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venerdì 16 Aprile 2021

Decreto sostegno 2021, ok del Cdm: 32 mld per imprese e lavoratori

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Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto sostegni. “Via libera in cdm al #DLsostegni che distribuirà risorse per 32 mld di euro a imprese, lavoratori, scuola, sanità e turismo invernale. Una grandissima iniezione di fiducia per le attività e le partite iva colpite dalle chiusure degli ultimi mesi. Il Governo c’è e ci sarà”. Lo scrive il ministro Federico D’Incà su Twitter. 

“Il decreto è più o meno quello che sta già circolando. Tre quarti dell’importo sarà destinato alle imprese”. Così il premier Mario Draghi in conferenza stampa, al termine del Cdm. “Siamo consapevoli che si tratta di un intervento parziale e per questo” c’è l’ipotesi di “un secondo stanziamento in occasione della presentazione del Def”, ha aggiunto.  

“Abbandono dei codici Ateco e velocità nei pagamenti. L’Ufficio delle Entrate mette a disposizione una piattaforma per i pagamenti a fine mese, i pagamenti inizieranno l’8 aprile per chi avrà fatto domanda, quindi 11 miliardi entreranno nell’economia nel mese di aprile”, ha quindi sottolineato Draghi aggiungendo che si tratta di “un “intervento significativo nei confronti dei meno abbienti, di coloro che hanno perso il lavoro e i sussidi di disoccupazione. Quindi si pensa a un’estensione del reddito di emergenza sia della platea sia degli importi stanziati”. 

“Sulle imprese c’è una parte destinata al ristoro o indennizzo delle imprese che operano nella montagna, molte poste di questo decreto sono indirizzate al turismo e c’è un provvedimento molto importante per gli autonomi per tutti i lavoratori inclusi i lavoratori del settore agricolo, con decontribuzione da due miliardi e mezzo, abbiamo aggiunto un miliardo e mezzo al miliardo precedentemente” stanziato, ha detto ancora il premier.
 

“Il decreto legge Sostegni, varato oggi dal Consiglio dei Ministri, contiene importanti misure per il mondo della cultura, che aggiungono oltre un miliardo di euro alle risorse finora stanziate per sostenere un settore duramente colpito dalla pandemia. Spettacolo, cinema e musei sono in grande sofferenza per la perdurante chiusura imposta dalle misure di contenimento del contagio e meritano ogni sostegno, perché esprimono parte notevole della nostra identità”. Così il ministro della Cultura, Dario Franceschini, ha commentato l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del provvedimento che introduce nuove misure di sostegno in favore della cultura. “In particolare, con oltre 200 milioni di euro, verrà devoluta una indennità straordinaria di 2.400 euro per tutti i lavoratori dello spettacolo, con una platea di beneficiari allargata. Oltre agli artisti e maestranze con almeno sette giornate lavorative e un reddito inferiore ai 35.000 euro, saranno interessati anche coloro che, con almeno trenta giornate lavorative, abbiano un reddito inferiore ai 75.000 euro, a differenza delle precedenti erogazioni in cui il reddito massimo ammesso a contributo non doveva superare i 50.000 euro”. 

In arrivo 450 milioni per il settore agricolo. A quanto si apprende il Dl sostegni stanzia 300 milioni per le decontribuzioni degli agricoltori e 150 milioni per il fondo Filiere.
 

E, dopo un braccio di ferro durato ben due ore e mezzo, a quanto apprende l’Adnkronos, sarebbe passata la proposta di mediazione sul nodo cartelle avanzata dal ministro Daniele Franco e del premier Mario Draghi, dubbioso su una sanatoria di ampio respiro. Dunque sì alla cancellazione di vecchie cartelle, ma solo con un reddito Irpef che non superi i 30mila euro. Il colpo di bianchetto sulle cartelle varrà fino al 2011, mentre inizialmente avrebbe dovuto coprire il periodo 2000-2015. Fino al 2015, è la mediazione raggiunta in Cdm, la cancellazione dovrebbe essere legata alla riforma per l’efficientamento del sistema della riscossione chiesta da Lega e Fi. 

Si tratta di vecchie cartelle fino a 5000 euro di importo, che a questo punto verranno cancellate solo per chi ha un reddito Irpef sotto i 30mila euro e non per tutti, come inizialmente previsto e caldeggiato da Lega, Fi e anche M5S, pur con alcuni distinguo. Mentre sulla riforma della riscossione, chiesta da Lega e Fi, che dovrebbe consentire lo stralcio delle vecchie cartelle sotto i 5mila euro fino al 2015, “ai fini di una ridefinizione della disciplina legislativa dei crediti di difficile esenzione – si legge nel testo – e per l’efficientamento del sistema della riscossione, il ministro dell’economia e delle finanze, entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del presente decreto, presenta al Parlamento per le conseguenti deliberazioni una relazione contenente i criteri per procedere alla revisione del meccanismo di controllo e di discarico dei crediti non riscossi”. 

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