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giovedì 22 Aprile 2021

Silvestri a Speranza: “Conferma dg Aifa grave errore”

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“Sappia, il ministro della Salute, Roberto Speranza, che nel riconfermare il dottor Nicola Magrini, nel suo attuale ruolo di Dg di Aifa, sta commettendo un gravissimo errore. Questo perché, a distanza di mesi, il comportamento del dottor Magrini nella nota questione della sperimentazione degli anticorpi monoclonali in Italia rimane del tutto inspiegabile ed ingiustificabile, e tale comportamento in una questione di così grande importanza lo rende chiaramente inadatto a ricoprire quel ruolo”. Così il virologo Guido Silvestri, professore ordinario e capo dipartimento di Patologia alla Emory University di Atlanta, in un lungo post su Facebook si rivolge al ministro della Salute sulla riconferma del direttore generale di Aifa, Nicola Magrini.  

Una riconferma su cui lo scienziato italiano esprime diverse perplessità, ricostruendo quando accaduto in questi mesi. “Sappia, il ministro Speranza, che il dottor Magrini, nell’autunno 2020 ha di fatto fermato la sperimentazione dei monoclonali in Italia dicendo e scrivendo pubblicamente – rimarca Silvestri – che tale sperimentazione necessitava di autorizzazione Ema. Su questo punto Magrini è stato sconfessato da Luca Pani (ex Dg di Aifa), Giorgio Palù (presidente di Aifa), Beatrice Lorenzin (ex ministro della Salute) e Walter Ricciardi (consulente del ministero) e alla fine dallo stesso Decreto ministeriale del 6 febbraio 2021”. 

“Sappia, il ministro Speranza, che ci sono due possibili spiegazioni del comportamento di Magrini – prosegue Silvestri – La prima è che non sapesse le regole relative alle sperimentazioni emergenziali dei farmaci in Italia, e in questo caso sarebbe inadatto a ricoprire il ruolo di Dg di Aifa per palese incompetenza. La seconda possibilità, ancora peggiore, è che queste regole le conoscesse bene, ma che abbia, per motivi che tuttora non sono dati a sapersi, deciso di ignorarle (ed in questo caso sarebbe inadatto per elementari ragioni di carattere etico)”. 

“Sappia, il ministro Speranza, che la mini-crociata mediatica, tutta italiana e tutta politica, lanciata contro i monoclonali da un gruppetto di esperti ‘fai-da-te’ secondo cui gli anticorpi sarebbero inutili (spoiler: non è affatto vero che sono inutili) è, oltre che scientificamente insensata, anche del tutto irrilevante – rileva – perché se questa fosse stata la ragione per bloccare la sperimentazione ad ottobre 2020, allora la si sarebbe dovuta bloccare anche a febbraio 2021”. 

“Sappia, il ministro Speranza, che, nel riconfermare il dottor Magrini nonostante questo comportamento, manda un messaggio sbagliato e profondamente demoralizzante non solo a tutti coloro che hanno sofferto a causa di Covid nel nostro Paese, ma anche a tutti gli italiani che vogliono ancora credere e sperare che, nella nostra nazione, cariche di prestigio e responsabilità si ottengano e mantengano in base merito e comportamenti, e non per le protezioni politiche di cui si gode”, conclude Silvestri. 

L’efficacia degli anticorpi monoclonali contro Covid-19, se usati in pazienti appena diagnosticati e ad alto rischio di malattia grave, è dimostrata dagli studi e sul campo. “Poi ci sono le ‘obiezioni ideologiche’ a base di dati travisati, cherry picking (espressione anglosassone che indica la scelta, fra gli elementi a disposizione, di evidenziare quelli a favore della propria tesi ignorando gli altri che potrebbero confutarla, ndr) o vere e proprie bugie. E’ il cosiddetto fenomeno dei no-anticorpi, che sono molto simili ai no-vax”. Il virologo Silvestri sceglie quindi questo paragone per definire chi ancora esprime dubbi sui monoclonali anti-Covid, per il cui utilizzo in Italia lo scienziato ha combattuto una strenua battaglia, culminata a inizio febbraio con il via dell’Aifa all’uso dei prodotti di Eli Lilly e Regeneron.  

“E d’altronde la cosa non sorprende, visto che è difficile credere al funzionamento dei vaccini se non si crede al funzionamento degli anticorpi”, dichiara lo scienziato all’Adnkronos Salute, in un’intervista in cui fa il punto sull’avvio delle somministrazioni nel nostro Paese.  

“I dubbi sull’efficacia clinica degli anticorpi monoclonali stanno svanendo ovunque – sottolinea Silvestri – ora che questi farmaci sono usati nel modo giusto e nei pazienti giusti (regola che vale per tutti i farmaci, peraltro), come dimostrano le casistiche ormai sempre più frequenti dei grandi centri americani che li usano con regolarità come Mayo Clinic, Uab-University of Alabama at Birmingham, università del Southern Texas e del Michigan, e tanti altri”. 

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