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lunedì 12 Aprile 2021

Sanremo 2021: il Festival che dimentica Stefano D’Orazio

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Bruno Bellini
Bruno Bellini
Direttore Responsabile Lifestyleblog.it - Classe '81, da Monopoli (Bari) Dal 2015 partecipa al Festival di Sanremo come giornalista accreditato e componente della Giuria Stampa.

Sanremo 2021: il Festival che dimentica Stefano D’Orazio, il batterista dei Pooh scomparso lo scorso novembre.

Uno che aveva calcato il palco dell’Ariston e trionfato con la sua band nel 1990 con il brano Uomini Soli. Immediate le scuse di Amadeus durante la conferenza stampa finale.

Stefano D’Orazio e il ricordo preannunciato in scaletta

Il ricordo di Stefano doveva essere celebrato ieri, così come riportato da alcune testate e dalla scaletta del festival pubblicata sul sito Rai. Fiorello e Amadeus avrebbero dovuto intonare il brano che ha vinto nel 1990. Ma così non è stato.

Poco prima l’esibizione di Riccardo Fogli, insieme a Vallesi e Zarrillo, che però ha cantato i suoi brani.

E proprio questa mattina Roby Facchinetti ha espresso il proprio disappunto

Cari amici del Festival di Sanremo, cari amici della canzone italiana, ora vorremmo spendere un minuto delle nostre tante, tantissime, infinite ore di diretta per un ricordo davvero doveroso.Basterà un minuto solo, credeteci.Ma proprio dobbiamo onorare la memoria di un grande artista, di un esponente storico della canzone italiana più famosa e celebrata anche nel mondo, di un protagonista di questo stesso palco dove ha vinto con una delle canzoni più belle che abbiano mai vinto il Festival, “Uomini soli”, di una persona bella, franca, intelligente, leale.Non possiamo insomma dimenticarci di mandare un applauso a Stefano D’Orazio, che con i Pooh ha rappresentato la stagione più fertile della nostra grande canzone italiana.Questo palco, un Festival che si chiama “della canzone”, non poteva certo scordarsi di chiedere a voi, e a chi ci segue da casa, qualche secondo di attenzione per rivolgere un pensiero e un applauso alla memoria di Stefano D’Orazio.Ciao Stefano, non ti dimenticheremo mai”.

Facchinetti ha atteso invano, fino al termine del Festival.

Ieri sera sono rimasto sveglio quasi fino alle tre, cari amici, aspettando che Amadeus o chi per lui pronunciasse parole come queste.Non per presunzione, o perché fossero pretese da me, dai miei amici per sempre, da Tiziana.Ma perché il Festival di Sanremo le aveva promesse.Anzi, garantite.Il ricordo di Stefano era nella scaletta ufficiale, sia pure a ora tarda, ed in tale veste è stato confermato anche alla stampa. Tanto che quotidiani come L’Eco di Bergamo oggi riportano sia avvenuto, avendo dovuto chiudere le pagine ben prima che il Festival arrivasse a quel punto della scaletta.Invece, parole come quelle che ho scritto sopra, o altre comunque con lo stesso senso, né io, né i miei amici per sempre, né Tiziana, né voi le abbiamo sentite.E credo che allora non ci siano altre parole da spendere: sul Festival, i suoi autori, chi lo ha condotto.C’è solo amarezza.E poco importa si sia trattato di sbadataggine, ignoranza, trascuratezza o maleducazione.Davvero, poco importano le cause. Resta, indimenticabile, il fatto.E il mio commento al Festival di Sanremo 2021 non può che esaurirsi qui!Buona domenica e ascoltate sempre buona musica.Roby

Anche Dodi Battaglia ha voluto rimarcare la dimenticanza di ieri "nel cuore ci sarà sempre un posto per lui, malgrado la memoria corta di molti"

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