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venerdì 16 Aprile 2021

Spionaggio, blitz Ros: così sono stati sorpresi l’ufficiale infedele e il funzionario russo

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Il copione dello scambio di documenti e soldi fra l’ufficiale “infedele” della Marina italiana e il funzionario russo era collaudato da mesi, forse più di un anno, e non cambiava mai: a quanto apprende l’Adnkronos, il funzionario russo scendeva dalla metropolitana al laghetto dell’Eur, zona a sud della Capitale, prendeva l’autobus a pochi metri dalla metro e dopo alcune fermate scendeva subito oltre il raccordo anulare: a Spinaceto, periferia romana. Qui dopo aver fatto lunghi sopralluoghi per controllare che l’ufficiale “reclutato” non fosse seguito dai servizi italiani e dalle forze di polizia, si incontrava con Walter Biot, militare della Marina italiana arrestato dal Ros dei carabinieri con l’accusa di spionaggio, in un parcheggio non lontano da un supermercato Carrefour. I due non avevano fatto i conti con gli investigatori del Reparto operativo speciale dell’Arma che da mesi seguivano ogni loro movimento, ascoltavano ogni loro parola. Di solito l’agente di Mosca precedeva il suo interlocutore e si accertava, facendo avanti e indietro fra le auto e nei dintorni del parcheggio, che tutto fosse tranquillo. Il russo, che ad ogni appuntamento indossava un cappellino blu, si incontrava con Biot all’interno dell’autovettura del “marinaio”, protetta da occhi indiscreti dalla vicinanza di una collinetta e da alcune grosse mura perimetrali. 

Gli incontri tra il funzionario russo e l’ufficiale, che sembra avesse bisogno di soldi per un grave problema di famiglia, andavano avanti da diversi mesi e si svolgevano sempre nell’auto, all’interno della quale gli investigatori erano riusciti a piazzare microspie e telecamere, riuscendo così a immortalare i continui rapporti. Ieri il colpo di scena: Biot si è presentato all’appuntamento con una vettura diversa dal solito, non la solita auto sotto controllo. A quel punto gli uomini del Ros, una volta monitorato e accertato lo scambio di documenti, hanno deciso di intervenire e hanno fermato i due prima che si dileguassero. Il funzionario russo avrebbe anche tentato la fuga ma è stato subito bloccato dai carabinieri. Chiuso in un ostinato mutismo, dopo aver fatto presente di essere un diplomatico russo, dal momento del fermo ha rifiutato di bere e mangiare. Come un vero agente dei film sul Kgb, col terrore di essere avvelenato.  

 

 

 

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