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giovedì 22 Aprile 2021

Giochi, interrogazione M5S a Mef e Mise: “Intervenire a tutela imprese e legalità”

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In un’interrogazione ai ministri dell’Economia e delle Finanze e dello Sviluppo economico, i senatori del Movimento 5 Stelle Mario Turco, Sabrina Ricciardi e Iunio Valerio Romano chiedono al Governo di intervenire a tutela delle imprese del settore del gioco pubblico a tutela delle imprese e della legalità.  

Nell’interrogazione i senatori chiedono che iniziative “intendano mettere in atto affinché gli operatori della filiera del gioco pubblico non siano ancora discriminati dal sistema bancario nonostante agiscano nell’ambito della raccolta di gioco riservata allo Stato; se non ritengano opportuno adottare iniziative, anche di carattere normativo, affinché, in assenza di scoperti o debordi, le banche e gli intermediari finanziari si impegnino al mantenimento dei conti correnti tenuto conto che la normativa vincola all’utilizzo di tali strumenti per il riversamento dell’importo residuo ai concessionari di rete ed allo Stato; se non intendano prevedere una sospensione dei termini contrattualmente stabiliti per la presentazione delle garanzie fideiussorie relative all’obbligo di riversamento dell’importo residuo della raccolta per le imprese attive nella raccolta del gioco di Stato; quali altre iniziative intendano attuare con urgenza per evitare di mettere a rischio l’esistenza stessa di un settore che per l’anno 2019 ha garantito quasi 7 miliardi di euro di gettito erariale e 150.000 posti di lavoro, nonché per tutelare la legalità della raccolta di gioco in questo periodo emergenziale”. 

Un’interrogazione che viene accolta positivamente anche dal presidente di Logico, Moreno Marasco. “Condividiamo – sottolinea Marasco – appieno i rilievi dei senatori Mario Turco, Sabrina Ricciardi e Iunio Valerio Romano espressi nell’interrogazione parlamentare di ieri, con la quale si chiede quali iniziative intendano mettere in atto i ministri dell’Economia e delle Finanze dello Sviluppo Economico ‘affinché gli operatori della filiera del gioco pubblico non siano ancora discriminati dal sistema bancario nonostante agiscano nell’ambito della raccolta di gioco riservata allo Stato”. 

“Esprimiamo massima solidarietà – aggiunge Marasco – verso gli operatori del gioco fisico e chiediamo al tempo stesso la giusta considerazione verso tutte le aziende titolari di concessione pubblica”, sottolinea. “Anche se la pandemia non ha bloccato gli operatori del gioco online, questo non ci impedisce di rilevare la situazione di discriminazione verso l’intero settore, a fronte della quale – come spesso avviene – le singole realtà sono considerate figlie di un dio minore rispetto ad altre aziende attive in comparti diversi anche dal sistema creditizio”. 

“E’ tempo di finirla con questi distinguo, tanto più che l’atteggiamento è autolesionista, visto che le aziende di gioco e scommesse contribuiscono enormemente al gettito erariale e la loro presenza riduce e contrasta il business illegale”, conclude il presidente di Logico. 

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