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domenica 18 Aprile 2021

Bitcoin continua a volare e c’è chi ora ci crede

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Il 2020 è stato un anno di ripresa per il bitcoin con un aumento del 279% nel corso dei 12 mesi. A dicembre 2020 la regina delle criptovalute ha sfondato quota 20 mila dollari per la prima volta a dicembre per poi toccare a fine mese quasi i 30mila. Nel 2021, grazie anche alla ‘spinta’ del fondatore di Tesla, Elon Musk che ha deciso di investire 1,5 miliardi di dollari nel criptovaluta a febbraio, il bitcoin ha superato prima i 50 mila dollari e poi nei giorni scorsi ha superato anche quota 60 mila dollari raggiungendo un record a 61.556 dollari. Dopo anni in cui le criptovalute e il loro andamento sono state considerate come delle bolle speculative destinate a scoppiare lo sguardo degli attori del mercato sembra essere cambiato a torto o a ragione. Secondo alcuni analisti l’aumento attuale del bitcoin avrebbe basi più solide rispetto al passato: operatori di mercato tradizionali come fondi di investimento e aziende sembrano guardare ormai al bitcoin come a un investimento possibile. E c’è chi inizia a ‘scommettere’ su un fenomeno che potrebbe essere destinato a durare nel tempo. 

In un report Deutsche Bank sostiene che il bitcoin che è ormai “troppo importante per essere ignorato”. La capitalizzazione in borsa della criptovaluta, a oltre 1.000 miliardi di dollari, infatti, sostengono gli analisti della banca tedesca, “la rende troppo importante” per essere appunto ignorata. Per gli analisti dell’istituto di credito tedesco “finché i gestori di fondi e le aziende continueranno a essere attratti” dalla criptovaluta i prezzi del bitcoin “continuerà ad aumentare”. Tuttavia “dovrebbe restare alta la volatilità” a causa della sua negoziabilità limitata: pertanto “il valore del bitcoin continuerà a salire e a scendere” nel prossimo futuro.  

Un fenomeno, questo, che gli analisti dell’istituto di credito chiamano ‘Tinkerbell Effect’ (effetto Campanellino) riferendosi al personaggio immaginario creato da James Barrie nella sua famosa opera Peter Pan: “più persone credono a qualcosa più è probabile che questo qualcosa accada”, un po’ come Trilli che esiste perché i bambini credono che esista. Per Deutsche Bank ormai le banche centrali e i governi hanno capito che le criptovalute ormai “ci sono e resteranno” e quindi “ci si aspetta che dovrebbero iniziare a regolarmentarle alla fine di quest’anno o all’inizio del prossimo anno”. 

Tuttavia per la banca tedesca “nel medio lungo periodo” e soprattutto a causa della forte volatilità “è poco probabile che le criptovalute saranno utilizzate come un mezzo di pagamento diffuso”. Secondo Deutsche Bank meno del 30% delle transazioni in bitcoin è legato ai pagamenti di beni e servizi (il 70% circa viene invece utilizzato come investimento finanziario): nel 2020, osservano gli analisti della banca, 28 milioni di bitcoin hanno cambiato proprietario, ossia l’equivalente del 150% totale dei bitcoin in circolazione. Nello stesso momento 40 milioni di azioni Apple sono state scambiate, l’equivalente del 270% delle azioni totali in circolazione. Insomma, per Deutsche Bank il bitcoin “deve ancora dimostrare il suo valore in quanto valuta di pagamento per essere all’altezza della sua reputazione”.  

L’attuale capitalizzazione in borsa di Tesla, rileva Deutsche Bank, “è di 665 miliardi di dollari al 12 marzo 2021, quasi cinque volta quella di Ford e Gm messe insieme”. Una capitalizzazione notevole se si pensa che Gm ha venduto circa 8 volte più auto rispetto a Tesla nel 2020 e Ford ne ha vendute 5 volte di più. “Il rapporto tra capitalizzazione e veicoli venduti da Tesla e Ford dimostra che il valore attuale di Testa è 63 volte superiore a quello di Ford”. La valutazione di Tesla sul mercato è legata allo sviluppo del mercato automobilistico verso l’auto elettrica e si ritiene che Tesla resterà un leader assoluto del settore. Allo stesso modo, osservano gli analisti della banca tedesca, “il valore complessivo del bitcoin viene valutato in 1.075 miliardi al 15 marzo 2021”, ossia il 102% del valore dello yen, il 65% dell’euro, il 53 del dollaro e il 904% della sterlina. Eppure, rileva Deutsche Bank, “il numero di bitcoin che vengono scambiati mediamente quotidianamente in dollari è l’equivalente dello 0,05% rispetto allo yen e dallo 0,06% rispetto alla sterlina”.  

L’attuale valutazione del mercato in merito al bitcoin parte del presupposto che nel futuro “diventerà un importante mezzo di pagamento”. La storia di Tesla ha cinque anni in più rispetto a quella del bitcoin e, rileva Deutsche Bank, “ha sempre suscitato dibattito tra le persone che vedono il fenomeno Tesla come un fenomeno temporaneo e di moda e quelli che vedo Tesla come il futuro del settore automobilistico”. Il sentiment del mercato, osservano gli analisti della banca tedesca, “ha iniziato a cambiare in modo significativo negli ultimi 18 mesi quando Tesla ha iniziato a registrare i primi risultati” e le vendite sono aumentate. Facendo un parallelismo gli analisti dell’istituto di credito tedesco sostengono che “i prossimi due o tre anni dovrebbe essere il punto di svolta per il bitcoin: il consenso e il suo futuro potrebbe emergere man mano”. 

Il bitcoin è nato il 3 gennaio del 2009. I suoi primi 12 anni di vita sono stati anni di crescita altalenante per la criptovaluta che rappresenta oltre i due terzi del mercato delle criptovalute. Dopo aver raggiunto la parità con il dollaro nel febbraio del 2011, il valore del bitcoin è cresciuto nel tempo arrivando a quota 100 dollari nell’aprile del 2013. Nel 2016 l’adozione da parte di alcuni negozi online del bitcoin come valuta per gli acquisti e l’accettazione da parte della banca centrale del Giappone del ruolo della criptovaluta fanno sì che il valore riprenda la sua corsa, chiudendo l’anno a 959 dollari. 

Il biennio 2017-18 è stato quello che mostrerà l’estrema volatilità del bitcoin. Come ricorda Deutsche Bank nel suo report all’inizio del 2017 “il valore del bitcoin si aggirava intorno a 1.000 dollari. A dicembre dello stesso anno il bitcoin ha raggiunto quasi 20 mila dollari. Nel febbraio del 2018 il prezzo è sceso a 7 mila dollari”. Il bitcoin chiude il 2018 ad ‘appena’ 3.200 dollari. A metà 2019, tra alti e bassi, un bitcoin arriva a toccare i 12.500 dollari dopo aver iniziato l’anno intorno ai 4mila. Dai 4.900 dollari di marzo 2020, sottolinea Deutsche Bank, “il bitcoin ha superato i 60 mila dollari la settimana scorsa: uno dei fattori più importanti che hanno spiegato l’aumento del valore del bitcoin è stato l’ingresso su quel mercato di hedge fund e di altri investitori istituzionali”. Ogni anno, ricorda Deutsche Bank nel suo studio, sono tante le persone che hanno giudicato il Bitcoin e Tesla come “in fin di vita”: dal 2010, rileva la banca tedesca, il bitcoin “è stato dichiarato morto circa 400 volte” ma ormai il trend è in calo. 

Secondo alcune indiscrezioni emerse a febbraio Deutsche Bank starebbe studiando la possibilità di offire nuove servizi alle grande istituzioni finanziarie che vorrano investire nelle criptovalute: oltre all’acquisto l’istituto di credito tedesco garantirebbe anche la custodia dei crypoto-asset. Secondo quanto era trapelato il servizio si chiamerà Deutsche Bank Digital Asset Custody. 

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