Adnkronos Salute l’assessore alla Salute della Regione Marche, Filippo Saltamartini. “Stiamo approfondendo i rischi di questa nuova variante. Sono subito scattate tutte le previste procedure per contrastarne la diffusione – evidenzia – e stiamo continuamente monitorando la situazione. Al momento non ci sono evidenze scientifiche sull’eventuale capacità di questa variante di eludere la risposta neutralizzante suscitata dagli attuali vaccini”.  

Nella nostra Regione, al momento, la variante inglese ha la predominanza”, ha aggiunto Saltamartini sottolineando che gli effetti dei provvedimenti restrittivi adottati, “prima come Regione, rendendo la provincia di Ancona e Macerata ‘zona rossa, anticipando i provvedimenti del Governo”, si stanno “lentamente concretizzando”. Ma “il carico sugli ospedali è sempre molto rilevante perché abbiamo più del 50% do posti occupati in terapia intensiva e il 60% di posti occupati nell’area medica. Stiamo procedendo con grande velocità con la vaccinazione. E quindi diciamo che siamo cautamente ottimisti. Pensiamo si tratti di superare qualche settimana per arrivare, sostanzialmente attraverso la vaccinazione, all’immunità almeno delle persone più fragili”. 

Per Saltamartini “serve prestare più attenzione ai voli internazionali. E, in generale, agli arrivi nel nostro Paese, perché non si augura a nessuno di dover contrastare nuove varianti del virus pandemico, soprattutto quelle che, almeno dai dati disponibili, possono essere resistenti ad alcune terapie”. “Siamo molto preoccupati, naturalmente – spiega – Ma non si capisce nemmeno come sia possibile che le persone possano entrare nel nostro Paese con pochissimi controlli. Non è facilissimo identificare i casi, è vero, ma proprio per questo dobbiamo prestare attenzione, soprattutto per quanto riguarda l’arrivo da Paesi che hanno grossi problemi con la pandemia. Questa variante, chiamata newyorkese, in realtà sembrerebbe essere nata in Sud America. Dobbiamo stare attenti”, conclude Saltamartini.  

 

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