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giovedì 22 Aprile 2021

Trapianti, mamma dona parte di fegato e salva la figlia di 3 anni

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Ha donato una parte del proprio fegato e salvato così la figlia di 3 anni e mezzo. Questa storia di generosità e amore materno si è consumata alle Molinette di Torino ed ha avuto per protagonista una donna di 43enne, medico, e la figlioletta affetta da una rara malattia congenita del fegato che determina ittero irreversibile. La piccola era già stata sottoposta ad un’operazione con intento riparativo a 6 settimane di vita ma l’intervento, pur ristabilendo il flusso biliare verso l’intestino e risolvendo l’ittero, non era tuttavia riuscito a scongiurare l’evoluzione del fegato verso la cirrosi epatica.  

Ai primi segni di scompenso funzionale della malattia cirrotica, la bambina era stata presa in carico dalla Gastroenterologia pediatrica dell’ospedale Infantile Regina Margherita di Torino e inserita nella lista d’attesa nazionale per trapianto di fegato pediatrico già nel maggio dell’anno scorso. Tuttavia, complice anche il periodo pandemico, non si sono presentate per la bimba offerte d’organo da donatore deceduto con le dimensioni e le caratteristiche più idonee per lei.  

Le condizioni della bambina sono progressivamente peggiorate a causa di infezioni che ne hanno condizionato uno stato di malnutrizione e scarsa crescita e da gennaio di quest’anno, la bambina si trovava ininterrottamente ricoverata a Torino senza prospettive di dimissione. Di fronte a questa situazione di attesa, la madre della bambina si è proposta potenziale donatrice di fegato. Il duplice delicato intervento di prelievo della parte sinistra del fegato della mamma e di trapianto dell’organo al posto del fegato malato nella bambina è durato circa 12 ore ed è tecnicamente riuscito.  

Ora la piccola porzione di fegato trapiantata crescerà rapidamente all’interno del corpo della bimba mentre la mamma donatrice, dopo un decorso postoperatorio privo di complicanze, ha già pienamente recuperato e sta seguendo in prima persona i progressi della sua bambina. 

“Ancora una volta, in una situazione di grande emergenza quale quella legata al Covid-19 – commenta il dottor Giovanni La Valle, Direttore generale della Città della Salute – il sistema sanitario regionale e la Città della Salute di Torino hanno dato una prova di capacità davvero straordinarie, ovvero di saper non solo arginare l’infezione da coronavirus, ma anche di saper affrontare tutte le altre quotidiane malattie non-Covid, a cominciare da quelle più complesse che richiedono trapianti d’organo salvavita”. 

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