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venerdì 16 Aprile 2021

Vaccino Sputnik, i ‘dubbi’ di Galli e Crisanti

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Il vaccino Sputnik è “intelligente, innovativo”. Ma i dubbi non mancano. Il professor Massimo Galli e il professor Andrea Crisanti rispondono alle domande sul vaccino russo, da più parti indicato come possibile ‘rinforzo’ per la campagna di vaccinazione in Europa e, in particolare, in Italia.  

“Inizialmente non c’erano elementi di giudizio. Poi è arrivato un lavoro su Lancet, il vaccino utilizza 2 vettori virali diversi che probabilmente ne aumentano l’efficacia. E’ un vaccino intelligente, stimolante anche dal punto di vista scientifico”, dice Galli, responsabile del reparto malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, alla trasmissione Accordi & Disaccordi. L’impiego del vaccino Sputnik passa per la valutazione e per l’approvazione da parte dell’agenzia europea del farmaco, che esaminerà i dati quando verranno presentati. “Mi auguro che i dati arrivino dove devono arrivare. Dai dati a disposizione, in Russia e anche in Cina la gente vaccinata non è molta. La domanda è: non c’è una potenzialità produttiva in Russia? Non so quanto vaccino ‘pronto’ ci sarebbe se venisse chiesto”, dice Galli sollevando il proprio principale dubbio sull’utilizzo del farmaco russo. 

Per Crisanti, invece, il punto interrogativo -se c’è- è legato ad un altro aspetto. “Sputnik è un vaccino innovativo, ma i vaccini a vettori virali hanno una ripetibilità limitata: difficilmente lo stesso vettore può essere usato contro le varianti. I vaccini a vettori hanno limiti contro le varianti”, dice il direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Azienda ospedaliera di Padova e docente di Microbiologia dell’ateneo cittadino. “Arrivare a 500mila vaccini al giorno è una scalata. In Inghilterra hanno mobilitato infermieri, medici di famiglia, pediatri. Serve lo sforzo corale di un popolo”, dice. Per impiegare Sputnik, serve il semaforo verde dell’Ema. “L’agenzia Ema non agisce per moto proprio, ma per proposte che vengono presentate. Se non c’è nessuno che dimostra all’Ema la documentazione necessaria, questa non fa nulla perché non agisce per iniziativa”. 

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