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giovedì 22 Aprile 2021

Lotta alla corruzione in sanità, all’Italia la vicepresidenza del network europeo EHFCN

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Il network che riunisce tutte le principali istituzioni europee impegnate contro la corruzione in Sanità, EHFCN (European Healthcare Fraud & Corruption Network), è ora a vicepresidenza italiana. È la prima volta che il nostro Paese si vede riconosciuto in questo ruolo da quando il network è stato fondato, nel 2005, e questo grazie all’elezione, avvenuta ieri durante l’Assemblea Generale, di Francesco Macchia, presidente di ISPE-Sanità – Istituto Per l’Etica in Sanità, come vice presidente dell’Executive Committee. La candidatura era stata avanzata la scorsa settimana da Norvegia e Slovenia, ieri a sorpresa l’elezione all’unanimità dei delegati.  

 

“Quando nel 2012 ho fondato ISPE insieme ad alcuni professionisti del settore, l’idea era quella di riportare in alto il buon nome del nostro stupendo sistema sanitario universalistico e di contribuire, per quello che può un’associazione, a liberarlo da fenomeni di corruzione, ma anche di ‘cattivo funzionamento’ che generano spese inutili, situazioni da combattere anche laddove non si configuri un reato vero e proprio – commenta il neo vicepresidente Francesco Macchia – Conoscevo l’esistenza del network EHFCN, lo valutavo come un modello ed un punto di arrivo, ma certo non avrei mai immaginato di poterlo servire come vicepresidente. Quando alcuni Paesi hanno avanzato la mia candidatura, e quindi quella di ISPE, l’ho preso come un importante riconoscimento del lavoro fatto in questi anni, ma mai avrei pensato che vi fosse un voto unanime a mio favore, dopotutto ISPE partecipa a questo network da poco più di 5 anni”.  

Le idee per la strada da percorrere nel prossimo futuro sono chiare e sono le stesse che hanno creato un consenso unanime intorno alla candidatura italiana.  

“Questo network è molto potente e sta lavorando moltissimo con i singoli Paesi – spiega il vicepresidente Macchia – Adesso occorre accelerare sulla strada intrapresa negli ultimi anni, quella che va nella direzione di creare un legame sempre più stretto con le istituzioni europee, col Parlamento, con la Commissione: occorre non solo che EHFCN diventi un interlocutore, ma un vero e proprio soggetto collaborante nella costruzione delle politiche anti corruttive”. 

 

Non può però certo mancare un occhio attento al nostro Paese e al particolare momento che tutto il mondo sta vivendo a causa della pandemia. 

“Il fatto che questa elezione sia avvenuta a ridosso della Giornata Mondiale contro le Mafie mi emoziona tantissimo, perché le mafie vanno combattute sempre, tutte, ma se c’è un ambito nel quale occorre essere ancora più duri ed intransigenti è proprio la sanità, la salute delle persone. Con l’arrivo dei fondi europei legati alla pandemia bisognerà essere particolarmente vigili: non un euro deve andare alle mafie, non un euro deve essere sprecato. E non basta controllare e rivedere le regole – conclude Francesco Macchia – bisogna anche continuare a fare tanta cultura in Europa, così come ISPE ha fatto in questi anni in Italia, a partire dalla formazione sul territorio, perché sono i piccolissimi comportamenti di ogni giorno che possono far funzionare o far inceppare una macchina, che possono permettere alla ‘corruption’ o anche solo alla ‘disruption’ di prendere piede in un sistema e crescere”.  

 

Per informazioni: www.ispe-sanita.it
 

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