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giovedì 15 Aprile 2021

AstraZeneca, Italia usa vaccino: e altri paesi?

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Il vaccino AstraZeneca viene di nuovo somministrato in Italia dopo il via libera dell’Ema e dell’Aifa. Ma cosa fanno gli altri paesi? Se da un lato anche la Germania è pronta a ripartire, i governi di altri stati non hanno ancora deciso di revocare lo stop al prodotto anglo-svedese.  

In Germania, la ripresa delle vaccinazioni con AstraZeneca è stata annunciata ieri sera dal ministro della Salute Jens Spahn. Stando alle ultime news, nel paese guidato da Angela Merkel è in programma per oggi un incontro sulla campagna vaccinale a livello di vertici federali e regionali. Erano stati rinviati tre giorni fa proprio a seguito della sospensione della somministrazione del siero anti Covid sviluppato da AstraZeneca. Arrivato il via libera dell’Ema, al centro dei colloqui ci saranno l’andamento delle vaccinazioni e il coinvolgimento dei medici di base per accelerare la campagna. 

Anche in Francia le vaccinazioni di AstraZeneca sono ripartite oggi, ma l’Alta autorità per la salute di Parigi ha raccomandato oggi l’uso di questo vaccino anti Covid solo per chi ha più di 55 anni. Questa limitazione si spiega con il fatto che i gravi casi di problemi nella coagulazione del sangue che avevano motivato la sospensione del vaccino sono stati osservati unicamente su persone di età inferiore ai 55 anni, ha precisato l’autorità sanitaria francese. Intanto oggi il primo ministro francese Jean Castex ha ricevuto la prima dose del vaccino AstraZeneca “per ridare fiducia alla popolazione”. La vaccinazione è avvenuta nell’ospedale militare di Begin vicino a Parigi. 

La Spagna riprenderà le vaccinazioni con AstaZeneca la settimana prossima, come riferito dal ministero della Sanità durante una riunione straordinaria con le regioni. Fra domani e sabato le autorità sanitarie si riuniranno per decidere quali saranno i gruppi che verranno vaccinati. Bisognerà stabilire se superare il limite massimo di 55 anni attualmente in vigore. 

In Danimarca, invece, restano sospese le vaccinazioni con AstraZeneca. Soren Brostrom, a capo dell’Autorità sanitaria danese, in conferenza stampa ha affermato che le somministrazioni non riprenderanno almeno per un’altra settimana, perché “serve più tempo” per verificare se il vaccino sia connesso a gravi rischi di trombosi. “Come parte del nostro monitoraggio – ha aggiunto – ovviamente analizzeremo anche gli altri due vaccini disponibili in Danimarca”. Il paese ha sospeso l’uso del vaccino AstraZeneca per 14 giorni l’11 marzo, in seguito alla morte di una donna di 60 anni a cui era stata somministrata la prima dose. Tanja Erichsen, dell’Agenzia danese del farmaco, ha affermato che sono stati segnalati casi di effetti collaterali sia negli uomini che nelle donne. In totale, sono più di 140 mila le persone in Danimarca che sono state vaccinate con AstraZeneca. 

La Finlandia ha deciso di sospendere le somministrazioni del vaccino di AstraZeneca per indagare due possibili casi di trombosi. Lo ha annunciato l’Istituto finlandese della Sanità (Thl). L’indagine, ha riferito l’istituto, durerà almeno una settimana. Secondo il Pharmaceutical Safety and Development Center Fimea, in Finlandia sono state segnalate due trombosi venose cerebrali, che si sono verificate 4-10 giorni dopo aver ricevuto il vaccino di AstraZeneca. Il Thl nel suo comunicato, rilanciato dai media locali, afferma che entrambi gli individui affetti hanno fattori di rischio medico associati alla trombosi vascolare e gli studi sui pazienti sono ancora in corso. 

In Gran Bretagna, intanto, la campagna di vaccinazione procede a vele spiegate anche con AstraZeneca. Come annunciato ieri, Boris Johnson riceverà oggi la prima dose del vaccino anti Covid-19. Il farmaco scelto, proprio quello prodotto da AstraZeneca, conferma la fiducia che il premier britannico ha nel siero dell’azienda anglo-svedese. Ieri, Johnson, 56 anni, in una conferenza stampa a Downing Street ha detto che “il vaccino Oxford è sicuro e quello Pfizer è sicuro. La cosa non sicura è prendersi il Covid, per questo è importante che tutti ci facciamo il vaccino quando arriva il nostro turno”.  

 

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