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lunedì 12 Aprile 2021

Nuovo Dpcm, Draghi ha firmato: scuola chiusa in zona rossa

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Scuola chiusa in zona rossa e nelle aree in cui il tasso d’incidenza su 100.000 abitanti in 7 giorni sarà pari o superiore a 250 casi di coronavirus. E’ la novità principale del nuovo Dpcm, firmato dal premier Mario Draghi. Il provvedimento sarà in vigore dal 6 marzo al 6 aprile con nuove misure, restrizioni e divieti per contenere la diffusione del coronavirus e arginare le varianti covid. “Dopo il parere del Cts, è stato deciso che in area rossa le scuole di ogni ordine e grado saranno con didattica a distanza. Lo stesso avverrà nei territori in cui il tasso d’incidenza su 100.000 abitanti in 7 giorni sarà pari o superiore a 250” casi, dice Roberto Speranza, ministro della Salute.
 

“Il Dpcm è stato firmato, sarà in vigore dal 6 marzo al 6 aprile. E’ frutto di un confronto importante con il Parlamento, c’è stato un lungo confronto con le Regioni e con il Comitato tecnico scientifico. Il principio guida è la tutela della salute come faro e guida. Siamo convinti come governo che per far ripartire il paese si debba vincere la battaglia sanitaria, in particolare in questo momento: la curva dà segnali piuttosto robusti di ripresa e facciamo i conti a livello mondiale con alcune varianti temibili del virus, in particolare quella inglese”, aggiunge. 

“Ma non vanno sottovalutate la variante brasiliana e quella sudafricana. Il Dpcm prova a mantenere un impianto di conservazione delle misure essenziali vigenti, viene confermato il modello di divisione per aree che corrispondono a colori, sulla base del quadro epidemiologico di ciascun territorio. L’innovazione più rilevante del Dpcm riguarda le scuole. La variante inglese, che in questo momento è prevalente, ha una particolare capacità di penetrazione nelle fasce più giovani”, afferma ancora. “Le misure che abbiamo disposto sono necessarie, importanti, possono metterci nelle condizioni di governare la curva del contagio. Valuteremo l’andamento dell’epidemia giorno per giorno”, dice, prima di fare un appello ai cittadini: “Siamo in una fase epidemiologica che non può essere sottovalutata, abbiamo bisogno del contributo di tutti. Un’epidemia non si vince solo con un Dpcm e un’ordinanza, il comportamento delle persone è essenziale”. 

“Il Dpcm sarà vigente dal 6 marzo al 6 aprile, le festività pasquali sono comprese. Il governo valuterà l’evoluzione della curva epidemiologica ed eventualmente valuterà come adeguare le misure in vista di un obiettivo che è lontano sul piano temporale”, spiega Speranza. Sull’ipotesi di prolungare l’anno scolastico, il ministro dice che “si valuterà passo dopo passo la necessità di aggiornare le misure. Ci sarà bisogno di un’ulteriore riflessione, è un tema che non può trovare ora una risposta definitiva”. 

Per Speranza, “è un momento in cui la curva dà segnali piuttosto robusti di ripresa e risalita e facciamo i conti a livello europeo e mondiale con alcune varianti temibili del virus: la variante inglese che è divenuta prevalente ma anche alcune presenze significative da non sottovalutare della variante brasiliana e sudafricana”. Sul Dpcm, assicura, “c’è stato un lungo confronto col Parlamento e con le Regioni e con il nostro Comitato tecnico scientifico”. 

“Il principio guida è quello della tutela della salute come faro essenziale. Siamo convinti che per far ripartire il Paese serva vincere convintamente la battaglia sanitaria. La vittoria della battaglia sanitaria è la prima mattonella per la ricostruzione di una fase espansiva di crescita e sviluppo per il nostro Paese”. 

“Abbiamo lavorato alacremente: la bozza del Dpcm è stata condivisa con le Regioni, i Comuni, le Province, già dalla scorsa settimana; ed è pronta da venerdì”, riferisce quindi la ministra per gli Affari regionali Mariastella Gelmini nella conferenza stampa. 

“I tempi sono fondamentali per non arrecare ulteriori disagi ai cittadini. Oggi c’è stata una messa a punto sul tema scuola – prosegue Gelmini – e stasera siamo in grado di completare questo Dpcm, proprio per lasciare il tempo ai cittadini di poter uniformare la propria vita a queste regole, che ovviamente sono stringenti”. 

Inoltre, “c’è anche un cambio di metodo, perché il Dpcm è improntato alla massima condivisione possibile, anzitutto con il Parlamento. Ringrazio tutti i gruppi parlamentari per avere contribuito a una risoluzione che rappresenta la stella polare alle quale abbiamo uniformato questo provvedimento”.  

Condivisione che, osserva Gelmini, “si è estesa dal Parlamento alle Regioni, alle Province e ai Comuni: ringrazio la Conferenza Stato-Regioni, il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini, il presidente dell’Anci Antonio Decaro e il presidente dell’Upi Michele de Pascale, perché all’interno di queste riunioni sono emerse criticità e problematiche”. 

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