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Fabrizio corona torna in carcere e attacca i giudici

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Fabrizio Corona torna in carcere. Lo hanno deciso i giudici della Sorveglianza di Milano che lo scorso lunedì 8 marzo si erano riservati nei confronti dell’ex fotografo dei vip, attualmente ai domiciliari. A chiedere la revoca dei domiciliari è stato il pg di Milano Antonio Lamanna. 

A dare la notizia della decisione della Sorveglianza è stato il difensore, l’avvocato Ivano Chiesa che sottolinea come per calmare Corona sia anche stata chiamata un’ambulanza. La rabbia dell’ex fotografo dei vip è esplosa sui social con un duro attacco ai giudici e un video choc su Instagram col volto che sembra insanguinato. “Adesso vi faccio vedere come si combatte. Ingiustizia…pronto a dare la mia vita in questo paese ingiusto”, recita la didascalia. “Questo è solo l’inizio, dottoressa Corti questo è solo l’inizio, signor Lamanna questo è solo l’inizio. Quant’è vero Iddio sacrificherò la mia vita per togliervi da quelle sedie. Sacrificherò la mia vita per togliervi da quelle sedie. Vergogna”, si legge ancora. 

In alcune storie postate sul suo profilo Instagram si scaglia contro i magistrati. “Chiedo, se non mi tolgo davvero di vita, che venga il presidente del Tribunale di Sorveglianza, che guardi gli atti il presidente del Tribunale di Sorveglianza”, aggiunge mostrando il pavimento pieno di sangue e anche il volto insanguinato, ma non ha ferite così evidenti. “Avete creato un mostro, ora sono ca…i vostri e questo è solo l’inizio”.  

LA RICHIESTA – La richiesta del ritorno dietro le sbarre era stata formulata dal pg Antonio Lamanna, rappresentante dell’accusa, e dal suo giudice ‘naturale’ Marina Crosti che aveva proposto la revoca del “differimento pena” per una serie di violazioni delle prescrizioni da parte di Corona. Nell’ultima udienza, il pg Lamanna aveva sostenuto, in sintesi, che Fabrizio Corona doveva tornare in carcere perché fa tutto tranne che curarsi.  

Una decisione dettata dalla violazione alle due diffide – dopo la sua presenza in due note trasmissioni tv – e dalle presunte violazioni alle prescrizione imposte dai domiciliari, “il rispetto delle quali è la prima forma per dimostrare l’adesione al programma”.  

L’ex fotografo rischia di restare a lungo dietro le sbarre: la sua pena potrebbe durare fino al 17 settembre 2024, ma bisognerà capire se vanno sottratti i nove mesi che per la difesa sono già stati scontati (la decisione verrà nuovamente discussa davanti alla Cassazione il prossimo 18 marzo) e altri abbuoni. Secondo i calcoli dei difensori la pena potrebbe arrivare a fine 2023.  

LA LETTERA – Nel corso dell’ultima udienza, l’ex fotografo dei vip ha consegnato ai giudici milanesi una lettera di due pagine scritta a mano con cui chiedeva scusa e di non tornare in carcere. Missiva poi mostrata sul suo profilo Instagram. “Mi dispiace se ho sbagliato, come dite voi ho commesso gravi violazioni”, ha scritto nelle due pagine mostrate su Instagram. L’ex fotografo ha chiesto “perdono” e di poter continuare a curarsi, definendosi “non un criminale”. 

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