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giovedì 15 Aprile 2021

Pd, spunta l’ipotesi congresso online

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Nessun passo avanti. La sintesi della giornata Pd mette d’accordo le varie anime dem. Non sembra avanzare al momento, a quanto viene riferito, una soluzione in vista dell’assemblea di sabato e domenica. E nello stallo si alimentano i sospetti. L’ultimo quello di una manovra in corso da parte di “zingarettiani duri e puri” per un congresso on line da fare subito. E tornare a ‘incoronare’ il segretario uscente. “Evitiamo altri colpi di testa”, dicono fonti di Base Riformista all’Adnkronos.  

“Abbastanza surreale, anzi ridicolo, che chi chiede il congresso da settimane, ora non lo voglia”, è la replica. Ma nel caso in cui non ci si mettesse d’accordo, non si individuasse un ‘successore’ in assemblea, potrebbe aprirsi “un confronto con iscritti ed elettori nelle modalità consentite dalla situazione attuale”, ovvero la pandemia. Diceva oggi Nicola Oddati, membro della segreteria uscente: se Zingaretti “non tornasse sui suoi passi sarebbe difficile trovare una soluzione alternativa, ci dovrebbe essere un congresso”.  

Per fare un congresso online andrebbe cambiato lo Statuto Pd. Per farlo serve la maggioranza qualificata dell’assemblea dem. E in Base Riformista si confida che l’area Franceschini difficilmente seguirebbe il blitz: “Loro sono per un percorso più ordinato”. Dell’organizzazione dell’assemblea si parlerà domani in una riunione all’ora di pranzo dell’organismo con la presidente Valentina Cuppi e le vicepresidenti Anna Ascani e Debora Serracchiani, Andrea Orlando, Chiara Braga, Marco Furfaro, Nicola Oddati, Stefano Vaccari, Walter Verini, Cecilia D’Elia e Caterina Bini.  

L’individuazione di una figura che abbia le caratteristiche per affrontare le sfide dei prossimi mesi e portare il Pd a congresso (al massimo in autunno, come continua a chiedere Base Riformista) non è semplice. I prossimi giorni saranno decisivi a meno di uno slittamento dell’assemblea del 13 e 14 marzo. Dice Debora Serracchiani: “Va trovata una personalità autorevole, capace e che abbia un’indicazione unitaria. Da qua a sabato una soluzione la troveremo”.  

Zingaretti potrebbe ripensarci? “Lui può ricandidarsi in assemblea ma” anche dopo quanto detto “ieri sera, mi sembra irremovibile”, dice la vicepresidente dell’assemblea dem che in vista del congresso, quando sarà, lancia una provocazione collegandosi ai Maneskin, neo vincitori di Sanremo. “Io ho trovato una sferzata di cambiamento pazzesca. Sanremo vinto da un gruppo rock, incredibile. E’ come se nel Pd diventasse segretario una donna, visto mai? Sarebbe una rivoluzione…”.  

Resta in campo intanto il pressing delle Sardine. “Non credo che in due giorni si possano risolvere problemi irrisolti da anni. Il Pd è un organismo gravemente malato” ma “fuori dagli ingranaggi del sistema ci sono schiere di persone pronte a dare una mano e dare l’esempio. L’assemblea del prossimo week-end dichiari lo stato di emergenza”, dice Mattia Santori all’Adnkronos. L’allarme per un passaggio estremamente delicato è condiviso da molti. Come Beppe Fioroni secondo cui il Pd “a un bivio”: resta un partito di centrosinistra o torna ad essere un partito della sinistra? “Dobbiamo capire se l’impostazione originaria è ancora condivisa”. 

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